martedì 1 settembre 2015

CONCERTI DEL MESE, Settembre 2015

Martedì 1
·Syncage a Vicenza
·Il sentiero di Taus+Ubi Maior a Milano
·Feat. Esserelà a Bologna

Mercoledì 2
·Sycamore Age ad Abano Terme (PD)

Giovedì 3
·Inior a Roma
·Keith Emerson & Orchestra a Taormina(CT)

Venerdì 4
·2 Days Prog + 1 a Veruno (NO)
·Dropshard a Milano

Sabato 5
·2 Days Prog + 1 a Veruno (NO)
·UT New Trolls a Copparo (FE)
·Sycamore Age a Drena (TN)
·Posto Blocco 19 a Vigatto (PR)

Domenica 6
·2 Days Prog + 1 a Veruno (NO)
·Biglietto per l'Inferno a Suisio (BG)
·FixForb a Palazzolo sull'Oglio (BS)
·Slivovitz a Cittanova (RC)

Mercoledì 9
·Arturo Stàlteri a Mantova

Giovedì 10
·Napoli Centrale a S. Giovanni a Piro (SA)

Venerdì 11
·Prog TO Rock a Torino
·Massimo Giuntoli “Hobo” a Vaprio (MI)

Sabato 12
·Prog TO Rock a Torino
·Steve Hogarth a Roma
·PFM a Radda in Chianti (SI)
·Arturo Stàlteri a Mantova
·Spettri a Firenze
·Mechanical Butterfly a Viagrande (CT)

Domenica 13
·Prog TO Rock a Torino
·Malaavia a Chiuduno (BG)
·PFM a S. Giovanni a Piro (SA)
·Napoli Centrale a Satriano di L. (PZ)

Lunedì 14
·David Gilmour a Verona

Martedì 15
·David Gilmour a Firenze
·PFM a Terni



Giovedì 17
·Progressivamente Festival 2015 a Roma
·Slivovitz a Napoli
·Methodica acustico Feltrinelli Verona

Venerdì 18
·Progressivamente Festival 2015 a Roma
·Junkfood a Torino
·Feat. Esserelà a Bologna
·Trewa a Parma

Sabato 19
·Progressivamente Festival 2015 a Roma
·Lachesis al Paprika Jazz Club di Dalmine (BG)
·Genesis Day a Bevagna (PG)
·Junkfood a Portomaggiore (FE)
·Massimo Giuntoli "Hobo" a Calvene (VI)
·Sintonia Distorta a Lodi
·Syndone a Marina di Pizzo Calabro (VV)

Domenica 20
·Progressivamente Festival 2015 a Roma
·Roccaforte a Genova
·The New Trip a Cisano sul Neva (SV)

Lunedì 21
·Steve Hackett a Milano
·Steven Wilson a Cremona
·Napoli Centrale a Bologna

Martedì 22
·Steve Hackett a Firenze
·Steven Wilson a Roma
·Napoli Centrale a Bologna

Mercoledì 23
·Steve Hackett a Roma
·Spock's Beard  a Milano

Giovedì 24
·In Progress... ONE Festival a Sestu (CA)
·Mito New Trolls a Lazzate (MB)

Venerdì 25
·In Progress... ONE Festival a Sestu (CA)
·Steve Hackett a Padova
·Inior a Roma
·UT New Trolls a Serrlunga d'Alba (CN)
·Sycamore Age a Napoli
·The Magical Box a Parma
·Lachesis a Cassano d'Adda (MI)

Sabato 26
·In Progress... ONE Festival a Sestu (CA)
·Anyway a Trofarello (TO)
·Trewa + Mogador a Milano
·Feat. Esserelà a Bologna
·Finister a Firenze

Domenica 27
·In Progress... ONE Festival a Sestu (CA)
·Progressive Rock Live Night a Milano
·Mägo de Oz a Giave (SS)

Lunedì 28
·Ossi Duri a Torino

Martedì 29
·Stick Men a Lugagnano (VR)

Mercoledì 30
·Stick Men a Lugagnano (VR)  

mercoledì 26 agosto 2015

DÈMODÈ, Ison (2015)


