domenica 3 marzo 2019

SELDON, Per quale sentiero (2018)

Nessuna descrizione della foto disponibile.
I Seldon (il cui nome è tratto da un personaggio creato da Isaac Asimov) nascono nel 2008 dalla fervida mente di Marco Baroncini (voce, piano e tastiere), a cui si aggiungono Francesco Bottai (chitarra), Cristiano Bottai (batteria) e Carlo Sciannameo (basso), arrivando a pubblicare Tutto a memoria. L’arrivo di Carlo Bonamico al basso e di Marco Barsanti alla batteria segna una piccola rivoluzione in seno ai toscani, ora maggiormente orientati ad un progressive che profuma di jazz rock e hard prog britannico, elementi che caratterizzano il nuovo Per quale sentiero, un lavoro fortemente espressivo che mi ha piuttosto sorpreso. I sette brani di questo ritorno sono davvero raffinati, ricordandomi anche quanto fatto qualche anno fa dai bravissimi Promenade, con testi zeppi di surreali suggestioni liriche, dark e pieni di riferimenti al mondo onirico di Asimov, scrittore russo tra i più citati in campo fantasy. Il progressive del quartetto pare un anello di congiunzione tra le produzione solistiche di Peter Hammil e gruppi contemporanei come La Coscienza di Zeno (per via della grande importanza data alla parola) e i Ranestrane (per l’attitudine a creare suoni carichi di immagini), ed è un vero peccato che i fan del genere non si siano ancora realmente accorti di questa band, che merita un grande riconoscimento per l’ottimo disco appena pubblicato. Difatti Per quale sentiero ha poche cadute, pur nella grande strutturazione dei brani vi sono sempre elementi riconoscibili, che rimangono impressi e che aumentano il senso di familiarità ascolto dopo ascolto, con punte epiche e crescendo lirici di forte impatto emotivo (su tutte Corpo e anima e Deserto dell’anima). Le ritmiche corpose, i fraseggi di chitarra che sottolineano le impennate atmosferiche delle tastiere di Baroncini, sono tutti elementi che giocano a favore di un clima darkeggiante, cupo in alcune occasioni, sostenuto da tematiche che rimandano a scenari misteriosi, al limite dell’impenetrabile. Piccolo gioiello di progressive rock italiano. (Luigi Cattaneo)
Corpo e anima (Video)
 

Nessun commento:

Posta un commento