mercoledì 21 ottobre 2020

KONRAD, Luce (2019)

 

Non è un nome nuovo Konrad, che i più attenti ricorderanno per le esperienze con Hype e Radiolondra (questi ultimi lavorarono al disco d’esordio con Mauro Pagani e Rocco Tanica) e per un debutto, Carenza di logica, uscito nel 2013 con l’etichetta Music Force, collaborazione che viene confermata dal nuovo Luce. L’album, registrato insieme a Valerio Fuiano (ex chitarrista dei Radiolondra, qui impegnato anche al banjo, all’ukulele, al sitar, all’armonica e al piano), Fabrizio Iarussi (basso) e Mario Canfora (batteria), vede Konrad districarsi alla voce, alla chitarra e all’ukulele, in un viaggio a base di folk, pop e cantautorato, ora con brani cantati in italiano, ora in inglese. E sono proprio questi ultimi quelli che convincono maggiormente, a partire da The man that I am, intrisa di gradevolissimo folk, che fa il paio con la dolcezza di Your eyes e il pop rock di No sun will be ever brighter than you. Four? e Still on your road si imbevono di folk americano, ricordando qualche episodio di Ryan Bingham, mentre Seattle è una delicata e intensa ballata vicina agli ultimi lavori di Graziano Romani. Un’ultima citazione la merita Sleep tonight, breve ma ancora una volta decisamente riuscita. Buon ritorno per Konrad, che mi ha appassionato soprattutto quando si avvicina ai folk singer americani, ma nel complesso la prova è sicuramente positiva e molto piacevole. (Luigi Cattaneo)

Your eyes (Video)



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