Martedì 1
·Syncage a Vicenza
·Il sentiero di Taus+Ubi Maior a Milano
·Feat.
Esserelà a Bologna
Mercoledì 2
·Sycamore Age ad Abano Terme
(PD)
Giovedì 3
·Inior a Roma
·Keith Emerson & Orchestra a
Taormina(CT)
Venerdì 4
·2 Days Prog + 1 a Veruno (NO)
·Dropshard a
Milano
Sabato 5
·2 Days Prog + 1 a Veruno (NO)
·UT New Trolls a Copparo
(FE)
·Sycamore Age a Drena (TN)
·Posto Blocco 19 a Vigatto
(PR)
Domenica 6
·2 Days Prog + 1 a Veruno (NO)
·Biglietto per l'Inferno a
Suisio (BG)
·FixForb a Palazzolo sull'Oglio (BS)
·Slivovitz a Cittanova
(RC)
Mercoledì 9
·Arturo Stàlteri a Mantova
Giovedì 10
·Napoli Centrale a S.
Giovanni a Piro (SA)
Venerdì 11
·Prog TO Rock a Torino
·Massimo Giuntoli
“Hobo” a Vaprio (MI)
Sabato 12
·Prog TO Rock a Torino
·Steve Hogarth a
Roma
·PFM a Radda in Chianti (SI)
·Arturo Stàlteri a Mantova
·Spettri a
Firenze
·Mechanical Butterfly a Viagrande (CT)
Domenica 13
·Prog TO Rock a
Torino
·Malaavia a Chiuduno (BG)
·PFM a S. Giovanni a Piro (SA)
·Napoli
Centrale a Satriano di L. (PZ)
Lunedì 14
·David Gilmour a
Verona
Martedì 15
·David Gilmour a Firenze
·PFM a Terni
Giovedì 17
·Progressivamente Festival 2015 a Roma
·Slivovitz a
Napoli
·Methodica acustico Feltrinelli Verona
Venerdì 18
·Progressivamente Festival 2015 a
Roma
·Junkfood a Torino
·Feat. Esserelà a Bologna
·Trewa a
Parma
Sabato 19
·Progressivamente Festival 2015 a Roma
·Lachesis al Paprika Jazz Club di Dalmine
(BG)
·Genesis Day a Bevagna (PG)
·Junkfood a Portomaggiore
(FE)
·Massimo Giuntoli "Hobo" a Calvene (VI)
·Sintonia Distorta a
Lodi
·Syndone a Marina di Pizzo Calabro (VV)
Domenica 20
·Progressivamente
Festival 2015 a Roma
·Roccaforte a Genova
·The New Trip a Cisano sul Neva
(SV)
Lunedì 21
·Steve Hackett a Milano
·Steven Wilson a Cremona
·Napoli
Centrale a Bologna
Martedì 22
·Steve Hackett a Firenze
·Steven Wilson a
Roma
·Napoli Centrale a Bologna
Mercoledì 23
·Steve Hackett a
Roma
·Spock's Beard a Milano
Giovedì 24
·In Progress... ONE
Festival a Sestu (CA)
·Mito New Trolls a Lazzate (MB)
Venerdì 25
·In
Progress... ONE Festival a Sestu (CA)
·Steve Hackett a Padova
·Inior a
Roma
·UT New Trolls a Serrlunga d'Alba (CN)
·Sycamore Age a Napoli
·The
Magical Box a Parma
·Lachesis a Cassano d'Adda (MI)
Sabato 26
·In
Progress... ONE Festival a Sestu (CA)
·Anyway a Trofarello (TO)
·Trewa +
Mogador a Milano
·Feat. Esserelà a Bologna
·Finister a
Firenze
Domenica 27
·In Progress... ONE Festival a Sestu (CA)
·Progressive
Rock Live Night a Milano
·Mägo de Oz a Giave (SS)
Lunedì 28
·Ossi Duri a
Torino
Martedì 29
·Stick Men a Lugagnano (VR)
Mercoledì 30
·Stick Men a
Lugagnano (VR)
Progressive Rock&Metal ma anche un'ampia panoramica su Jazz, Blues, Folk, Hard&Heavy, Psichedelia, Avanguardia, Alternative, Post Punk, Dark Rock. Un blog sulle sfumature della Musica.
