venerdì 10 luglio 2015

QUADRI PROGRESSIVI - Uomo di pezza


L’artista milanese Lorena Trapani ha voluto omaggiare uno dei gruppi più importanti della scena progressiva mondiale, Le Orme e il loro Uomo di pezza.
L’opera a pastello è un 30x40 e può essere visionata o ricevuta insieme alle altre pubblicate nel blog alla voce Quadri Progressivi.
Inviate una mail all’indirizzo progressivamenteblog@yahoo.it per ulteriori dettagli.

giovedì 9 luglio 2015

MALUS ANTLER, Malus Antler (2015)


Arriva da Vicenza questa giovane band (Davide Parolin al clarinetto e al flauto, Gianluca Spagnolo alla batteria, Alex Donanzan alla chitarra e alla voce, Franco Morosin alle tastiere e Fabio Bordignon al basso) che ha da poco pubblicato un ep d’esordio piuttosto interessante e con al suo interno alcuni spunti già decisamente validi. Rock progressivo debitore tanto della scuola italiana che di quella di Canterbury ma fresco e caratteristico, merito anche di Parolin, che con i suoi fiati dona vivacità e profondità ai tre pezzi presenti nel lavoro (la lunga e affascinante San Seth, la strumentale e vibrante Mantra e la vivace Utopia). È un disco di chiara impronta strumentale (ma le parti vocali sono buone!), che può piacere agli amanti di Caravan e Celeste, ma anche dei più attuali Demodè, mostrando la voglia di non omaggiare solo il passato lontano di questa musica. Inventiva e impatto che colpiscono dal primo ascolto, in un ep ben messo a fuoco e che mostra quali possano essere i possibili sviluppi del loro sound. Il rock scolpito con influenze classiche e jazz, memore dei ’70 ma non fermo al palo, quanto piuttosto volenteroso di proporsi con personalità in un periodo piuttosto fertile per il genere. Il prog dei Malus Antler sa coinvolgere con un uso dinamico dei fiati, strutture complesse ma ricche di delicate melodie e un’attenzione per il particolare non sempre constatabile in gruppi alla prima esperienza discografica. Band da seguire con doverosa curiosità! (Luigi Cattaneo)

Mantra (Video)

lunedì 6 luglio 2015

SAILOR FREE, Crowdfunding per il nuovo album!

I Sailor Free hanno attivato una campagna di Crowdfunding per completare il concept album, Spiritual Revolution Part 2, su Indiegogo 


http://igg.me/at/N2NlI4WBWkY/x.


La band ha bisogno di tutto l'aiuto possibile per completare questo concept, questa storia, questo nuovo album, questa Spiritual Revolution part 2.


Inoltre è uscito il il nuovo singolo Special Laws (Tide Records 2015), che è possibile scaricare gratuitamente a questi link:


Special laws Wav: http://www.tides.it/home/jdownloads/Music/Sailor%20Free/Sailor_Free_Special_laws_wav.zip (45mb)


Special laws mp3-320kb: http://www.tides.it/home/jdownloads/Music/Sailor%20Free/Sailor_Free_Special_laws_320kb.zip (9mb)


Special laws mp3-128kb: http://www.tides.it/home/jdownloads/Music/Sailor%20Free/Sailor_Free_Special_laws_128kb.zip (4mb)


o streaming su youtube: https://youtu.be/YC0zu85A0ic.

domenica 5 luglio 2015

KALISANTROPE, Anatomy of the world (2015)


