giovedì 5 giugno 2025

MY EVIL TWIN, Okay! (Singolo 2025)




My Evil Twin presentano il nuovo singolo Okay!: metalcore puro dove sezioni atmosferiche e soffuse si scontrano con breakdown furibondi e corrosivi. Tanti breakdown.

Okay! è un invito all'autoconsapevolezza e un confronto diretto con le fragilità che spesso scegliamo di ignorare. There’s a truth I can’t deny – quando la verità diventa innegabile e ci rendiamo conto che stiamo solo fingendo di stare bene, mentre dentro stiamo affondando, il primo passo è accettarlo. Il dolore è inevitabile, ma nothing here was made to last. Ed è proprio lì, all'apice, che arriva la catarsi e si aprono nuove possibilità. Perché dietro il dolore si nascondono significati più profondi, capaci di condurci verso una libertà autentica e rinnovata.

Ascolta su Youtube https://www.youtube.com/watch?v=woQVVJ4-0mI&list=OLAK5uy_kKX1ko_T3VrfI33qu5GQqz7EWRbDr3QIY

O sulla tua piattaforma preferita qui https://benext.lnk.to/okay

My Evil Twin rappresentano il suono del conflitto interiore—la battaglia tra chi sei e chi potresti diventare, lo scontro tra luce e ombra, sanità e caos. Fondendo elementi elettronici, pesantezza ritmica e melodie inquietanti, la band ha creato un’identità sonora unica che sfida i confini dei generi convenzionali.

La musica di My Evil Twin è un viaggio attraverso estremi emotivi—breakdown fragorosi, cori travolgenti e testi crudi e senza filtri che scavano in profondità nei temi dell’identità, dell’autodistruzione e dei mostri che nascondiamo dentro di noi.

Gli ascoltatori vengono trascinati in un mondo in cui la linea tra bene e male è sottile come una lama. Ogni canzone è uno specchio che costringe ad affrontare il proprio riflesso e le ombre che si nascondono dietro di esso.

Spinti da un’energia instancabile e da una passione per la connessione, i My Evil Twin portano sul palco uno spettacolo intenso quanto la loro musica—forte, caotico e catartico.

Questa non è solo musica pesante: è la colonna sonora di chi combatte battaglie che nessun altro può vedere.


RON MAGRIL, Inspired (2025)

 

Secondo album per Ron Magril, chitarrista israeliano accompagnato nel recente Inspired dagli ottimi Yonatan Riklis (Hammond) e Ofri Nehemya (batteria). Un album di soli inediti per il trio, che si muove nella tradizione di due giganti come Wes Montgomery e Grant Green, omaggiati cercando una propria strada, fatta di un jazz brillante e pieno di groove. Ne è esempio lampante l’iniziale Playing for Wes, elegante hard bop tributo proprio a Montgomery, ma non sono da meno le seguenti Twist and Turns e Neri, dove si passa da frangenti vibranti ad altri atmosferici e sfumati, brani dove emergono doti tecniche e di scrittura. Minor blues torna ad essere frizzante e vivace, Another one for Wes (di nuovo vicino al musicista di Indianapolis) è puro hard bop dal sapore bluesy, mentre Cool breeze è una raffinata ballad, tanto semplice nella struttura quanto immaginifica nel suo sviluppo. Africa, ripresa dal suo esordio, si colora di post bop e pulsioni world, prima della conclusiva Friday, nuovamente intrisa di un mood blues, valido finale di un ritorno davvero ispirato. (Luigi Cattaneo)

Neri (Video)



lunedì 2 giugno 2025

UTELA MALIT, Ain't Nobody Flying (singolo 2025)

 

Gli Utela Màlit svelano il nuovo singolo Ain’t Nobody Flying, un brano che incarna l’essenza del rock e dell’hard rock anni ’70, ispirandosi ai giganti del genere come Aerosmith, Led Zeppelin, Jefferson Airplane e Jimi Hendrix.
Il pezzo è un viaggio onirico tra allucinazioni e realtà, un racconto sospeso tra ciò che appare, ciò che è e ciò che potrebbe non essere. Al centro della narrazione musicale c’è il dualismo eterno tra luce e oscurità, un confronto serrato in cui ogni nota diventa espressione di una battaglia interiore senza esclusione di colpi.
Attraverso un crescendo di suoni e atmosfere, la canzone dipinge un susseguirsi di sensazioni contrastanti, dove ombre, luci, demoni e sensi di colpa si intrecciano in una danza ipnotica. L’esito resta incerto, ma il messaggio è chiaro: bisogna mantenere accesa la luce, per illuminare l’oscurità più profonda dei nostri pensieri e l’ombra che proiettiamo sulla nostra stessa esistenza.