martedì 1 settembre 2015
mercoledì 26 agosto 2015
DÈMODÈ, Ison (2015)
Ci eravamo già occupati
qualche anno fa dei Dèmodè con Le parole
al vento (2011) e ora ritroviamo la piccola orchestra tascabile impegnata
con questo terzo e valido album che conferma le buone impressioni che ci aveva
suscitato il disco precedente. La band friulana con questo Ison (nome della cometa C/2012 che ha attraversato i cieli alla fine
del 2013) si trasforma e concepisce un lavoro forse meno sorprendente ma
comunque convincente e appassionato. Una maturazione che ha portato il gruppo a
creare brani che sanno essere emotivi, sognanti, leggiadri ma sempre
contraddistinti da una certa classe e dallo stile molto riconoscibile
dell’ensemble. Il suono perde in parte la sua vena ironica e giocosa ma rimane
ancorato ad alcuni punti fermi che sono vitali per i sei Dèmodè. Quindi è
facile scovare passaggi in odore di progressive (Il papiro di Ani, Il sentiero
incantato), legami con il jazz (La
fuga, Ison) e con il folk rock popolare
(Charlotte, Arturo), sempre mantenendo una propria solida identità. Un
crossover tutto strumentale capace di conquistare sin da subito per una
spiccata vena melodica mai banale o scontata, Ison presenta nuovamente sprazzi di grande intensità, momenti
raffinati, arrangiamenti sofisticati e una certa cura per l’aspetto compositivo
che non viene mai meno anche a fronte di capacità strumentali di rilievo.
Questo perché i membri della formazione (Andrea Zampieri al clarinetto,
Francesco Zanon al violino, Claudio Colaone ai sassofoni, Luca Laruina al
pianoforte, Carin Marzaro al basso e Alberto Zenarolla alla batteria) stanno
bene attenti a dosare individualità e personalismi, dando sì libero sfogo a
suggestioni e fantasie ma sempre pensando alle corrette dinamiche dei pezzi.
Tutto suonato con un certo groove che colpisce sia nelle song più suadenti (Nuances), sia in quelle più strutturate (Split inside), sia in quelle maggiormente
dinamiche (Zucchero sotto sale). I
Demodè continuano il loro percorso foriero di curiosità e dimostrano di saper
maneggiare in maniera fluida le varie correnti che li animano, creando un
melting pot aggraziato e coinvolgente. (Luigi Cattaneo)
Qui di seguito il link per ascoltare l'intero Ison
venerdì 21 agosto 2015
LUCA OLIVIERI, La saggezza delle nuvole (2015)
La
saggezza delle nuvole segna il ritorno discografico di
Luca Olivieri (tastierista e compositore che ha al suo attivo anche musiche per
spettacoli teatrali, cortometraggi e sonorizzazioni di film dell’epoca del muto),
terzo lavoro che condensa al suo interno vari stati d’animo e che rappresenta
appieno un percorso iniziato diversi anni orsono (il primo Trigenta risale al 1996). L’insistente vena malinconica,
l’abbraccio lieve di splendide melodie, la nitidezza di trovate armoniche dal
sapore classico, fanno di questo album un prodotto bello e da ascoltare con
cura. Gli unici due pezzi cantati o meglio recitati da Andrea Chimenti (voce
dei Moda negli ’80 e oggi ottimo cantautore), sono due poesie di Luca Lezziero,
Orizzonte verticale, su cui si
staglia lo splendido lavoro di Luca Serrapiglio al clarinetto e al sax e Philophobia, leggermente meno riuscita
ma comunque interessante nel suo svolgimento percussivo. Il clima notturno che
si respira affascina e coinvolge, merito di una certa predisposizione di
Olivieri per soluzioni ad ampio respiro, come in Varuna, episodio in cui è lancinante il violoncello di Caroline