Esordio assoluto per i giovanissimi Kalisantrope, trio milanese (Noemi Bolis al basso, Alex Carsetti alla batteria, Davide Freguglia alle tastiere) che ha da poco pubblicato questo Anatomy of the world, un ep formato da cinque pezzi strumentali. Senza gridare al miracolo, è possibile affermare che ci troviamo dinnanzi ad una band da seguire e con margini di miglioramento evidenti, legati non solo al songwriting ma anche ad una produzione che non riesce a far risaltare le buone dinamiche che caratterizzano l’ensemble. Immagini per un orecchio, parafrasando un noto disco degli Arti e Mestieri, è ciò che cercano di suggerire i Kalisantrope nei 25 minuti circa di questo ep. Sensazioni filmiche e narrative che si celano dietro la costruzione dei vari momenti, già a partire dall’iniziale Varroa Destructor, primo episodio dai tratti psichedelici e suggestivi che prende il nome dall’acaro parassita delle api. Hypophysis (una delle nostre piccole ghiandole vitali) ha un buon arrangiamento sinfonico, merito delle tastiere di Freguglia, molto vintage e dal deciso tocco settantiano, mentre una nuova ventata psichedelica attraversa Holodomor, narrazione in musica del genocidio degli ucraini perpetuato dal regime sovietico tra il 1929 e il 1933. In Concept Fading la band riflette sull’importanza delle parole attraverso il feeling trasmesso da una strutturata sezione ritmica e dagli stacchi di Freguglia, sino al finale di She, composizione divisa in tre parti e ispirata da un poema di John Donne, poeta metafisico del 600 inglese, che risulta essere forse il frangente più alto dell’intero ep. Anatomy of the world mostra il chiaro entusiasmo e rispetto dei tre giovani verso il progressive e sono convinto che l’essere così derivativi verso gruppi seminali come Le Orme, Emerson Lake & Palmer e Goblin sia spontaneo e assolutamente genuino. Il lavoro, pur non essendo un concept, ha dei temi ricorrenti e portanti che hanno suggestionato il gruppo, ossia la morte e la caduta degli ideali. Chiaro che in futuro ci si aspetta da loro di osare un po’ di più e di metabolizzare certi modelli di partenza per elaborare comunque un vintage prog che possa essere maggiormente personale o quantomeno riconoscibile. (Luigi Cattaneo)

She (Video)



mercoledì 1 luglio 2015

CONCERTI DEL MESE, Luglio 2015

Mercoledì 1
·Dream Theater+Queensryche+Vision Divine Roma
·PFM Cassano D'Adda (MI)
·Flower Flesh Ceriale (SV)

Giovedì 2
·Biglietto per l'Inferno Varenna (LC)
·Astralia Padova

Venerdì 3
·Duke+Microsolchi Abano Terme (PD)
·Feat. Esserelà Ferrara
·Démodé Milano
·Mito New Trolls+Tugs S. Galgano (SI)
·Napoli Centrale Cisternino (BR)

Sabato 4
·Astralia+L.A.S. Abano Terme (PD)
·Slivovitz Napoli
·Napoli Centrale Isola del Liri (FR)

Domenica 5
·Einsturzende Neubauten Sesto Reghena (PN)
·G. Piazza+Malus Antler Abano Terme(PD)
·Sycamore Age Milano
·ProgAge + Ubi Maior Milano
·Ainur Trezzo sull'Adda (MI)

Lunedì 6
·Einsturzende Neubauten Villa Arconati Bollate (MI)

Martedì 7
·Einsturzende Neubauten Firenze
·Quanah Parker+Think Floyd Abano T.(PD)
·Nohaybandatrio Roma
·FixForb Caravaggio (BG)

Mercoledì 8
·Roccaforte Genova
·ELP Project Abano Terme (PD)
·Sycamore Age Arezzo
·Rick Wakeman Asti

Giovedì 9
·C. Simonetti's Goblin Roma
·Liquid Shades+Prog Machine Abano T.(PD)
·Sycamore Age Gubbio (PG)
·Mike Stern & Didier Lockwood Roma

Venerdì 10
·Silver Key Abano Terme (PD)
·M. Stern & D. Lockwood Monastier (TV)
·Démodé Codroipo (UD)
·Napoli Centrale Maratea (PZ)