Ci eravamo già occupati qualche anno fa dei Dèmodè con Le parole al vento (2011) e ora ritroviamo la piccola orchestra tascabile impegnata con questo terzo e valido album che conferma le buone impressioni che ci aveva suscitato il disco precedente. La band friulana con questo Ison (nome della cometa C/2012 che ha attraversato i cieli alla fine del 2013) si trasforma e concepisce un lavoro forse meno sorprendente ma comunque convincente e appassionato. Una maturazione che ha portato il gruppo a creare brani che sanno essere emotivi, sognanti, leggiadri ma sempre contraddistinti da una certa classe e dallo stile molto riconoscibile dell’ensemble. Il suono perde in parte la sua vena ironica e giocosa ma rimane ancorato ad alcuni punti fermi che sono vitali per i sei Dèmodè. Quindi è facile scovare passaggi in odore di progressive (Il papiro di Ani, Il sentiero incantato), legami con il jazz (La fuga, Ison) e con il folk rock popolare (Charlotte, Arturo), sempre mantenendo una propria solida identità. Un crossover tutto strumentale capace di conquistare sin da subito per una spiccata vena melodica mai banale o scontata, Ison presenta nuovamente sprazzi di grande intensità, momenti raffinati, arrangiamenti sofisticati e una certa cura per l’aspetto compositivo che non viene mai meno anche a fronte di capacità strumentali di rilievo. Questo perché i membri della formazione (Andrea Zampieri al clarinetto, Francesco Zanon al violino, Claudio Colaone ai sassofoni, Luca Laruina al pianoforte, Carin Marzaro al basso e Alberto Zenarolla alla batteria) stanno bene attenti a dosare individualità e personalismi, dando sì libero sfogo a suggestioni e fantasie ma sempre pensando alle corrette dinamiche dei pezzi. Tutto suonato con un certo groove che colpisce sia nelle song più suadenti (Nuances), sia in quelle più strutturate (Split inside), sia in quelle maggiormente dinamiche (Zucchero sotto sale). I Demodè continuano il loro percorso foriero di curiosità e dimostrano di saper maneggiare in maniera fluida le varie correnti che li animano, creando un melting pot aggraziato e coinvolgente. (Luigi Cattaneo)

Qui di seguito il link per ascoltare l'intero Ison



venerdì 21 agosto 2015

LUCA OLIVIERI, La saggezza delle nuvole (2015)


La saggezza delle nuvole segna il ritorno discografico di Luca Olivieri (tastierista e compositore che ha al suo attivo anche musiche per spettacoli teatrali, cortometraggi e sonorizzazioni di film dell’epoca del muto), terzo lavoro che condensa al suo interno vari stati d’animo e che rappresenta appieno un percorso iniziato diversi anni orsono (il primo Trigenta risale al 1996). L’insistente vena malinconica, l’abbraccio lieve di splendide melodie, la nitidezza di trovate armoniche dal sapore classico, fanno di questo album un prodotto bello e da ascoltare con cura. Gli unici due pezzi cantati o meglio recitati da Andrea Chimenti (voce dei Moda negli ’80 e oggi ottimo cantautore), sono due poesie di Luca Lezziero, Orizzonte verticale, su cui si staglia lo splendido lavoro di Luca Serrapiglio al clarinetto e al sax e Philophobia, leggermente meno riuscita ma comunque interessante nel suo svolgimento percussivo. Il clima notturno che si respira affascina e coinvolge, merito di una certa predisposizione di Olivieri per soluzioni ad ampio respiro, come in Varuna, episodio in cui è lancinante il violoncello di Caroline Lavelle (al suo attivo collaborazioni con Peter Gabriel, Radiohead,  Muse e Massive Attack) abbinato al gioco della chitarra reverse di Fabrizio Barale. Tutto appare molto preciso e distinto, non c’è nulla di tronfio o eccessivo nelle composizioni di Olivieri, il linguaggio è manovrato con sicurezza ed efficacia e si pone come ponte ideale tra musica elettronica, aleatoria e psichedelia. L’autore plasma le proprie idee senza inseguire canoni prestabiliti, mostrando una sensibilità che attraversa steccati e induge su intuizioni world, fraseggi elettronici conditi in salsa classica (Oracle, Playing with colours eseguite con la Lavelle, Nicola Alesini al sax, Serrapiglio al clarinetto e Federica Baldizzone al violino), sospiri jazz (in Substance la bella prova del trombettista Giorgio Li Calzi) e un attitudine generale che può risultare adatta anche per gli appassionati di progressive meno ancorati al passato. La saggezza delle nuvole ripropone sulla scena un compositore delicato e curioso, capace di mettere la scrittura narrativa al centro del progetto, un discorso che si può legare ad eventuali immagini filmiche, richiamando alla mente anche personaggi come Riz Ortolani. Olivieri è un maestro dello strumento ma non ne abusa, preferisce un approccio che sappia coinvolgere senza indugiare su vacui virtuosismi, toccando le corde dell’emotività e della passione. I tanti ospiti presenti vengono utilizzati in maniera appropriata e sempre consona all’idea messa sul piatto, riuscendo a mantenere unità d’intenti anche quando si cambia pelle, quando le atmosfere mutano, s’ispessiscono o si rendono più leggiadre. Dopo sette anni da La quarta dimensione Olivieri ha firmato un album coraggioso ed estremamente interessante. (Luigi Cattaneo)