Lavelle (al suo attivo collaborazioni con Peter Gabriel, Radiohead, Muse e Massive Attack) abbinato al gioco
della chitarra reverse di Fabrizio Barale. Tutto appare molto preciso e
distinto, non c’è nulla di tronfio o eccessivo nelle composizioni di Olivieri,
il linguaggio è manovrato con sicurezza ed efficacia e si pone come ponte
ideale tra musica elettronica, aleatoria e psichedelia. L’autore plasma le
proprie idee senza inseguire canoni prestabiliti, mostrando una sensibilità che
attraversa steccati e induge su intuizioni world, fraseggi elettronici conditi
in salsa classica (Oracle, Playing with colours eseguite con la
Lavelle, Nicola Alesini al sax, Serrapiglio al clarinetto e Federica Baldizzone
al violino), sospiri jazz (in Substance la
bella prova del trombettista Giorgio Li Calzi) e un attitudine generale che può
risultare adatta anche per gli appassionati di progressive meno ancorati al
passato. La saggezza delle nuvole ripropone
sulla scena un compositore delicato e curioso, capace di mettere la scrittura
narrativa al centro del progetto, un discorso che si può legare ad eventuali
immagini filmiche, richiamando alla mente anche personaggi come Riz Ortolani.
Olivieri è un maestro dello strumento ma non ne abusa, preferisce un approccio
che sappia coinvolgere senza indugiare su vacui virtuosismi, toccando le corde
dell’emotività e della passione. I tanti ospiti presenti vengono utilizzati in
maniera appropriata e sempre consona all’idea messa sul piatto, riuscendo a
mantenere unità d’intenti anche quando si cambia pelle, quando le atmosfere
mutano, s’ispessiscono o si rendono più leggiadre. Dopo sette anni da La quarta dimensione Olivieri ha firmato
un album coraggioso ed estremamente interessante. (Luigi Cattaneo)
Orizzonte verticale (Video)
sabato 15 agosto 2015
JUGGERNAUT, Trama! (2014)
Ottimo ritorno per i
romani Juggernaut (Andrea Carletti alla chitarra, Roberto Cippitelli al basso e
ai synth, Matteo D’Amicis alla batteria ma bravo nel divincolarsi in parecchi
altri strumenti e Luigi Farina alla chitarra e ai synth), altra grande creatura
targata Subsound Records, che fa il paio con Terra 42 dei L’ira del baccano, disco analizzato qualche settimana
fa da queste pagine. Il nuovo Trama! è
un lavoro completo, a tratti sorprendente per fluidità e scrittura, estremo nei
suoni ma molto curato, sia negli arrangiamenti che in fase di produzione. Dopo Where Mountains Walk del 2009 la band ha
conosciuto un periodo poco felice, burrascoso e imprevedibile, debellato con
forza e passione, cambiando coordinate stilistiche e approccio alla musica, ora
del tutto strumentale. Questo come back rappresenta uno dei dischi più
interessanti degli ultimi mesi, intriso di post, psichedelia, prog e metal, con
sprazzi jazzati e acustici che sanno essere raffinati e decisi. Gli Juggernaut
hanno doti tecniche importanti ma sempre al servizio della causa, sanno
ricamare utilizzando il piano, il mellotron, l’organo (suonati da Jimmy Bax e
Federico Forleo) e il trombone (utilizzato dal bravo Gianluigi Capone), con cui
costruiscono spazi pieni di suggestione e veemenza. Cadute di tono non sono
presenti e il racconto musicato (andate su juggernautband.wordpress.com per
leggerlo) lascia senza parole, merito di un incedere tra l’epico e il
drammatico che narra di una nazione oscura, piena di compromessi e corruzione.
