Tornano gli storici
Notturno Concertante, gruppo nato negli anni ’80 dalle menti creative di Lucio
Lazzaruolo (piano, chitarra classica e a 12 corde) e Raffaele Villanova
(chitarra e sampling), duo attorno a cui hanno ruotato da sempre le fortune di
una band che, dopo un periodo molto fecondo ad inizio anni ’90, ha
progressivamente centellinato le proprie uscite discografiche. Lavori da sempre
pregni di atmosfere sognanti, rifiniti con grande cura e che hanno trovato
pieno completamento nelle ultime due prove, l’ottimo Canzoni allo specchio e il nuovissimo Let them say, raffinato disco strumentale di ethno rock progressivo
uscito per Luminol Records. Oltre alla batteria di Francesco Margherita e
Simone Pizza, troviamo in questa ultima fatica una forte componente classica,
dettata dalla significativa presenza di Nadia Khomoutova al violino. So far out è impreziosita da Kaitlyn
Raitz al violoncello e da Giuseppe D’Alessio al basso, Handful of hopes pone in primo piano il clarinetto di Seto Nobuyuki,
mentre in Evidence of invisible troviamo
la viola di Jessica Meyer (musicista della band di Molly Joyce) e nella
stupenda Le magnifiche sorti il
bouzouki di Francesco Brusco, interpreti perfetti per le idee dei campani, così
riassunte nelle parole di Villanova. È il
primo album interamente strumentale, una svolta stilistica notevole per noi,
basato com’è sulla coesistenza tra strumenti acustici ed elettronica, senza
però rinunciare a certe radici musicali. Il disco oscilla tra le parti folk
di Finis Terrae, le delicate note di Fellow travellers (con Luciano Aliperta
al basso), le tenui partiture di Dei miei
sospiri e le atmosfere sospese di Darkness
I became, momenti che uniscono complessità strutturale e una sensazione di
immediata gradevolezza, leitmotiv di un ritorno ancora una volta decisamente
notevole. (Luigi Cattaneo)
Let them say (Video)
Nessun commento:
Posta un commento