Orizzonte verticale (Video)

       

sabato 15 agosto 2015

JUGGERNAUT, Trama! (2014)


Ottimo ritorno per i romani Juggernaut (Andrea Carletti alla chitarra, Roberto Cippitelli al basso e ai synth, Matteo D’Amicis alla batteria ma bravo nel divincolarsi in parecchi altri strumenti e Luigi Farina alla chitarra e ai synth), altra grande creatura targata Subsound Records, che fa il paio con Terra 42 dei L’ira del baccano, disco analizzato qualche settimana fa da queste pagine. Il nuovo Trama! è un lavoro completo, a tratti sorprendente per fluidità e scrittura, estremo nei suoni ma molto curato, sia negli arrangiamenti che in fase di produzione. Dopo Where Mountains Walk del 2009 la band ha conosciuto un periodo poco felice, burrascoso e imprevedibile, debellato con forza e passione, cambiando coordinate stilistiche e approccio alla musica, ora del tutto strumentale. Questo come back rappresenta uno dei dischi più interessanti degli ultimi mesi, intriso di post, psichedelia, prog e metal, con sprazzi jazzati e acustici che sanno essere raffinati e decisi. Gli Juggernaut hanno doti tecniche importanti ma sempre al servizio della causa, sanno ricamare utilizzando il piano, il mellotron, l’organo (suonati da Jimmy Bax e Federico Forleo) e il trombone (utilizzato dal bravo Gianluigi Capone), con cui costruiscono spazi pieni di suggestione e veemenza. Cadute di tono non sono presenti e il racconto musicato (andate su juggernautband.wordpress.com per leggerlo) lascia senza parole, merito di un incedere tra l’epico e il drammatico che narra di una nazione oscura, piena di compromessi e corruzione. L’intro iniziale viene spazzato via dall’efficace e brillante doppietta Pietra grezza e Ballo Excelsior, seguite da uno degli episodi più progressivi, Egregoro, 10 minuti abbaglianti e decisamente complicati. Non sono da meno l’attacco di Crapula, brano dominato dal trombone di Capone e da abrasivi riff di chitarra e la successiva V.I.T.R.I.O.L., momento dinamico e di grande fascino. Chiude la cavalcata di Tenet, fulgido esempio di creatività abbinata a capacità individuali. Trama! è un disco che riesce a spiccare notevolmente nell’alveo delle produzioni italiane di questo genere e la direzione strumentale dei romani appare davvero la via più indicata e corretta per eventuali sviluppi futuri. (Luigi Cattaneo)


domenica 9 agosto 2015

EUGENIO FINARDI, Non gettate alcun oggetto dai finestrini (1975)