L’intro iniziale viene spazzato via dall’efficace e brillante doppietta Pietra grezza e Ballo Excelsior, seguite da uno degli episodi più progressivi, Egregoro, 10 minuti abbaglianti e
decisamente complicati. Non sono da meno l’attacco di Crapula, brano dominato dal trombone di Capone e da abrasivi riff
di chitarra e la successiva V.I.T.R.I.O.L.,
momento dinamico e di grande fascino. Chiude la cavalcata di Tenet, fulgido esempio di creatività
abbinata a capacità individuali. Trama! è
un disco che riesce a spiccare notevolmente nell’alveo delle produzioni
italiane di questo genere e la direzione strumentale dei romani appare davvero
la via più indicata e corretta per eventuali sviluppi futuri. (Luigi Cattaneo)
Pietra Grezza (Video)
https://www.youtube.com/watch?v=OSWgUmNEjZk&index=2&list=PLHsTwDN6DHW8BN3xxDigBMjOeRw0IwRYw
https://www.youtube.com/watch?v=OSWgUmNEjZk&index=2&list=PLHsTwDN6DHW8BN3xxDigBMjOeRw0IwRYw
domenica 9 agosto 2015
EUGENIO FINARDI, Non gettate alcun oggetto dai finestrini (1975)
La Cramps, storica etichetta
di Gianni Sassi, conosciuta soprattutto per i lavori con gli Area, diede ampio
spazio e sostegno al cantautore milanese, a partire dal suo primo disco, Non gettate alcun oggetto dal finestrino.
Un album che Finardi registrò insieme ad alcuni esponenti della scena prog e
jazz rock nazionale come Franco Battiato alle tastiere, Lucio Fabbri al
violino, Walter Calloni alla batteria, Hugh Bullen al basso e Alberto Camerini
alla chitarra. Un notevole dispiegamento di forze che donano al disco una bella
spinta rock ma anche una discreta varietà di stili che denotano una curiosità
che, a dire il vero, mai abbandonerà del tutto la carriera di Finardi. A scanso
di equivoci è giusto sottolineare come Non
gettate alcun oggetto dal finestrino presenti sì spunti legati al
progressive ma non ne rimanga imprigionato, ne subisce l’influenza, dettata
anche dall’utilizzo di musicisti che avevano vissuto in pieno il periodo più
aureo del genere, ma nello stesso tempo tenti una via che sia personale.
Finardi d’altronde aveva già fatto parte di alcuni complessi come L’enorme
Maria e Il Pacco e aveva prodotto l’esordio di Claudio Fucci e Il Tempo della Semina del Biglietto per
l’inferno (uscito postumo), quindi aveva già avuto una discreta esperienza di
studio e aveva avuto modo di arrivare con le idee piuttosto chiare a questo
debut. Un cantautorato ben rifinito, soprattutto nei brani più lunghi come La Storia della mente, scritta a quattro
mani con Claudio Rocchi (e si sente!) e Se
solo avessi (forse quello maggiormente progressive tra i presenti). Finardi
propone spunti chiaramente ampliati da musicisti di ottimo livello che si
esprimono con grande naturalezza e precisione anche nei momenti che appaiono
meno strutturati ma comunque dotati di forza espressiva (Afghanistan, Caramba). Il
milanese si diverte poi nella folkeggiante Taking
it easy e nella rivisitazione di Saluteremo
il signor padrone, un combat folk rock di protesta che potrebbe aver
influenzato anche Modena City Ramblers e Casa del Vento. Molto sentita
dall’autore Quando stai per cominciare,