Ascolta Ain't nobody flying su Youtube qui https://www.youtube.com/watch?v=8-Ooc9hD0IY&ab_channel=UtelaMalit-Topic

O sulla tua piattaforma preferita qui https://orcd.co/utelamalit-aintnobodyflying

Utela Màlit nasce circa dieci anni fa con l'intento di proporre un mix di cover e brani inediti, sia in italiano che in inglese. Nel corso degli anni, la band ha subito un'evoluzione significativa, passando dalla formazione iniziale di quattro membri a un power trio, consolidando così un sound più orientato verso il rock e l’hard rock.

Negli ultimi anni, il gruppo ha posto sempre maggiore attenzione alla composizione di brani originali, spinto dal desiderio di esprimere creatività e innovazione accanto al repertorio di cover.
Il cuore e l’anima della band è Anna, cantante, chitarrista e leader del gruppo, nonché autrice degli inediti, a cui si deve anche la scelta del nome Utela Màlit.
Completano la formazione Franco, bassista storico della band e prezioso collaboratore nel corso degli anni, e Mel, batterista esperto e talentuoso, che ha recentemente deciso di unirsi al progetto.
Con un'identità musicale ben definita e una forte spinta creativa, Utela Màlit continua a portare avanti il proprio percorso tra energia rock e sperimentazione sonora.


MARKUS REUTER, Truce 2 (2022)

 


Uscito nel 2022, Truce 2, seguito del primo capitolo pubblicato sempre da Moonjune Records, vedeva il ritorno di Markus Reuter (touch guitar, elettronica) insieme a Fabio Trentini (Le Orme, fretless, contrabbasso elettrico, basso, synth bass) e Asaf Sirkis (batteria acustica, percussioni). Il trio, riunitosi al Ritmo&Blu Studio di Pozzolengo (Brescia), diede vita ad un lavoro che riprendeva il discorso dell’ottimo predecessore, tra momenti sperimentali, passaggi di grande complessità e una generale voglia di non avere steccati. Il connubio tra Reuter e la Moonjune ha portato negli anni alla creazione di album coraggiosi e molto interessanti (molti dei quali li trovate recensiti sul blog), e chi ha dimestichezza con l’arte del tedesco (di passaggio in Italia qualche mese fa con il progetto Stick Men di Tony Levin) troverà in questa pubblicazione tutte le caratteristiche che hanno reso riconoscibile il suono del chitarrista originario di Lippstadt. Tra gli episodi migliori di Truce 2 troviamo senz’altro le iniziali The rake e Rounds of love, dove il notevole lavoro ritmico funge da solida base per la ricerca di Reuter, ma anche le lunghe Melomania e Consolation, che esaltano il collettivo, risultano piene di validissimi spunti. Qualche mese fa è uscito il terzo episodio di questo progetto, un album di cui parleremo prossimamente. (Luigi Cattaneo)

giovedì 22 maggio 2025

FIESTA ALBA, Pyrotechnic babel (2025)

 

Ci eravamo occupati dell’ep d’esordio del 2023 dei Fiesta Alba (Octagon chitarra, Dos Caracas produzione, synth, Fishman basso), ed è un piacere ritrovarli con Pyrotechnic babel, primo full che riprende il discorso iniziato qualche anno fa e lo amplia di soluzioni e ricerche. Una miscellanea sonora di math, world, elettronica, dub e hip hop, un crossover dinamico ed estremamente curioso, arricchito dalla partecipazione di un ampio numero di ospiti, che contribuiscono, e non poco, alla riuscita del prodotto finale (da segnalare il lavoro di due batteristi, El Mistico e Pyerroth, presenti in più della metà dei brani). Una babele di situazioni egregiamente gestite, un rischio portato avanti da un trio misterioso, che fa della voglia di guardare oltre la base da cui partire, elaborando le pulsioni di Battles e I Hate my Village, ma potremmo citare anche Kae Tempest o il padre dell’Afrobeat Fela Kuti. La natura multiforme del progetto e la capacità del trio di far confluire tante idee all’interno di un flusso variegato aprono la porta a brani come Technofeudalism (con Gianis Varoufakis), Waku Waku (feat. Judicious Brosky) o Safoura (dove troviamo Pape Kanoute), momenti diversi di un album che ha come denominatore comune la voglia di esplorare e stupire. (Luigi Cattaneo)