La Cramps, storica etichetta di Gianni Sassi, conosciuta soprattutto per i lavori con gli Area, diede ampio spazio e sostegno al cantautore milanese, a partire dal suo primo disco, Non gettate alcun oggetto dal finestrino. Un album che Finardi registrò insieme ad alcuni esponenti della scena prog e jazz rock nazionale come Franco Battiato alle tastiere, Lucio Fabbri al violino, Walter Calloni alla batteria, Hugh Bullen al basso e Alberto Camerini alla chitarra. Un notevole dispiegamento di forze che donano al disco una bella spinta rock ma anche una discreta varietà di stili che denotano una curiosità che, a dire il vero, mai abbandonerà del tutto la carriera di Finardi. A scanso di equivoci è giusto sottolineare come Non gettate alcun oggetto dal finestrino presenti sì spunti legati al progressive ma non ne rimanga imprigionato, ne subisce l’influenza, dettata anche dall’utilizzo di musicisti che avevano vissuto in pieno il periodo più aureo del genere, ma nello stesso tempo tenti una via che sia personale. Finardi d’altronde aveva già fatto parte di alcuni complessi come L’enorme Maria e Il Pacco e aveva prodotto l’esordio di Claudio Fucci e Il Tempo della Semina del Biglietto per l’inferno (uscito postumo), quindi aveva già avuto una discreta esperienza di studio e aveva avuto modo di arrivare con le idee piuttosto chiare a questo debut. Un cantautorato ben rifinito, soprattutto nei brani più lunghi come La Storia della mente, scritta a quattro mani con Claudio Rocchi (e si sente!) e Se solo avessi (forse quello maggiormente progressive tra i presenti). Finardi propone spunti chiaramente ampliati da musicisti di ottimo livello che si esprimono con grande naturalezza e precisione anche nei momenti che appaiono meno strutturati ma comunque dotati di forza espressiva (Afghanistan, Caramba). Il milanese si diverte poi nella folkeggiante Taking it easy e nella rivisitazione di Saluteremo il signor padrone, un combat folk rock di protesta che potrebbe aver influenzato anche Modena City Ramblers e Casa del Vento. Molto sentita dall’autore Quando stai per cominciare, espressione di quello che era il pensiero di un giovane ragazzo al momento della chiamata alle armi e ottimo sfogo strumentale per la band. Finardi coglie quindi alcune istanze del prog e della controcultura imperante per proporre un concentrato vitale a base di rock, esigenza che lo accompagnerà anche nel disco seguente, Sugo, uscito nel 1976 ancora sotto l’egida della Cramps. (Luigi Cattaneo)

La storia della mente (Video)

domenica 2 agosto 2015

DEWA BUDJANA, Surya Namaskar (2014)


Ci siamo occupati dell’ultimo e validissimo Hasta Karma qualche mese fa ed ora facciamo un piccolo passo indietro alla riscoperta di Surya Namaskar, album che il chitarrista indonesiano Dewa Budjana ha registrato con una grandissima sezione ritmica, Jimmy Johnson al basso e Vinnie Colaiuta alla batteria. Un trio che ha dato vita ad un sound dinamico e pieno di vitalità, un jazz rock imparentato con la fusion che ruota attorno alle note di Budjana ma che vive degli exploit ritmici di una coppia di spessore internazionale. Non mancano spunti più vicini al progressive, con Dewa protagonista indiscusso nei solo ma anche attento compositore e leader carismatico di un trio multiforme che non dimentica di stillare sprazzi melodici di indubbia bellezza. La MoonJune Records rimane una delle label più attente a questi suoni, densi e ispirati, grazie ad un interplay in cui il maestro Budjana lascia ampio spazio a Johnson e Colaiuta e si dimostra meticoloso nei particolari e negli arrangiamenti sempre curati. Il chitarrista indonesiano appare ancora una volta molto intenso, soprattutto nei frangenti più dilatati (Dalem Waturenggong ma anche l’ottima Fifty in cui compare Garu Husband alle tastiere). Johnson è autore di una prestazione formidabile, Colaiuta mostra la solita classe estrema, Budjana appare libero da schemi precostruiti e si lascia andare ad una delle prove più convincenti della sua carriera. Un album che sa essere aggressivo e raffinato, che evidenzia la bravura di Dewa e la sua naturalezza, che sa mettere a fuoco un groove ritmico incessante e presenta piccole collaborazioni che arricchiscono ancor di più il disco (in Kalingga troviamo Mang Ayi alla voce, Kang Pupung al tarawangsa e Kang Iya al kacapi). Budjana esplora anche un lato mistico che non sempre emerge, un istinto verso l’etnica che però è insito nell’indonesiano e che si palesa lungo Surya Namaskar, un’urgenza espressiva che a volte conduce in territori maggiormente psichedelici. È bello riscontrare il fine lavoro di squadra che consente all’opera di non essere solo il lavoro solista di un chitarrista, realizzato magari per un elite di ascoltatori, ma profondo esempio di come si possa affrontare un sound strumentale senza essere criptici o prolissi. Un coagulo di stili reso possibile dalla profonda coesione d’intenti, dalla brillante creatività di tre menti aperte e dai già citati special guest presenti (a cui va aggiunto Michael Landau nella title track). Una release brillante e completa che consiglio ai seguaci di Allan Holdsworth e John McLaughlin. (Luigi Cattaneo)