espressione di quello che era il pensiero di un giovane ragazzo al momento
della chiamata alle armi e ottimo sfogo strumentale per la band. Finardi coglie
quindi alcune istanze del prog e della controcultura imperante per proporre un
concentrato vitale a base di rock, esigenza che lo accompagnerà anche nel disco
seguente, Sugo, uscito nel 1976
ancora sotto l’egida della Cramps. (Luigi Cattaneo)
La storia della mente (Video)
domenica 2 agosto 2015
DEWA BUDJANA, Surya Namaskar (2014)
Ci siamo occupati
dell’ultimo e validissimo Hasta Karma qualche
mese fa ed ora facciamo un piccolo passo indietro alla riscoperta di Surya Namaskar, album che il chitarrista
indonesiano Dewa Budjana ha registrato con una grandissima sezione ritmica,
Jimmy Johnson al basso e Vinnie Colaiuta alla batteria. Un trio che ha dato
vita ad un sound dinamico e pieno di vitalità, un jazz rock imparentato con la
fusion che ruota attorno alle note di Budjana ma che vive degli exploit ritmici
di una coppia di spessore internazionale. Non mancano spunti più vicini al
progressive, con Dewa protagonista indiscusso nei solo ma anche attento
compositore e leader carismatico di un trio multiforme che non dimentica di stillare
sprazzi melodici di indubbia bellezza. La MoonJune Records rimane una delle
label più attente a questi suoni, densi e ispirati, grazie ad un interplay in
cui il maestro Budjana lascia ampio spazio a Johnson e Colaiuta e si dimostra
meticoloso nei particolari e negli arrangiamenti sempre curati. Il chitarrista
indonesiano appare ancora una volta molto intenso, soprattutto nei frangenti
più dilatati (Dalem Waturenggong ma
anche l’ottima Fifty in cui compare
Garu Husband alle tastiere). Johnson è autore di una prestazione formidabile,
Colaiuta mostra la solita classe estrema, Budjana appare libero da schemi
precostruiti e si lascia andare ad una delle prove più convincenti della sua
carriera. Un album che sa essere aggressivo e raffinato, che evidenzia la
bravura di Dewa e la sua naturalezza, che sa mettere a fuoco un groove ritmico
incessante e presenta piccole collaborazioni che arricchiscono ancor di più il
disco (in Kalingga troviamo Mang Ayi
alla voce, Kang Pupung al tarawangsa e Kang Iya al kacapi). Budjana esplora
anche un lato mistico che non sempre emerge, un istinto verso l’etnica che però
è insito nell’indonesiano e che si palesa lungo Surya Namaskar, un’urgenza espressiva che a volte conduce in
territori maggiormente psichedelici. È bello riscontrare il fine lavoro di
squadra che consente all’opera di non essere solo il lavoro solista di un
chitarrista, realizzato magari per un elite di ascoltatori, ma profondo esempio
di come si possa affrontare un sound strumentale senza essere criptici o prolissi.
Un coagulo di stili reso possibile dalla profonda coesione d’intenti, dalla
brillante creatività di tre menti aperte e dai già citati special guest presenti
(a cui va aggiunto Michael Landau nella title track). Una release brillante e
completa che consiglio ai seguaci di Allan Holdsworth e John McLaughlin. (Luigi
Cattaneo)
Duaji & Guruji (Official Video)
sabato 1 agosto 2015
CONCERTI DEL MESE, Agosto 2015
Sabato 1