Full Album



lunedì 19 maggio 2025

VITTORIO NISTRI - FILIPPO PANICHI, Nistri - Panichi (2024)

 


Uscito sul finire del 2024, questo esordio del duo formato da Vittorio Nistri (pianoforte, Farfisa, basso, celesta, organo Vox, vibrafono, synth, campionamenti, elettronica, artista che abbiamo conosciuto per il suo lavoro con Ossi e Deadburger Factory) e Filippo Panichi (synth, elettronica, chitarra, zither) è un disco da ascoltare con estrema attenzione, viste le tante sfumature che caratterizzano l’opera. Elettronica, psichedelia e musica da camera si intersecano mirabilmente, attraverso l’utilizzo di strumenti autocostruiti e suoni processati, che incontrano il contrabbasso di Silvia Bolognesi, il violoncello di Pietro Horvath, la viola di Giulia Nuti, il clarinetto, il flauto e il sax di Enrico Gabrielli e il trombone di Edoardo Baldini. Si potrebbe citare il Battiato di Le corde di Aries, così come alcune composizioni dei sempre poco ricordati Fausto Romitelli e Egisto Macchi, personaggi fondamentali della sperimentazione italiana. Quella portata avanti da Nistri e Panichi non è mai fine a sé stessa, vela l’album di un’agrodolce malinconia, un elegante sintesi tra trame suggestive e pulsante avanguardia, che fa di questo debutto in coppia un racconto immaginifico di grande intensità (Il faro di Schrödinger, La risacca dell’alba e Sheriff in Tiraspol tra i momenti più significativi). Il tocco orchestrale, che avevamo già conosciuto in qualche episodio targato Deadburger Factory, viene ampliato e gestito all’interno della proposta, aumentando la disponibilità delle soluzioni in possesso dei due, che coordinano in maniera magistrale gli interventi, creando un interplay tra elettronica e acustica di grande impatto. Di seguito il link per acquistare l’album https://snowdonia.bandcamp.com/album/nistri-panichi (Luigi Cattaneo)

domenica 18 maggio 2025

RPM, RPM (2025)

 


Sotto la sigla RPM si celano Pierpaolo Ranieri (basso), Claudio Piselli (vibrafono) e Alessandro Marzi (batteria), tre talentuosi interpreti del loro strumento che hanno unito le loro forze per dare vita ad un esordio fresco e molto gradevole. 30 minuti circa dove l’interplay tra le parti risulta maturo, coeso, equilibrato, sia quando vengono omaggiati giganti della storia del jazz, come accade con McCoy Tyner in Effendi, Chick Corea in Sea journey o Wayne Shorter in Charcoal blues, sia quando la band presenta un originale come Slippery roads, scritto con gusto da Piselli. Un primo passo breve ma corposo, suonato col giusto piglio e una buona intensità, in attesa di scoprire se si tratta di un progetto estemporaneo o con sviluppi futuri. (Luigi Cattaneo)

sabato 17 maggio 2025

EUGENIO RENZETTI GROUP ZERO MIT FEDERICO SANGUINETI, K/024 (2024)

 


Seconda uscita per Eugenio Renzetti, trombonista che con l’ultimo K/024 (uscito l’anno scorso per Filibusta Records) omaggia Franz Kafka nel centenario della sua morte. Lo fa con un ensemble allargato notevole (il Group Zero, formato da Simone Alessandrini sax, flauto, Roberto Bottalico sax, clarinetto, Francesco Fratini tromba, flicorno, Andrea Saffirio pianoforte, tastiere, Pietro Ciancaglini contrabbasso, basso, Riccardo Gambatesa batteria), a cui si aggiunge la voce recitante di Federico Sanguineti, filologo e intellettuale, che contribuisce, con i suoi versi, a trasportare l’album in una zona di confine tra jazz e letteratura, spoken word e sperimentazione. Una ricerca che quindi travalica i confini musicali, forte di una spinta creativa scevra di steccati, elementi che librano nelle trame sofisticate di La metamorfosi, Amerika (dove troviamo l’ottimo Daniele Fiaschi alla chitarra), Appunti e Esperimento 3. Un progetto che finisce per muoversi con disinvoltura tra jazz ed echi di avanguardia, lungo confini ipotetici, fatti di suggestioni, soluzioni immaginifiche e improvvisazione. La chiusura affidata alla suite Pater Noster rimarca l’equilibrio tra suono e voce, un epitaffio simbolo di un racconto dal forte fascino. (Luigi Cattaneo)


venerdì 16 maggio 2025

SLUGCHOP, Abisso (Singolo 2025)



Se il nuovo singolo degli Slugchop, Abisso andasse in anagrafe a farsi rilasciare un documento di identità, presenterebbe Rammstein alla voce 'peso', Slipknot alla voce 'altezza', System of a Down alla voce 'capelli' e Rob Zombie alla voce 'occhi'. Un calderone fumante di ingredienti esplosivi che rendono unico e riconoscibile questo mix letale di suoni.

