sabato 29 agosto 2020

BEDSORE, Hypnagogic Hallucinations (2020)


Arrivano da Roma i Bedsore, quartetto formato da Jacopo Gianmaria Pepe (chitarra, voce e synth), Stefano Allegretti (chitarra, voce, organo e synth), Giulio Rimoli (basso) e Davide Itri (batteria), forti di un contratto con la 20 Buck Spin, etichetta di Pittsburgh che vanta nel suo rooster band come Vastum e Tomb Mold, realtà del panorama death metal mondiale. La proposta dei romani, pur nel suo estremismo, guarda maggiormente a Carcass, Death, Sadist, Aenimus e Cattle Decapitation, seppure le influenze dei Bedsore sono molteplici e rendono il lavoro decisamente interessante e curioso. Hypnagogic Hallucinations è il debutto a base di death metal, oscura psichedelia e progressive, un esordio pieno di inventiva, di idee che si susseguono, lungo 40 minuti dove ragione e furia si incontrano, dove i virtuosismi si calano all’interno di una scrittura rigorosa. The gate, disclosure è l’iniziale introduzione di un viaggio cupo, tenebroso, da subito progressivo nelle intenzioni, elemento che deflaga nell’assalto brutale di The gate, closure, con la voce di Pepe che si inserisce perfettamente nelle sofisticate trame espresse. La coda ambient rimanda ai Seventh Genocide (ora Svnth) di Allegretti e ci conduce a Deathgazer, episodio tra i più death metal del disco. A metà album i Bedsore piazzano la progressiva At the mountain of madness, nove minuti profondi, intensi, tra passaggi strumentali, sfuriate epiche, sontuoso death e una disperazione che diviene palpabile con l’avanzare del pezzo. Cauliflower growth vede la partecipazione di Giorgio Trombino (Assumption,  Haemophagus) alla voce e ai synth, e il suono assume sfumature al limite del grind, violenza stemperata da un’attenta cura per il dettaglio, che qui si traduce in parabole dal taglio heavy e dalla sezione finale sfumata di contorni psichedelici. Death e doom si fondono in Disembowelment of the souls, con i rallentamenti tipici del genere che mostrano un altro aspetto dei capitolini, che fanno del tenere aperte più porte il proprio punto di forza. La chiusura di Brains on the tarmac è sintesi del progetto, sospesa tra le varie anime di una proposta altamente qualitativa, che segna un altro tassello di spessore nel panorama estremo italico. (Luigi Cattaneo)

Full Album


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