·Agalloch a Brescia
·Trewa a Mariano Comense (CO)
·La Batteria a Grotte di Castellana (BA)
·Inchanto ad Abbadia S. Salvatore (SI)
·Inventionis Mater ad Abbadia S. S. (SI)
·Démodé a Zoppola (PN)
·Lingalad a Palazzuolo sul Senio (FI)
·Napoli Centrale a Locri (RC)
Domenica 2
·Carl Palmer a Ficulle (TR)
·Démodé a Sedilis (UD)
·Napoli Centrale a Giovinazzo (BA)
·Tugs a Livorno
Martedì 4
·UT New Trolls a Roccavivara (CB)
·La Batteria a Terracina (LT)
·Flower Flesh a Cast. Rocca Berbena (SV)
·Ares Tavolazzi Trio a Zero Branco (TV)
Mercoledì 5
·Osanna+Napoli Centrale a Francavilla(CH)
Giovedì 6
·Arturo Stàlteri a Trento
·Tacita Intesa ad Abbadia S. S. (SI)
Venerdì 7
·Gnu Quartet a Pratola Peligna (AQ)
·Napoli Centrale a Pontelandolfo (BN)
·Heartache a Palestrina (Roma)
Sabato 8
·Summer Rock Festival a Trieste
·UT New Trolls a Martina Franca (TA)
·Lachesis a Brembate di Sopra (BG)
·Nohaybandatrio ad Aglientu (OT)
Domenica 9
·Summer Rock Festival a Trieste
·UT New Trolls a Torre De' Picenardi (CR)
·Estro a Lavinio (Roma)
·Nohaybandatrio a Carbonia (CI)
·Arturo Stàlteri a Cerveteri (Roma)
·Napoli Centrale a Sant'Arsenio (SA)
Lunedì 10
·GarboDiNeve a Novilara (PU)
·Napoli Centrale a Tortora (CS)
Martedì 11
·Napoli Centrale a Trepuzzi (LE)
Giovedì 13
·Démodé a Castions delle Mura (UD)
·Napoli Centrale a Montenero di Bis. (CB)
Venerdì 14
·Napoli Centrale a Frasso Telesino (BN)
·Sensations Fix a Cascina (PI)
Sabato 15
·PFM a Popoli (AQ)
·Gnu Quartet a S.Fruttuoso di Camogli(GE)
·Napoli Centrale a Sarno (SA)
Domenica 16
·PFM a Forte dei Marmi (LU)
·Inchanto a Castignano (AP)
·Napoli Centrale a Gaeta (LT)
Lunedì 17
·Inchanto a Castignano (AP)
·PFM a Alcara Li Fusi (ME)
·Napoli Centrale a S. Maria a Vico (CE)
·Alessio Vito a S. Stefano del Sole (AV)
Martedì 18
·Conqueror ad Alì Terme (ME)
·Inchanto a Castignano (AP)
·Napoli Centrale a Gubbio (PG)
·Estro a Cerveteri (Roma)
·Alan Sorrenti a Soverato Marina (CZ)
Mercoledì 19
·Inchanto a Castignano (AP)
Giovedì 20
·Napoli Centrale a Ravello (SA)
Venerdì 21
·Inchanto a Radicofani (SI)
Sabato 22
·Inchanto a S. Qurico d'Orcia (SI)
·Napoli Centrale ad Arce (FR)
·Lachesis a Cassano d'Adda (MI)
·Sintonia Distorta a Lodi
·Alan Sorrenti a Mirabella Imbaccari (CT)
·Mad Fellaz a Riese Pio X (TV)
·FixForb a Roccasecca dei Volsci (LT)
Lunedì 24
·Mechanical Butterfly ad Acireale (CT)
Martedì 25
·Tacita Intesa a Cortona (AR)
Sabato 29
·Roccaforte a Viarigi (AT)
·Le Orme a Villaguardia (CO)
Domenica 30
·Alan Sorrenti ad Ascoli Piceno
·Tacita Intesa ad Agazzi (AR)
Lunedì 31
·Roccaforte ad Alessandria
·Agalloch a Brescia
·Trewa a Mariano Comense (CO)
·La Batteria a Grotte di Castellana (BA)
·Inchanto ad Abbadia S. Salvatore (SI)
·Inventionis Mater ad Abbadia S. S. (SI)
·Démodé a Zoppola (PN)
·Lingalad a Palazzuolo sul Senio (FI)
·Napoli Centrale a Locri (RC)
Domenica 2
·Carl Palmer a Ficulle (TR)
·Démodé a Sedilis (UD)
·Napoli Centrale a Giovinazzo (BA)
·Tugs a Livorno
Martedì 4
·UT New Trolls a Roccavivara (CB)
·La Batteria a Terracina (LT)
·Flower Flesh a Cast. Rocca Berbena (SV)
·Ares Tavolazzi Trio a Zero Branco (TV)
Mercoledì 5
·Osanna+Napoli Centrale a Francavilla(CH)
Giovedì 6
