sabato 3 marzo 2018

STAIRS OF LIFE, The man in a glass (2017)


Nome nuovo per il progressive italiano, gli Stairs of Life (Luca Aldisio alla voce, alla chitarra acustica e al flauto, Giordano Maselli al basso e alle tastiere, Alessio Erriu alla chitarra elettrica e Fabio Vitiello alla batteria) provengono da Roma e scelgono la strada dell’ep per presentarsi al pubblico di appassionati. The man in a glass è però un lavoro che potrebbe incuriosire anche chi non è avvezzo alle sonorità tipiche del prog, in quanto il quartetto ha dato molto peso alla forma canzone, che qui è foriera di sentimenti quotidiani descritti con efficacia e animo e musicalmente si avvicina al genere guardando a quanto fatto da Steven Wilson e Anathema più che da quello che ci hanno lasciato act storici come Banco del Mutuo Soccorso o Acqua Fragile. La band ha puntato molto su tematiche commoventi e suoni che riportano ad uno stato di malinconia, un pathos autentico che sfiora in taluni frangenti il cantautorato rock e l’alternative, capace di ricordare tanto gli Airbag quanto i Porcupine Tree. La Sliptrick, specializzata in progressive di natura trasversale, è l’etichetta che promuove l’opera, un lavoro dove l’inquietudine di fondo sa essere cupa e mesta, con racconti borderline fatti di bicchieri svuotati, amori fuggiti e maschere giornaliere per difenderci da chi ci sta intorno, storie che trovano una loro dimensione sia nelle parti più hard che in quelle lievi e nostalgiche che presentano anche qualche rimando ai sempre attuali Pink Floyd. The man in a glass è formato da soli quattro brani, tutti validi ed estremamente gradevoli, un bel biglietto da visita in attesa di un primo full lenght più corposo. (Luigi Cattaneo)
 
Mask (Official Video)
 

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