Abisso prosegue idealmente il viaggio cominciato con Face Yourself: l’uomo in copertina, in bilico su una piramide di corpi, ora si è lanciato nell’ignoto. E quella che ascoltiamo è la sua discesa negli inferi. Un moderno archetipo dantesco, inseguito dalle proprie paure, ugualmente smarrito nella selva oscura, braccato dalle bestie che incarnano i suoi vizi. Ecco quindi che Il “faccia a faccia con il Diavolo” diventa metafora di uno scontro e confronto con le parti di sé più spaventose e oscure: terrificante ma necessario, questo confronto è la chiave per uscire dal proprio inferno personale.

Il videoclip è stato registrato al Monsters-A-Live Club con regia di Mattia Sarao: maschere, ombre e distorsioni danno vita a un rituale sonoro apocalittico e liberatorio.

Guarda il video di su Youtube qui https://www.youtube.com/watch?v=km8WsdnVjR0&ab_channel=SlugchopBand

Gli Slugchop si formano ufficialmente nel 2019 poco prima della pandemia, che segna una battuta di arresto ancor prima di partire. Dopo un’obbligata pausa pubblicano il loro album di debutto, Face yourself, dalla celebre massima ripresa da Socrate Conosci te stesso. L'album è stato registrato e mixato dalla band, master presso Wave studio, località Caldine (FI), l'album viene pubblicato su varie piattaforme nel Dicembre 2021.

Con Face Yourself, gli Slugchop esplorano il tema dell’identità e del rapporto con sé stessi, invitando l’ascoltatore a un confronto diretto con le proprie maschere. È un invito a tuffarsi nell’ignoto e nell’incertezza, a scavare nella parte più profonda di sé per diventare davvero ciò che si è. Le maschere, presenti anche nell’immaginario visivo del gruppo, incarnano sfaccettature diverse dell’individuo, ognuna con un proprio significato simbolico.

Nell'Ottobre 2024 pubblicano Para Bellum, brano di rottura che funge da spartiacque tra Face Yourself e le nuove produzioni della band.

giovedì 15 maggio 2025

DEEP AS OCEAN, Minefield (Singolo 2024)



I Deep As Ocean tornano a farsi sentire con il nuovo singolo Minefield, un'eruzione di metalcore rovente come lava. Apparenti momenti di tregua rivelano un fumo nero e sulfureo fatto di parole taglienti, che invade i polmoni e assorda i sensi: “I've been walking on / a minefield made of glass / All your lies were bombs / Placed inside my heart”.

Minefield racconta una condizione emotiva fragile e pericolosa, come camminare a piedi nudi su un campo minato fatto di vetro. Al centro del brano c’è il peso insopportabile di un tradimento, dove ogni bugia si trasforma in una bomba esplosa nel cuore. Il testo sprofonda nella sofferenza psicologica, nella confusione e nel loop infinito del dolore, restituendo l’incubo ciclico di chi vorrebbe fuggire ma resta in bilico, paralizzato dalla paura.
Metafore crude che mettono a nudo i danni di un amore tossico o di una relazione distruttiva.
Con Minefield, i Deep As Ocean continuano a spingersi al limite dei confini del metal moderno, tra devastazione sonora e catarsi emotiva.

Ascolta Minefield su Youtube qui https://youtu.be/hXgqlQySKR4?si=colNdoKd9o0iCBHe

Deep as Ocean (DaO) è una band metalcore di Monza, che unisce elementi di nu metal e metalcore melodico in un sound potente, emotivo e ricercato.

Il gruppo nasce nel 2016 per iniziativa dei fratelli Alberto (chitarra) e Riccardo Buttò (batteria). A loro si uniscono Matt Bonfanti (voce), Matteo Acquati (basso) e Andrea Fabro (seconda chitarra), formando la lineup attuale.

Il debutto discografico arriva con l’EP Lost Hopes | Broken Mirrors nel 2016.

Dopo i primi riscontri positivi, la band torna in studio alla fine del 2018 per lavorare a nuovi brani: dopo la pubblicazione di diversi singoli, a dicembre esce il primo album full-length, Crossing Parallels.