Duaji & Guruji (Official Video)

sabato 1 agosto 2015

CONCERTI DEL MESE, Agosto 2015

Sabato 1
·Agalloch a Brescia
·Trewa a Mariano Comense (CO)
·La Batteria a Grotte di Castellana (BA)
·Inchanto ad Abbadia S. Salvatore (SI)
·Inventionis Mater ad Abbadia S. S. (SI)
·Démodé a Zoppola (PN)
·Lingalad a Palazzuolo sul Senio (FI)
·Napoli Centrale a Locri (RC)

Domenica 2
·Carl Palmer a Ficulle (TR)
·Démodé a Sedilis (UD)
·Napoli Centrale a Giovinazzo (BA)
·Tugs a Livorno

Martedì 4
·UT New Trolls a Roccavivara (CB)
·La Batteria a Terracina (LT)
·Flower Flesh a Cast. Rocca Berbena (SV)
·Ares Tavolazzi Trio a Zero Branco (TV)

Mercoledì 5
·Osanna+Napoli Centrale a Francavilla(CH)

Giovedì 6
·Arturo Stàlteri a Trento
·Tacita Intesa ad Abbadia S. S. (SI)

Venerdì 7
·Gnu Quartet a Pratola Peligna (AQ)
·Napoli Centrale a Pontelandolfo (BN)
·Heartache a Palestrina (Roma)

Sabato 8
·Summer Rock Festival a Trieste
·UT New Trolls a Martina Franca (TA)
·Lachesis a Brembate di Sopra (BG)
·Nohaybandatrio ad Aglientu (OT)

Domenica 9
·Summer Rock Festival a Trieste
·UT New Trolls a Torre De' Picenardi (CR)
·Estro a Lavinio (Roma)
·Nohaybandatrio a Carbonia (CI)
·Arturo Stàlteri a Cerveteri (Roma)
·Napoli Centrale a Sant'Arsenio (SA)

Lunedì 10
·GarboDiNeve a Novilara (PU)
·Napoli Centrale a Tortora (CS)

Martedì 11
·Napoli Centrale a Trepuzzi (LE)

Giovedì 13
·Démodé a Castions delle Mura (UD)
·Napoli Centrale a Montenero di Bis. (CB)

Venerdì 14
·Napoli Centrale a Frasso Telesino (BN)
·Sensations Fix a Cascina (PI)

Sabato 15
·PFM a Popoli (AQ)
·Gnu Quartet a S.Fruttuoso di Camogli(GE)
·Napoli Centrale a Sarno (SA)



Domenica 16
·PFM a Forte dei Marmi (LU)
·Inchanto a Castignano (AP)
·Napoli Centrale a Gaeta (LT)

Lunedì 17
·Inchanto a Castignano (AP)
·PFM a Alcara Li Fusi (ME)
·Napoli Centrale a S. Maria a Vico (CE)
·Alessio Vito a S. Stefano del Sole (AV)

Martedì 18
·Conqueror ad Alì Terme (ME)
·Inchanto a Castignano (AP)
·Napoli Centrale a Gubbio (PG)
·Estro a Cerveteri (Roma)
·Alan Sorrenti a Soverato Marina (CZ)

Mercoledì 19
·Inchanto a Castignano (AP)

