venerdì 15 maggio 2015

MAX FUSCHETTO, Sun Na (2015)


Provo sempre un certo piacere quando arrivano dischi come questo Sun Na di Max Fuschetto, un lavoro moderno, colto ma popolare nel suo unire varie culture, dal fascino internazionale, suonato da un manipolo di musicisti di grande valore. Fuschetto (bravo nel divincolarsi tra oboe, sax, piano e chitarra) dopo aver siglato nel 2005 Frontiere (omaggio a Michael Nyman e Brian Eno) e nel 2010 Popular Games, torna con un album intenso e molto fascinoso. Una world music che sa vivere intersecando aspetti distanti, avvicinando l’Europa all’Africa, unendo il mondo mediorientale con quello latino e occidentale, in un percorso sempre messo a fuoco e mai fragile, perché a volte muoversi lungo territori così contaminati può divenire alquanto complicato. Un viaggio onirico che collega etnie e lingue differenti attraverso una musicalità ricca, ampia, che va a toccare la classica nei contorni sfumati di Return to A., l’ambient nello strumentale di Secret Shadows e la cultura latina e bossa rivisitate in Paisagem do Rio. Ottime anche Oniric States of Mind, con un bel duetto vocale tra Antonella Pelilli e Irvin Vairetti, Qem Ma Tija, in cui Fuschetto ci delizia al rhodes e Si Trendafile, bell’esempio di come da tradizioni lontane (una melodia arberesh) si possa creare un ponte verso l’occidente, diminuendo le distanze tra paesi lontani. Completano il quadro l’aleatoria Vibrazioni Liquide, la purezza di In Preghiera, la spirituale Samaher e Le Rose di Arben con Andrea Chimenti alla voce, insieme alla Pelilli. Disco consigliato a chi cerca nuove suggestione e ama sentirsi sorpreso dall’ascolto di un album. (Luigi Cattaneo)

Les Roses D'arben (Video)

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