Nel 2020 DaO conquista nuovi ascoltatori grazie alla versione in 8D della ballad Black Rose, che ottiene ottimi risultati sulle piattaforme digitali. I successivi singoli rafforzano la notorietà del gruppo nella scena metalcore contemporanea e confluiscono nell’EP Chronicles pubblicato ad aprile 2022, un concept ispirato a poesie e tradizioni popolari che affrontano i temi della vita, della morte e dell’aldilà.

Durante il 2023, la band si dedica alla scrittura e registrazione di nuovi brani. I singoli Dark Place e Moonfall anticipano il nuovo corso musicale, culminato con l’uscita di Red Leaves e l’annuncio del secondo album in studio: Dance With Death. Il disco affronta il tema della fine — che si tratti di una relazione, di una fase della vita o dell’esistenza stessa. Il brano omonimo rappresenta metaforicamente una “danza con i propri demoni interiori”, intesa come momento necessario di crescita personale e auto-esplorazione.


IACOPO TEOLIS, The Moving Forest (2025)

 

Distribuito da Egea Music, The moving forest è l’esordio di Iacopo Teolis (tromba, flicorno), un disco profondo, ispirato, registrato insieme a Livia De Romanis (violoncello), Marco Taraddei (fagotto), Vittorio Solimene (pianoforte), Stefano Zambon (contrabbasso) e Luca Caruso (batteria). Teolis ha riversato nell’album lo studio e la passione verso il jazz, forte di un songwriting oculato ma anche di una certa libertà espressiva, dettata da un range di soluzioni ampie e suggestive. Un crescendo vibrante quello del sestetto, che parte dall’attacco di Ife e termina con la lunga Time lapse of climate change, ma lungo tutto l’arco del lavoro si estrapolano contenuti di rilievo, basti ascoltare la title track, Old man’s tales o She never promised a rose garden, momenti declinati con inventiva e gusto, ricerca della giusta melodia e una certa eleganza, dettati soprattutto da arrangiamenti ricchi ed elaborati, che fanno di The moving forest un primo passo corposo e di grande sostanza. (Luigi Cattaneo)

Love story (Video)



domenica 4 maggio 2025

DIEGO BANCHERO TRIO , Gathered lectures from a lifetime (2025)

 

Esordio da solista per Diego Banchero, bassista di Il Segno del Comando, che arriva a questo Gathered lectures from a lifetime forte di esperienza e maturità, raggiunta dopo cinque full con il gruppo madre, che hanno consacrato negli anni la band come una delle migliori del panorama progressivo italiano. Insieme a lui due altri nomi del gruppo ligure, Roberto Lucanato (chitarra, membro anche di Expiatoria, Toolbox Terror e Il ballo delle castagne, progetto condiviso con Banchero stesso) e Fernando Cherchi (batteria, anche lui nel progetto Il ballo delle castagne), un trio che si muove lungo coordinate che abbracciano il funky elettrico, la colonna sonora poliziottesca anni’70 e l’hard prog, in un crescendo strumentale gestito con perizia e dote esecutiva. L’enorme classe di Banchero, non solo tecnica ma anche compositiva, trova sfogo in un lavoro che meriterebbe una grande diffusione, visto anche il successo di una band come i Calibro 35, ma potremmo citare, anche se con le dovute differenze, Junkfood, Grimoon e Ronin, tutte realtà che fanno della spinta immaginifica l’asse su cui poggiare solide fondamenta. Risultano mastodontiche, inoltre, le prove di Lucanato e Cherchi, abilissimi nel supportare la scrittura di Diego, con una fluidità d’azione che contempla l’essere squadra, sviluppando un lavoro corale, in cui la somma delle parti garantisce il risultato finale e vale ben più del singolo. Macabro Suite, Vestale, Messaggero di Pietra e Polizei Blues sono solo alcuni dei momenti più interessanti e coinvolgenti di un debutto pieno di intuizioni e idee. (Luigi Cattaneo)  

Polizei Blues (Video)


    

sabato 3 maggio 2025

SAILOR FREE, Spiritual Revolution part three (2025)

 