Giovedì 20
·Napoli Centrale a Ravello (SA)

Venerdì 21
·Inchanto a Radicofani (SI)

Sabato 22
·Inchanto a S. Qurico d'Orcia (SI)
·Napoli Centrale ad Arce (FR)
·Lachesis a Cassano d'Adda (MI)
·Sintonia Distorta a Lodi
·Alan Sorrenti a Mirabella Imbaccari (CT)
·Mad Fellaz a Riese Pio X (TV)
·FixForb a Roccasecca dei Volsci (LT)

Lunedì 24
·Mechanical Butterfly ad Acireale (CT)

Martedì 25
·Tacita Intesa a Cortona (AR)

Sabato 29
·Roccaforte a Viarigi (AT)
·Le Orme a Villaguardia (CO)

Domenica 30
·Alan Sorrenti ad Ascoli Piceno
·Tacita Intesa ad Agazzi (AR)

Lunedì 31
·Roccaforte ad Alessandria

venerdì 31 luglio 2015

IL SEGNO DEL COMANDO, Il Volto Verde (2013)


Nati nel lontano 1995 e da sempre contraddistinti da uno sguardo verso il passato glorioso del progressive nostrano, torna Il Segno del Comando, monicker ripreso da un romanzo di Giuseppe D’Agata e successivamente sceneggiato Rai di successo. Goblin, Balletto di Bronzo e Jacula vengono citati anche in questo nuovo Il Volto Verde (ancora una volta pubblicato dalla lungimirante Black Widow), enfatico esempio di plumbeo dark prog settantiano di grande spessore e suggestione nato dalla voglia di omaggiare lo scritto di Gustav Meyrink. La band si presenta con una nuova line up capeggiata da Diego Banchero (basso, tastiere e theremin) dopo l’abbandono definitivo di Mercy con cui aveva formato la band negli anni ’90 e si presenta con Maethelyiah alla voce, Fernando Cherchi alla batteria, Roberto Lucanato alla chitarra e Davide Bruzzi alla chitarra e alle tastiere. Il Segno del Comando nasce a Genova nel 1995 come progetto da studio e realizza, nell’anno successivo, il primo LP omonimo che viene pubblicato da Black Widow Records. L’intenzione dei creatori del gruppo è quella di compiere un’opera di recupero delle sonorità e dei canoni estetici passati. Il disco, infatti, ruota attorno al famoso romanzo di Giuseppe D’Agata, dal quale lo stesso gruppo prende il nome e dal quale è tratto lo sceneggiato che ha fatto da apripista alla lunga serie di produzioni, a puntate, dedicate al mistero e prodotte della RAI (Radiotelevisione Italiana) negli anni settanta.

Musicalmente la band utilizza un approccio in stile jazz-rock-prog-dark-soundtrack che, per quanto molto personale, trae ispirazione dai grandi gruppi del passato (Goblin, Jacula, Il Balletto di Bronzo… solo per citarne alcuni).

Dopo la partecipazione ad alcune raccolte, viene realizzato il secondo full lenght “Der Golem” (BWR - 2001). Questo lavoro, a differenza del suo predecessore, è caratterizzato per lo più dal recupero di sonorità e stilemi di costruzione melodica tipici della tradizione Mitteleuropea che vengono riutilizzati e coniugati ad un approccio squisitamente sperimentale.

A livello lirico, il concept in questione, rivisita il romanzo esoterico “Der Golem” di Gustav Meyrink.

Essendo un progetto da studio che arruola da sempre musicisti coinvolti stabilmente in altri progetti, Il Segno del Comando, resta inattivo fino al 2010 (malgrado non manchino idee e materiale per concretizzare nuovi lavori) anno in cui, per volontà della BWR e di Diego Banchero, riprende la via dello studio con un ulteriore e importante cambiamento di line up (lo stesso Banchero si trova a gestirne da solo la leadership dopo la rinuncia di Mercy ormai deciso a continuare su altre strade artistiche). Il gruppo partecipa nello stesso anno ad un tribute album dedicato alla band Pierrot Lunaire e pubblicato dalla vicentina MP Records iniziando, subito dopo, i lavori di un nuovo LP.