Sabato 11
·God Is An Astronaut Padova
·Napoli Centrale Jesolo (VE)
·Martin Barre Abano Terme (PD)
·Osanna Napoli
·Sintonia Distorta Lodi
·Il Babau & i Maledetti Cretini Inzago (MI)

Domenica 12
·Trewa+Kalisantrope Gaggiano (MI)
·Quarto Vuoto+G. Piazza Abano T. (PD)
·Mangala Vallis Canossa (PR)

Martedì 14
·Riverside Milano
·Arturo Stàlteri San Miniato (PI)

Mercoledì 15
·Riverside Bologna
·Malibran Ensemble Belpasso (CT)
·Mike Stern & Didier Lockwood Trieste


Giovedì 16
·Slivovitz Trecase (NA)

Venerdì 17
·Syncage Rosolina Mare (RO)
·Roccaforte Arenzano (GE)
·Devin Townsend Project Cervia (RA)
·Squartet Villacidro (VS)
·Mad Fellaz Borso del Grappa (TV)
·Mechanical Butterfly Acireale (CT)
·Ossi Duri Marina di Massa (MS)
·Basta! Cavriglia (AR)
·Le Orme Varallo Sesia (VC)

Sabato 18
·Posto Blocco 19 Langhirano (PR)
·Malus Antler Crespano del Grappa (TV)
·Devin Townsend Project+Anathema Milano
·Spettri Missaglia (LC)
·AltaVia Nonantola (MO)
·Aldo Tagliapietra Nogara (VR)
·Massimo Giuntoli "Hobo" Milano
·Qirsh Pareto (AL)
·Le Orme Pescia Romana (VT)

Domenica 19
·Dream Theater+Queensryche Pistoia
·FixForb Roma
·Napoli Centrale Paestum (SA)
·Moongarden Nogara (VR)
·Godspeed You! Black Emperor Catania

Lunedì 20
·Napoli Centrale Solofra (AV)
·Devin Townsend Tolmin (Slovenia)

Martedì 21
·PFM Terni
·Dream Theater Tolmin (Slovenia)

Mercoledì 22
·PFM Cassano d'Adda (MI)
·Flower Flesh Pietra Ligure (SV)

Giovedì 23
·Queensryche Brescia
·C. Simonetti's Goblin La Spezia

Venerdì 24
·Procol Harum Bellinzona (Svizzera)
·Queensrÿche Roma
·Alex Carpani S. Giovanni Pers. (BO)
·Démodé Palazzolo dello Stella (UD)
·La Batteria Torre S. Susanna (BR)
·Orme + Delirium Genova
·Silver Key+Kalisantrope Milano

Sabato 25
·Anyway Reano (TO)
·Trewa Sormano (CO)
·La Batteria Vasto (CH)
·Mad Fellaz Treviso
·Heretic's Dream Povoletto (UD)
·Inter Nos Latisana (UD)

Domenica 26
·C. Simonetti's Goblin Segrate (MI)
·Slivovitz Cividale del Friuli (UD)
·Napoli Centrale Torre Annunziata (NA)
·Roccaforte Frassineto Po (AL)

Mercoledì 29
·Supper's Ready Gargazzone (BZ)
·Mad Fellaz Bassano del Grappa (VI)

Venerdì 31
·Osanna+J.Sorrenti+Méséglise Bordighera
·PFM Cuneo
·Mad Fellaz+Malus Antler Mussolente(VI)
·Lachesis Ponte San Pietro (BG)
·Not A Good Sign Tradate (VA)
·Inchanto Abbadia S. Salvatore (SI)
·Trewa Limido Comasco (CO)
·Sensations Fix Ponte a Elsa (FI)
PMEmail PosterUsers Website

martedì 30 giugno 2015

INNER DRIVE, Oasis (2014)