Terza parte del concept Spiritual Revolution (la prima del 2012, la seconda del 2016) e terzo centro per la creatura di David Petrosino (voce, piano, tastiere, chitarra, basso), qui accompagnato da Stefano Barelli (chitarra), Stefano Toni (percussioni) e Alphonso Nini (basso), più una serie di importanti guest (tra cui Luca Calabrò e Stefano Falcone alla batteria, Stefano Ribeca al sax, al low whistle e allo shanai). 40 minuti di grande musica, tra rock progressivo e oscura psichedelia, una profondità di pensiero non comune, supportata da costruzioni intricate ma intrise di sinuose melodie, che fanno dell’album un’opera attuale e profondamente internazionale. La dote di passare con facilità da passaggi immaginifici ed evocativi, ad altri in odore di hard prog, sono la costante di un lavoro tecnicamente e concettualmente di ottimo livello, sviluppato con maestria in un chiaroscuro malinconico che si imprime con forza, basti ascoltare brani come Incognito, Gambling o Let me in, tra i più ispirati di un disco senza particolari barriere compositive, un crossover di suoni gestito con cura e consapevolezza da un ensemble allargato guidato con maestria da Petrosino, che in questo ritorno ha firmato alcune delle pagine più belle della sua discografia iniziata nel lontano 1992. (Luigi Cattaneo) 

All I need (Official Video)


  

venerdì 2 maggio 2025

ALBIREON, Effemeridi (2024)

 


Concepito in buona parte durante lunghe camminate sugli Appennini emiliani, Effemeridi è il nuovo lavoro del progetto Albireon (Carlo Baja Guarenti tastiere, Marta Bizzarri flauti, voce, strumenti classici, Davide Borghi voce, chitarra, basso, melodica, Stefano Romagnoli elettronica), un disco raffinatamente malinconico, introspettivo e delicato, elementi che spesso abbiamo ritrovato nell’arte della band. Una ricerca, quella compiuta dal gruppo, in cui dark, cantautorato e neo folk vanno di pari passo, una verve forse meno sperimentale rispetto al passato ma ugualmente affascinante, perché granitica è la costruzione di trame solide, robuste, ricche di particolari. Le oscure melodie di Petricore, le tenebre di Akela, la sofferta Eriche, il pathos di Arenaria, sono solo alcuni tra i migliori momenti di un ritorno suggestivo e inquieto. Al seguente link è possibile acquistare e ascoltare l'album https://totenschwan.bandcamp.com/album/tsr-141-effemeridi (Luigi Cattaneo)

giovedì 1 maggio 2025

AYN & MARLEN UND MARLEN, Voices Phenomena (2024)

 


Terzo disco per Ayn & Marlen Und Marlen dopo Exquisite black del 2017 e From the floor below del 2022, un lavoro, questo Voices Phenomena, uscito lo scorso anno tramite Toten Schwan Records. Christian Nicolao (chitarra, basso, batteria, voce, elettronica) e Simona Boglietti (voce, synth) continuano a esplorare con consapevolezza territori oscuri e foschi, tingendo il loro dark wave di una matrice sperimentale e ambient che accentua ancora di più la forza di un progetto che ha trovato una coesione d’insieme davvero solida. Voices Phenomena, come l’omonimo fenomeno di registrazione di voci e immagini di mondi altri che vengono impressi su supporti, nasce con l’intento di captare le voci degli abitanti di luoghi non tangibili ma a noi connessi, un modo per accedere alla conoscenza misterica, con l’arte del duo che diviene un tramite, affascinante e misterioso. Una spirale cupa, brumosa, che profuma di soundtrack, per quel suo carattere immaginifico, capace di raccontare con suggestioni che rimangono impresse passaggio dopo passaggio, lasciando nell’ascoltatore la sensazione di trovarsi dinnanzi a un lavoro che travalica il concetto stesso di musica. (Luigi Cattaneo)


mercoledì 30 aprile 2025

PINO SCOTTO, True Friend (singolo 2025)



Pino Scotto torna con il nuovo emozionante singolo True Friend: una ballad hard blues intensa e avvolgente, un brano dai colori caldi che suona come un abbraccio.

Scritto in un momento particolarmente difficile della sua vita, True Friend è un omaggio sincero a un amico vero, un legame fatto di lealtà e supporto incondizionato. Con il suo timbro unico, Pino Scotto celebra il valore di un’amicizia che resiste alle avversità, fondata su rispetto e condivisione: Everyday we fight against the same old windmills.
Anche il videoclip rafforza questo messaggio, raccontando come, anche da adulti, sia possibile vivere la purezza della fratellanza autentica, proprio come quando si era bambini. Come recita il testo: Your vision was so different and pure / now I see the light around you / …/ Then we got this thing called friendship / it's something helping us to grow.
Con True Friend, Pino Scotto trasforma un’esperienza personale in un messaggio universale, capace di toccare il cuore di chiunque abbia avuto la fortuna di incontrare un amico speciale.