Il concept dell’album trae ispirazione del romanzo “Il Volto Verde” di Gustav Meyrink opera che, come è noto, rappresenta uno dei punti cardine del testamento esoterico dello scrittore stesso.

Il Segno del Comando ha realizzato il primo video "Chidher il Verde" ed e' in procinto di iniziare una serie di date esclusive a partire dal 2015.
Dopo l’intro strumentale eseguito da Freddy Delirio dei Death SS alle tastiere, si parte subito forte con La Bottega delle Meraviglie, dark song perfetta per presentare la voce ipnotica di Maethelyiah, incantesimo che prosegue con Chidher il verde in cui c’è anche un bel lavoro di Giorgio Cesare Neri alla chitarra. Splendida Trenodia delle dolci parole, dove oltre a Neri troviamo l’organo di Maurizio Pustianaz ad accompagnare la sempre bravissima Sophya Baccini al canto, mentre Il Rituale fa da apripista per La congrega dello Zee Dyk, un buon pezzo cantato da David Krieg che forse avrebbe giovato di una minor prolissità. In Il Manoscritto ritroviamo Maethelyiah e il disco torna a decollare, merito anche della doppia chitarra solista formata dalla coppia Roberto Lucanato-Davide Bruzzi, ma un duo da urlo è presente anche nella strumentale L’evocazione di Eva, con Claudio Simonetti (organo, moog e mellotron) e Martin Grice (flauto e sax) dei Delirium a rubarsi la scena e gli applausi … Preme meno sull’acceleratore ma convince ugualmente Retrospettiva di un amore, così come risulta estremamente affascinante l’esoterismo di Usibepu. L’apocalisse è un altro ottimo strumentale di matrice gotica, con Gianni Leone sempre pronto a destreggiarsi tra le sue tastiere e l’organo e di buona caratura è anche il finale di Epilogo, degna conclusione per un come back tra i più interessanti degli ultimi anni (Luigi Cattaneo)

Chider il verde (Video)


 

mercoledì 29 luglio 2015

L'IRA DEL BACCANO, Terra 42 (2014)


Terra 42 è il ritorno dei L’ira del Baccano a distanza di ben sei anni dal precedente Si non sedes is, ed è un lavoro nuovamente contraddistinto da suoni cosmici e visioni drogate che hanno la capacità di affascinare e confondere chi ascolta. Un trip fresco e decisamente convincente in cui i romani sono cerimonieri e alfieri di uno stoner psichedelico strumentale e dilatato che sa essere acido e dannatamente roboante. Colpiscono gli impianti ritmici costruiti dalla coppia formata da Alessandro Salvi (batteria) e Luca Primo (basso), gli spunti chitarristici di Alessandro Santori e Malerba (alla slide) e i passaggi disegnati dai synth (suonati da entrambi), che definiscono un sound ancestrale e propulsivo. Tre lunghi brani (Phase I, II, III) complessi ma scorrevoli, ampiamente strutturati ma fluidi, concepiti all’interno di un quadro che contiene elementi space, doom, progressive e free. L’interplay dei quattro è l’anima di un disco molto riuscito in cui incontriamo My Sleeping Karma, Nebula, Ozric Tentacles e attitudine settantiana Hawkind style, un percorso psichedelico di grande impeto che pur non essendo di presa immediata ha la capacità di colpire sin da subito. Emergono tante piccole influenze curate in maniera personale e matura, un susseguirsi di accelerazioni e rallentamenti ottimamente gestiti e per nulla prolissi, pur nella lunghezza delle tracce proposte (pericolo sempre dietro l’angolo in produzioni del genere). Le tre fasi di Terra 42 risultano quasi il frutto di una libera jam psichedelica, potente e abrasiva, un lavoro d’equipe in cui ognuno riesce ad esprimere tensioni e creatività. Il disco è un viaggio assolutamente imprescindibile per chi ama certi suoni, merito di trame di grande valore e una registrazione che permette di assaporare ancor di più particolari e sfumature. Consiglio di ascoltare o acquistare l’album dalla loro pagina ufficiale https://liradelbaccanoofficial.bandcamp.com/ o tramite il sito della Subsound Records www.subsoundrecords.it (Luigi Cattaneo)

lunedì 27 luglio 2015

MOSAICO, Vola (2014)


