sabato 5 gennaio 2013

THE FORMER LIFE, Electric Stillness (2011)

Il rock progressivo degli ultimi anni è stato contrassegnato dal ritorno di vecchie glorie e dalla nascita di progetti giovani e carichi di entusiasmo che stanno portando nuova linfa ad un genere che continua ad affascinare ad oltre 40 anni dalla sua nascita. È sempre un piacere poter scrivere di esordi come questo dei veneti The Former Life del duo Andrea De Nardi (tastiere e voce) e Matteo Ballarin (chitarre e voce) coadiuvati da una salda sezione ritmica formata da Manuel Smaniotto (già alla batteria con Aldo Tagliapietra) e Carlo Scalet (basso). Le radici del gruppo sono ancorate ai ’70 e si percepisce in quest’album autoprodotto e distribuito autonomamente tutto l’amore per band fondamentali del progressive mondiale. Le atmosfere oscure che spesso si incontrano rimandano a King Crimson e Van Der Graaf Generator, i Jethro Tull citati in maniera lieve danno un sapore classico all’opera, le fasi psichedeliche guardano moltissimo ai Pink Floyd e ai più vicini (temporalmente) Porcupine Tree. Ma non ci troviamo di fronte ad un disco omaggio o clone di tali gruppi perché i The Former Life hanno le qualità necessarie per estendere certi confini e spaziare il più liberamente possibile, seguendo sì una scia ma senza restare intrappolati in schemi desueti e anacronistici. Electric Stillness è uno di quei lavori così genuini in cui è possibile realmente . sentire il trasporto e lo slancio emotivo con cui è composta ogni singola traccia. La band convince sia quando si cimenta con la fusion progressiva piuttosto robusta di Hijacked sia quando mostra il lato più melodico nella splendida Belong to the stars. Ma risulta evidente come sia il lavoro di squadra il vero punto di forza dei veneti, capaci di creare un album solido, ottimamente suonato e dove l’attenzione per il dettaglio compositivo fa la differenza con esordi a volte troppo poco curati. Invece qui c’è una maturità sorprendente con cui il gruppo raggiunge risultati che spesso si ascoltano dopo diversi anni di attività. Una band dal suono internazionale (anche per via dei testi in inglese) dove il talento emerge e porta alla ricerca di una propria identità facendo trapelare senza remore ma anche senza enfasi dove si guarda come punto di partenza. Non ne è una colpa, soprattutto se i risultati sono di tale elevato livello. (Luigi Cattaneo)

Belong to the stars (Video)


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