Arriva dalla Russia questo raffinato ensemble strumentale guidato dal maestro Sergey Bolotov, bravissimo tastierista e mente degli Inner Drive. Oasis è il loro primo album, pubblicato con la nostrana Lizard e il gruppo di Mosca pare avere già le idee chiare su quale indirizzo dare alla propria proposta. I moscoviti si muovono con disinvoltura lungo un prog sinfonico dai tratti cameristici in cui spiccano oltre alle tastiere di Bolotov, il flauto di Natalia Filatova e il violino di Inna Klubochkina, elementi che aggiungono colore ulteriore all’album. Il disco, suonato in maniera impeccabile, scorre fluido grazie ad un controllo pressoché perfetto della forma melodica con cui plasmare i singoli episodi, dall’iniziale classicità di Way to the unknown, alla psichedelia vellutata di Inspired by Pink Floyd per giungere ai meravigliosi intarsi di Aibga. Sinfonismi che tingono anche Lost dreams (da sottolineare il fine lavoro della Filatova) e che guardano al passato storico di gruppi come Emerson Lake & Palmer nell’accattivante Full moon o ai Caravan in Elephants, fino ad entrare in territori jazz rock nell’audace Chaos. Oasis è una release di grande classe, sofisticata ma che trasuda feeling e passione, rivolta ai ’70 ma in maniera credibile e spontanea. Consigliato a tutti i fan di Worm Ouroboros, Karfagen e Sanhedrin. (Luigi Cattaneo)

Life in our minds (Video)

domenica 28 giugno 2015

XADU, Random Abstract (2015)


Non è sempre semplice creare il giusto feeling quando si compone in duo. Ci vuole la capacità di intersecarsi, di affinare un interplay che deve risultare solido e non prevedibile, di proporsi con libertà d’intenti da schemi precostruiti. Xavi Reija (batteria) e Dusan Jevtovic (chitarra) avevano già pubblicato, sempre con Moonjune Records, Resolution nel 2014, in trio con Bernat Hernandez al basso (anche se era uscito con il nome del solo batterista) e questo nuovo Random Abstract conferma l’inclinazione verso una musicalità complessa ma ugualmente ricca di melodie cangianti, tesa in direzione di aperture improvvisate che defluiscono in un percorso sonoro costruito ad hoc. Questa densa release a nome Xadu propone vette atmosferiche in cui si percepisce il fine lavoro di Jevtovic e ritmiche dispari come base su cui sviscerare temi in via di decostruzione. Un modo di esplorare suoni ed evitare steccati che diminuiscono le zone da toccare con mano, facilitando l’espressività libertaria del duo. La chitarra filtrata di Jevtovic sa delineare scenari vicini all’ambient, in una carica introspettiva che costituisce parte essenziale del sound, così come Reija sa essere preciso e dinamico, artefice di passaggi colossali, sempre energici e molto puliti. Nitidezza di suono come marchio di fabbrica ma anche una certa capacità di coinvolgere attraverso melodie armoniose e una serie di eleganti soluzioni in cui solo a volte si sente l’assenza del basso per completare il ricco quadro. Un lavoro di squadra che porta alla creazione di bozzetti adatti ad essere considerati come soundtrack immaginarie, cariche di effetti e sospensioni atmosferiche che non dimenticano la lezione del jazz rock. Una musicalità che accarezza anche il math rock e la fusion tout court, in una progressione di stili dettati dalla grande alchimia tra Xavi e Reija, due musicisti che si completano anche in fase di scrittura (equamente divise le tracce). L’eccentrico duo ha sfornato un disco piacevole ed equilibrato, pieno di momenti complessi che si alternano ad altri più agevoli, in un crescendo di intuizioni in bilico tra improvvisazione e calcoli saggiamente soppesati. (Luigi Cattaneo)

Something in between (Video)

giovedì 25 giugno 2015

SIMUS, Vox Vult (2014)