Vola è il primo album dei Mosaico, un sestetto (Enrico Nesi alla voce, Cristian Dima al basso, Nicola Cambri alle tastiere e alla fisarmonica, Alessandro Capanni alla batteria, Fabrizio Biscontri alla chitarra e Simone Batignani equamente diviso tra congas, udu, bongos, jamblocks, cembali e shaker) distribuito da Lizard Records dalle sonorità molto ricche e sfaccettate. Spiccano parecchio le doti cantautorali di Nesi, le qualità tecniche di Cambri e il percussionismo dai tratti etnici di Batignani, bravo nell’appoggiare le determinate ritmiche della coppia Dima-Capanni, così come sempre misurati e precisi appaiono gli interventi di Biscontri. La band di Grosseto predilige un approccio di squadra, una coesione d’intenti che si traduce in brani di media durata (solo uno supera i sei minuti) vicini alla forma canzone, aspetto molto curato e decisamente congeniale al gruppo. Attenzione naturale per passaggi inclini ad un certo folk cantautorale che può ricordare Fabrizio De Andrè, Angelo Branduardi o Francesco Guccini ma sospinti da un palese amore per P.F.M. e Banco del Mutuo Soccorso da cui hanno catturato spirito e suoni. Progressive rock settantiano imbevuto di grandi spunti melodici che possono conquistare anche chi non ascolta abitualmente questo genere, complici anche dei testi capaci di raccontare e far riflettere. Difficile non citare l’iniziale title track, la sorprendente Il Bivio o Lenti passi (in cui appare Lorenza Baudo ai cori), tutte composizioni dinamiche e ben strutturate. Ogni traccia risulta interessante, soprattutto le scelte timbriche effettuate e la visione maggiormente pop che hanno del progressive, risvolti che determinano una personalità già piuttosto spiccata. Vola è un disco fresco, maturo, piacevole e capace di presentarci una band dalle idee chiare e convincenti (Luigi Cattaneo)

Qui di seguito il link per ascoltare l'intero album

martedì 21 luglio 2015

PETE OXLEY/NICOLAS MEIER, Chasing Tales (2015)



(dipinto creato dall'artista milanese Lorena Trapani con colori acrili su cartone telato (30x40)


Un album di due chitarristi che può impressionare e appassionare anche chi musicista non è. Questa in estrema sintesi Chasing Tales del duo formato da Pete Oxley e Nicolas Meier, un lavoro di coppia in cui il jazz acustico è la base di partenza per tracciare linee sonore in grado di valicare certi steccati. Pubblicato ad inizio 2015 dopo mesi di attività comune, Chasing Tales si presenta come un prodotto solido e abbastanza dinamico, con composizioni ricche di grazia qualunque sia il tipo di chitarra utilizzato (steel, synth, elettrica, acustica, nylon e diverse altre…). Difficile non parlare bene di un operazione di questo tipo, generosa di picchi melodici calibrati e di naturale bellezza armonica, similare per intensità a quanto espresso da grandi maestri come John Mclaughlin, Pat Metheny o Michael Hedges. Un sound attuale che parte dal Regno Unito per toccare vette latine e mediorientali, un percorso in cui lo stile dei due si fonde, dialoga, racconta tracciando traiettorie di grande luminosità, spontanee ma articolate, sfaccettate ed estremamente “calde”. Una resa live che evidenzia ancor di più il misurato interplay creatosi tra i due, un incontro capace di trasportare chi ascolta, uno sguardo contemporaneo sul jazz nato dall’unione tra due chitarristi non solo capaci tecnicamente ma soprattutto forieri di grande gusto melodico. Dopo Travels to the west del 2012 la coppia fornisce un’altra prova di spessore, costruzione in bilico tra impennate virtuose e pura emozionalità, ballate delicate e momenti leggermente più spinti. Chasing Tales è un raffinato e piacevole incontro tra jazz, sprazzi classici, variazioni etniche e tropical che può davvero rappresentare una piccola sorpresa per gli amanti di certe sonorità. (Luigi Cattaneo)

The Followers (Video)