giovedì 17 maggio 2018

ZENDEN SAN, Daily Garbage (2017)


Negli ultimi anni di line up formate da solo due elementi ne ho incontrate diverse, dallo sperimentalismo del duo formato da Paolo Spaccamonti e Paul Beauchamp alla durezza dei Rinuncia a Satana?, passando per il jazz etnico di Gianluca Milanese e Nicola Andrioli e il math dei NoHayBanda, ma una coppia ritmica in solitaria per ora non mi era ancora capitata. Gli Zenden San, ossia Fabrizio Giovampietro al basso e Alessandra Fiorini alla batteria, mescolano funky, noise, post e math, risultando convincenti più di quanto mi aspettassi, in un crossover in cui convivono i Devo, i Mr.Bungle, i Primus ma anche i nostrani Zu. I cremonesi rilasciano un flusso ininterrotto di pulsioni variopinte, che non risente particolarmente dell’assenza di un terzo elemento, anche perché vi è un ottimo lavoro sull’effettistica a disposizione e si contraddistingue per le doti tecniche elevate che risultano necessarie per sviluppare un elaborato così pieno di groove, incastri, giochi psichedelici e passaggi prog, sfuriate hard e momenti atmosferici. I quasi quaranta minuti non hanno particolari cali, con i due che si esprimono liberamente, come in una jam dove la fantasia non viene soggiogata da rigidi schemi espressivi, travolgendo l’ascoltatore con la forza dell’impatto, la capacità di sapersi trasformare per poter comunicare certe intenzioni. Un eclettismo che punteggia l’insieme di Daily garbage, un esordio che pur partendo da un background solido e percepibile ha dalla sua la forza delle idee, quelle di due straordinari interpreti dello strumento che probabilmente dal vivo trovano una valvola di sfogo naturale per cotanta potenza espressiva. La Karma Conspiracy non sbaglia un colpo e conferma questa sana attitudine anche con gli Zenden San  , davvero una piacevole sorpresa nell’affollato panorama underground italiano. (Luigi Cattaneo)
 
Interim (Video)
 

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