Guarda il videoclip qui https://www.youtube.com/watch?v=imdbq-TWZ3g

Pino Scotto, carismatico e grintoso singer dalle marcate influenze blues, dotato di una voce profonda e graffiante, incarna da sempre la rappresentazione iconica del rocker nazionale.

La sua carriera inizia al termine degli anni ’70, quando incide il primo 45 giri con i Pulsar; dopo qualche tempo diviene frontman dei Vanadium, con cui realizza nove grandi album, l'ultimo nel 1995. Il suo primo album solista in lingua italiana Il Grido Disperato di Mille Bands è del 1992 e lo porta in tour con il suo Jam Roll Project.
Nel 1997 viene pubblicata la compilation Segnali di fuoco, accompagnata dall’omonimo libro Lo scotto da pagare e nel 2000 Guado. Nel 2003 torna sulle scene con i Fire Trails, un progetto creato assieme al chitarrista Steve Angarthal, con cui incide due nuovi album e da subito partono in tour aprendo il concerto dei Deep Purple a Milano. Già dall’inizio della sua storia con i Fire Trails, collabora con l’emittente televisiva Rock Tv che gli affida la conduzione del programma Database ancora in onda oggi su Plex.

Nel 2008 esce Datevi Fuoco, una raccolta dei migliori brani in italiano da solista riarrangiati e cantati con tanti special guest, che dà origine a un tour di oltre 150 concerti in tutta Italia. Buena Suerte, album di inediti del 2010, ospita artisti come Caparezza, i The Fire e Kee Marcello (ex Europe). Nel 2012 Pino Scotto pubblica il settimo album Codici Kappaò e devolve gli introiti del secondo CD dell'edizione speciale al progetto Rainbow, iniziativa a sostegno dei bambini meno fortunati. Dopo il cover album Vuoti di memoria (2014), nel 2018 esce Eye for an Eye, ottavo album di inediti in inglese. L’album del 2020 Dog Eat Dog ottiene un grande successo di pubblico e di critica.

Il ritorno post pandemia sui palchi di Pino avviene nel 2023 in duo acustico; questo gli fa ritrovare l'entusiasmo per cui riparte con un lungo tour con la sua band e pubblica un nuovo album, Live n’ Bad ,un progetto intenso e coinvolgente, che racchiude tutta la grinta e l’anima della sua musica.





lunedì 21 aprile 2025

ORBITLANE, Guidance (Singolo 2025)

Gli Orbitlane tornano con Guidance, il nuovo singolo in cui atmosfere eteree e delicate si fondono con esplosioni di pura intensità. Un brano dinamico che alterna momenti sospesi e vocalità clean evocative a sfuriate di screaming acido e growl profondo, tutto incorniciato da un midtempo post-metalcore che richiama le sonorità di Architects, Bad Omens e Sleep Token.


Guidance affronta il tema del valore personale e di come le relazioni possano aiutarci a riscoprirlo. Nei momenti in cui ci si sente sbagliati fino a detestarsi, quando non si riesce più a credere in nulla, quando la luce e la speranza sono smarrite e ci si lascia consumare dentro dalle bugie e dalla paura, allora c'è solo una strada da percorrere: Entrust your tears to the fire, for snakes come to feast on despair. The trail I sought begins in hell where guidance blossoms in our hands (Affida le tue lacrime al fuoco, perchè i serpenti si nutrono della tua disperazione. Il sentiero che cercavo inizia all'inferno, dove [la luce che ci] guida fiorisce nelle nostre mani). Quella luce arriva dal supporto di chi ci ama, che diventa fondamentale per rialzarci, ritrovare la speranza e non lasciarci divorare dall'oscurità.

Guarda il videoclip di “Guidance quihttps://www.youtube.com/watch?v=1FqwT6CmFpg&ab_channel=Orbitlane

Orbitlane è una band metalcore formata nel 2022 a Venezia da Ion Panta, Mattia Levorato e Davide Tonetto. Dopo rapidi aggiustamenti alla formazione ora includono Daniele Stefani al basso e Andrea Chinellato alla voce. A novembre 2024 hanno pubblicato con Sorry Mom il loro primo singolo, Vicious. Orbitlane incorporano riff pesanti, breakdown, ritmiche melodiche e una produzione pulita alla voce di Andrea Chinellato che alterna tra clean e screaming vocals.