Ottimo esordio per i comaschi Simus, che con questo Vox Vult dimostrano carattere e grandi doti individuali, oltre che capacità di scrittura e idee non da poco. L’ensemble si muove lungo più percorsi, citando il prog multiforme di Tool e Mastodon, l’alternative metal a stelle e strisce dei Dog Fashion Disco e il sound anticonvenzionale dei System of a Down. Tante piccole influenze che designano un sound attuale, fresco e di una certa potenza, in cui si denota già una certa maturità artistica, abilmente tradotta in cura per gli arrangiamenti e un bel bilanciamento tra le parti aggressive e quelle maggiormente atmosferiche. L’album scorre via in maniera fluida, con momenti davvero altissimi e sostenuti da un lavoro di produzione che dona ulteriore groove al debut. Pur essendo un disco ascrivibile al prog metal (anche se la definizione può essere fuorviante) la band non disdegna affatto passaggi legati al rock tout court, prediligendo un approccio di sintesi intelligente che ritroviamo lungo le trame sofisticate di tutto Vox Vult. Dopo l’introduzione di Giano, il gruppo “spara” la prima cartuccia, una title track nevrotica, un assalto frontale senza fronzoli, dichiarazione d’intenti che ci porta alla successiva Planet Caiak, un brano leggermente più morbido che vive su un mood darkeggiante di grande fascino. Intensità che si rispecchia nel lavoro ritmico di Denis Pace al basso e Luca Costanzo alla batteria, nelle distorsioni e nei solo di chitarra di Michele Perri e nell’interpretazione vocale di Mimmo D’elia. Mantis è invece l’unico brano cantato in italiano, un hard prog robusto ma denso di azzeccate melodie, mentre The Soulmaker rappresenta la summa delle caratteristiche in possesso del gruppo. Dopo tanta aggressività è la volta dell’armoniosa Bitter Taste, spirito da ballata e grande presa sonora, così come ФAKNP/FAKIR appare come una delle tracce di ispirazione crossover tra le più suggestive e riuscite. Anche Deus Vult colpisce per la forza e il dinamismo racchiusi in un involucro dai tratti oscuri, concetti condivisi pure nella seguente Requiem for my moon. Chiusura affidata alla validissima The Golden Pendulum of Babylon, finale perfetto per un debutto tra i meglio riusciti in ambito hard prog italiano di questi ultimi anni. (Luigi Cattaneo)

The Soulmaker (Video)

