mercoledì 23 settembre 2020

ALGEBRA, Deconstructing classics (2019)

 

Nati in piena era new prog, gli Algebra, dopo quasi 40 anni di attività, sono ancora presenti nel panorama nostrano, segno che la passione che animava questi ragazzi nel 1983, epoca del primo demo, è intatta e resiste allo scorrere delle mode e del tempo. Alfieri di un certo stile negli anni ’90, epoca di Storia di un iceberg (1994), hanno portato avanti un discorso coerente sino al 2009, quando JL segnò il loro ritorno sulle scene, disco che vedeva i due fratelli Hackett come ospiti speciali. Il nuovo Deconstructing classics, uscito per Andromeda Relix nel 2019, pesca a piene mani brani piuttosto noti del progressive mondiale, versioni apparse negli anni dentro compilation tributo spesso firmate dalla Mellow Records. Composizioni interpretate dalla band con spirito e gusto dalle varie formazioni che hanno segnato la storia dei campani, tra cui spiccano Dusk dei Genesis, Funny ways dei Gentle Giant e Song within a song dei Camel, tutte presenti sul primo CD. Nel secondo invece, oltre ad altre apprezzabili cover, come Strangers in space dei Procol Harum, troviamo quattro pezzi scritti dai beneventani, ossia l’interessante Straight, una riuscita versione live di Russian Suite e due brani che ci riportano ai primi anni di vita del gruppo, The clouds are always present e Il muro. Gradevole omaggio ai grandi del prog, in attesa di un lavoro di inediti che ormai manca da tanti anni. (Luigi Cattaneo)

Russian Suite (Video)



Nessun commento:

Posta un commento