A parte l'aspetto musicale, la band si muove secondo un mindset preciso: “Orbita attorno a cose brutte e succederanno cose brutte. Orbita attorno a cose belle e succederanno cose belle. Chiamalo destino, chiamalo karma, chiamalo il serpente che si morde la coda, chiamalo come vuoi. In ogni caso, le tue azioni hanno delle conseguenze. Rialza la testa e prenditi le tue responsabilità. In questo modo non ti perderai.”

GIUSEPPE VENEZIA, I've been waiting for you (2024)

 


Ottimo lavoro del contrabbassista Giuseppe Venezia, che con questo I’ve been waiting for you, registrato insieme a Fabrizio Bosso (tromba), Attilio Troiano (sax, flauto), Bruno Montrone (pianoforte) e Pasquale Fiore (batteria), firma uno dei dischi più interessanti e brillanti usciti tramite Gleam Records nel 2024. Il contrabbasso di Prelude to a message apre la strada a Messaggeri, finemente scritta da Venezia e con la sezione ritmica che sostiene le impennate dei fiati e l’accorato apporto di Montrone, un affiatamento che sconfina nella delicata title track, ricca di dolci melodie e raffinati interventi solistici. Song for Gerald aumenta il groove complessivo, complice anche l’interplay tra i fiati, davvero valido ed elaborato, mentre Just a line from the past, introdotta accuratamente da Montrone, è una suadente ballata che con grande eleganza ci porta verso il finale del disco, dapprima con Blue Bird, fresca e vibrante composizione, e poi con The shortest story, finale immaginifico di un’opera pregna di umori, dai risvolti filmici, con trame narranti che ricordano alcune soundtrack legate ai film di Pupi Avati. È possibile acquistare il disco al seguente link https://gleamrecords1.bandcamp.com/album/ive-been-waiting-for-you (Luigi Cattaneo)


martedì 15 aprile 2025

HAND ON HEART, Space (2024)

 


Avevamo già incontrato recentemente Gianluca Niccoli (voce, tastiere) e Alessandro Moschini (basso), duo che ha dato vita al progetto Coffee & Flowers (due album recensiti su queste pagine l’anno passato), ed è con curiosità che accolgo questo gruppo formato insieme a Christian Evans (chitarra) e Sergio Leonetti (batteria), quartetto nato nel 2017 sotto il monicker Hand on Heart. L’hard rock di questo debutto guarda a quello classico degli anni ’80, risultando sicuramente gradevole per tutta la sua durata anche se forse eccessivamente prevedibile, aspetto che inficia in parte la riuscita complessiva del prodotto. Manca un po' di mordente, di tensione, anche nella voce di Niccoli, qualche sussulto che smuova da una certa linearità di fondo, seppure non si può negare che la band abbia profuso impegno e dedizione, con risultati altalenanti ma che lasciano intendere come ci sia materia su cui lavorare. Idee apprezzabili sono certamente presenti, vanno però maggiormente elaborate per renderle più accattivanti, anche in virtù delle tante band underground che affollano il settore, con la conseguenza che per emergere, o almeno per farsi apprezzare nel circuito, ci vuole qualcosa di più concreto e profondo. L'album, al netto di questi difetti, rimane godibile e lascia presagire come ci possano essere interessanti sviluppi per il prossimo futuro. (Luigi Cattaneo)


lunedì 14 aprile 2025

AETHER, Trans-Neptunian Objects (2024)

 

Secondo lavoro per i milanesi Aether, eclettico quartetto formato da Andrea Ferrari (chitarra, tastiere), Andrea Grumelli (basso fretless), Andrea Serino (Fender Rhodes, tastiere) e Matteo Ravelli (batteria, elettronica), abile nel gravitare in una linea di confine tra psichedelia, jazz, soundtrack, ambient e progressive. Dopo l’omonimo del 2023, è ora la volta di Trans-Neptunian Objects, un omaggio alla fantascienza, passione comune ai membri della band, e ispirato ad autori come D. Adams e J.G. Ballard, passando per i titoli della collana Urania e i film di Christopher Nolan e Ridley Scott. L’album è permeato di atmosfere evocative in odore di ECM, senza dimenticare un certo progressive dallo spirito avant e R.I.O., aspetti che ritroviamo in brani come Neptune (che nasce dall’omonima composizione di Richie Beirach), Magrathea (che tocca territori post) e Saturn (venato di una malinconica anima elettronica). Nota a parte per la suite conclusiva, Sidus, lungo trip progressivo che ripropone temi e sound esplorati ammantandoli di jazz e ambient, un finale notevole che suggella un ritorno davvero molto suggestivo. (Luigi Cattaneo)

Magrathea (Video)