lunedì 22 giugno 2015

BABELE PROG FEST, Fabio Zuffanti and Zband, Feat.Esserelà, Quarto Vuoto

Al Babele Prog Fest noi c'eravamo e Marco Causin ci ha raccontato impressioni ed emozioni di una serata davvero ben riuscita...
La serata si presenta molto bene all'Altroquando di Zero Branco (TV), locale conosciuto dagli appassionati di musica della zona in quanto ospita sempre eventi musicali molto interessanti (vedi le varie edizioni del Maximun Festival degli scorsi anni). Questa sera lo spazio è dedicato al progressive rock di qualità, grazie alla presenza di Fabio Zuffanti and Zband più altri due ensemble, i trevisani Quarto Vuoto, che aprono la serata, ed i Feat.Esserelà provenienti da Bologna. I Quarto Vuoto, artefici della pubblicazione del loro primo omonimo EP, si presentano come un quintetto di giovanissima età (la media vent'anni o poco più), proponendo un progressive molto atmosferico, d'impatto e ben equilibrato, caratterizzato dall'uso del violino suonato dal bravo cantante Federico Lorenzon. L'esibizione, di poco più di trentacinque minuti circa, è stata senza dubbio ottima e la band si è dimostrata all'altezza della situazione. Peccato che il violino uscisse poco dal mix del gruppo ed in generale i suoni non erano molto bilanciati. I Quarto Vuoto hanno eseguito brani davvero molto interessanti e gli unici difetti che ho potuto riscontrare sono probabilmente i testi un po’ acerbi e le forse evitabili declamazioni del cantante/violinista all'inizio di ogni brano. La seconda band a salire sul palco è una vera sorpresa: i Feat.Esserelà da Bologna si presentano come un trio (Renato Minguzzi alla chitarra, Francesco Ciampolini alle tastiere e Lorenzo Muggia alla batteria), con in più la presenza di uno strano manichino inanimato che la band ha simpaticamente definito “il cantante del gruppo”. Il sound di questi tre ragazzi è veramente impressionante. Pezzi interamente strumentali di breve durata (a parte la sarcastica No), ritmiche dispari complesse ed un tiro veramente incredibile! Ciampolini si occupa anche delle parti di basso ed è veramente fantastico vedere i perfetti incastri ritmici con la batteria di Muggia, tanto da non far rimpiangere l'assenza di un bassista. La chitarra ha un suono lancinante e molto anni settanta ed è anch'essa di pregevole fattura, soprattutto quando si lancia negli assoli o quando dialoga all'unisono con le tastiere. Una band veramente infuocata, tecnicamente ineccepibile, dal groove intenso e molto a suo agio su un palcoscenico. Anch'essi hanno pubblicato un cd molto valido dal titolo Tuorl. Per ultimi salgono sul palco gli headliner della serata, Fabio Zuffanti and Zband, ultima incarnazione di un’artista poliedrico che ha militato in moltissime band (Finisterre, La Maschera di Cera, L'ombra della Sera, Romher, solo per citarne alcune) e che stasera ci propone un mix dei suoi vari progetti passati ed alcune nuove composizioni. La band è eccezionale ed è composta da Paolo Tixi alla batteria, Martin Grice al sax/flauto, Giovanni Pastorino alle tastiere, Simone Amodeo alla chitarra e da Fabio Zuffanti al basso/voce. L'esibizione è stata ottima, sia per l’elevato valore delle tracce, sia per la grande performance di ogni singolo elemento. La serata è stata veramente piacevole e un plauso va anche all'organizzazione, in particolar modo allo staff dell'Altroquando (ottima la cucina!) ed a Pierpaolo della Moving Records e Comics, che grazie alla loro competenza, passione e cultura hanno potuto organizzare questo evento. (Marco Causin)

sabato 20 giugno 2015

IL BALLO DELLE CASTAGNE, Live Studio (2015)


Un live in studio è sempre un disco particolare, resoconto di quanto svolto sinora ma con quella resa dal vivo che ovviamente fa parte della vita da palcoscenico di ogni gruppo. L’assenza di pubblico può inficiare sulla resa finale del prodotto per una probabile assenza di stimoli a dare quel qualcosa in più ma questo album di Il Ballo delle Castagne (Vinz Aquarian alla voce, Diego Banchero al basso, Davide Bruzzi alla chitarra, Roberto Lucanato alla chitarra, Marina Larcher alla voce e Fernando Cherchi alla batteria) ha il giusto feeling e anche il forte pregio di apparire spontaneo e genuino. Uscito in 108 copie e registrato ai Nadir di Genova, racchiude pezzi propri e cover, partendo da una bollente versione di Tema di Gilgamesh, un dark prog notturno e inquieto. La terra trema è un vero capolavoro, che oltre a riferimenti psych ha un alone dark wave pieno di fascino, mentre Il viaggio è più vicina allo space rock e vede la presenza della Larcher alla voce. Marina è presente anche nella successiva Odore di benzina, brano degli Egida Aurea, I giorni della memoria terrena è invece cantata da Vinz e ha un buonissimo lavoro ritmico della coppia Banchero-Cherchi. Seguono l’omaggio al Battiato di Pollution con una buona rivisitazione di Areknames, l’avanguardistica Omega, tra Amon Duul e Runaway Totem e il finale di Fire in the sky degli Yahowa 13, completamento psichedelico e ringraziamento spirituale per uno dei gruppi cult dei ’70. Chi ama il suono di Il Ballo delle Castagne faccia subito suo questo live a tiratura limitata, chi invece non conosce la band colga l’occasione per scoprire questo curioso ensemble. (Luigi Cattaneo)

I giorni della memoria terrena (Video)

giovedì 18 giugno 2015

CLAUDIO ROCCHI, In alto (2011)


In alto. Dove sembrava dirigere il suo Volo Magico questo menestrello visionario e psichedelico, scomparso esattamente due anni fa, che dopo tanti anni aveva ancora voglia di raccontarsi e di prendere posizioni su argomenti scomodi. In Alto fu un ritorno significativo che ebbe il merito di porre l’attenzione anche su un altro dettaglio, ossia la ricomparsa sulla scena di un’etichetta storica come la Cramps. Un binomio di qualità che non fallì l’obiettivo e rilanciò, semmai ce ne fosse il bisogno, uno degli autori più illuminati della scena rock italiana. Ancora ora, come negli anni ’70, la musica di Rocchi è aspra e lieve, ricercata e affabile, ricca di sprazzi tipicamente cantautorali che si bagnano di psichedelia ed elettronica minimale ma sapientemente utilizzata. Convince e sorprende il rock elettrico di Per gli stendardi che apre molto bene il disco, ma non è da meno la successiva Eccoti qui, una ballad morbida ma per nulla banale. Dal sapore maggiormente psichedelico Facci un miracolo, con un testo amaro ma carico di speranza e Deja Vu, ficcante e capace di immergere chi ascolta in quel clima che animava gli anni degli esordi di Rocchi. Alchimia riesce ad essere moderna ma con un occhio di riguardo alle produzioni di 40 anni fa, sporcando il sound acustico con pennellate elettriche. L’ India si fa viva nelle sonorità di Gesù si gira, mentre la denuncia politica si fa apprezzare in Lasciamoli andare. Intensa la ballata Ci sei? che fa il paio con l’altrettanto valida Come se. Con La bellezza Rocchi si riallacciava alla vena che lo contraddistingueva nei ’70, prima di chiudere in maniera palpitante con La stella da cui vieni. Rocchi propose un lavoro dove il suo passato veniva metabolizzato e sviluppato in un linguaggio attuale ma non figlio di mode o tentazioni commerciali. Un album dove Claudio si occupò dei testi e delle musiche, degli arrangiamenti e della produzione. Un disco che ha ancora oggi la forza per riportare alla luce uno dei personaggi più interessanti e curiosi dell’underground italiano degli ultimi 40 anni. (Luigi Cattaneo)


Facci un miracolo (Video)


https://www.youtube.com/watch?v=P4L7H8cvKOY


sabato 13 giugno 2015

RAGING DEAD, Born in rage (2015)


Scoppiettante debut ep per i Raging Dead, che con questo Born in rage si presentano con un sound viscerale e dal grande impatto live. Il quartetto di Cremona (Matt Void alla chitarra, Simon Nightmare al basso, Cloud Shade alla voce e alla chitarra e Tracii Decadence alla batteria), nato ad inizio 2014 si muove attraverso un horror metal dal sapore gotico memore della lezione di Murderdolls, Misfits, Wednesday 13 e primi Death SS, senza tralasciare un approccio squisitamente hard rock e sleaze Motley Crue style. 20 minuti ovviamente molto tirati, pieni di vigore e capaci di coinvolgere in maniera semplice chi ascolta, a partire da Scratch me, primo episodio in cui splendono i riff di Void e un chorus immediato e pungente. Anathema è un altro brano furioso ma sempre venato di una soffusa melodia dark, elemento che ritroviamo anche nella seguente Redemption, pezzo che chiama in causa anche Rob Zombie. Nightstalker esalta il lato più cupo della band, sempre credibile nel suo dipingere scenari inquieti e malevoli, così come il finale di Vengeance colpisce per irruenza e sfrontatezza. Born in rage è un primo e interessante passo verso la piena maturità, con l’obiettivo di un full lenght che possa magari far emergere ancor di più le qualità dell’ensemble. (Luigi Cattaneo)

Nightstalker (Video)