·Arturo Stàlteri a Trento
·Tacita Intesa ad Abbadia S. S. (SI)
Venerdì 7
·Gnu Quartet a Pratola Peligna (AQ)
·Napoli Centrale a Pontelandolfo (BN)
·Heartache a Palestrina (Roma)
Sabato 8
·Summer Rock Festival a Trieste
·UT New Trolls a Martina Franca (TA)
·Lachesis a Brembate di Sopra (BG)
·Nohaybandatrio ad Aglientu (OT)
Domenica 9
·Summer Rock Festival a Trieste
·UT New Trolls a Torre De' Picenardi (CR)
·Estro a Lavinio (Roma)
·Nohaybandatrio a Carbonia (CI)
·Arturo Stàlteri a Cerveteri (Roma)
·Napoli Centrale a Sant'Arsenio (SA)
Lunedì 10
·GarboDiNeve a Novilara (PU)
·Napoli Centrale a Tortora (CS)
Martedì 11
·Napoli Centrale a Trepuzzi (LE)
Giovedì 13
·Démodé a Castions delle Mura (UD)
·Napoli Centrale a Montenero di Bis. (CB)
Venerdì 14
·Napoli Centrale a Frasso Telesino (BN)
·Sensations Fix a Cascina (PI)
Sabato 15
·PFM a Popoli (AQ)
·Gnu Quartet a S.Fruttuoso di Camogli(GE)
·Napoli Centrale a Sarno (SA)
Domenica 16
·PFM a Forte dei Marmi (LU)
·Inchanto a Castignano (AP)
·Napoli Centrale a Gaeta (LT)
Lunedì 17
·Inchanto a Castignano (AP)
·PFM a Alcara Li Fusi (ME)
·Napoli Centrale a S. Maria a Vico (CE)
·Alessio Vito a S. Stefano del Sole (AV)
Martedì 18
·Conqueror ad Alì Terme (ME)
·Inchanto a Castignano (AP)
·Napoli Centrale a Gubbio (PG)
·Estro a Cerveteri (Roma)
·Alan Sorrenti a Soverato Marina (CZ)
Mercoledì 19
·Inchanto a Castignano (AP)
Giovedì 20
·Napoli Centrale a Ravello (SA)
Venerdì 21
·Inchanto a Radicofani (SI)
Sabato 22
·Inchanto a S. Qurico d'Orcia (SI)
·Napoli Centrale ad Arce (FR)
·Lachesis a Cassano d'Adda (MI)
·Sintonia Distorta a Lodi
·Alan Sorrenti a Mirabella Imbaccari (CT)
·Mad Fellaz a Riese Pio X (TV)
·FixForb a Roccasecca dei Volsci (LT)
Lunedì 24
·Mechanical Butterfly ad Acireale (CT)
Martedì 25
·Tacita Intesa a Cortona (AR)
Sabato 29
·Roccaforte a Viarigi (AT)
·Le Orme a Villaguardia (CO)
Domenica 30
·Alan Sorrenti ad Ascoli Piceno
·Tacita Intesa ad Agazzi (AR)
Lunedì 31
·Roccaforte ad Alessandria
venerdì 31 luglio 2015
IL SEGNO DEL COMANDO, Il Volto Verde (2013)
Nati nel
lontano 1995 e da sempre contraddistinti da uno sguardo verso il passato
glorioso del progressive nostrano, torna Il Segno del Comando, monicker ripreso
da un romanzo di Giuseppe D’Agata e successivamente sceneggiato Rai di successo.
Goblin, Balletto di Bronzo e Jacula vengono citati anche in questo nuovo Il Volto Verde (ancora una volta
pubblicato dalla lungimirante Black Widow), enfatico esempio di plumbeo dark
prog settantiano di grande spessore e suggestione nato dalla voglia di
omaggiare lo scritto di Gustav Meyrink. La band si presenta con una nuova line
up capeggiata da Diego Banchero (basso, tastiere e theremin) dopo l’abbandono
definitivo di Mercy con cui aveva formato la band negli anni ’90 e si presenta
con Maethelyiah alla voce, Fernando Cherchi alla batteria, Roberto Lucanato
alla chitarra e Davide Bruzzi alla chitarra e alle tastiere. Il Segno del Comando nasce a Genova nel 1995 come progetto da studio e
realizza, nell’anno successivo, il primo LP omonimo che viene pubblicato da
Black Widow Records. L’intenzione dei creatori del gruppo è quella di compiere
un’opera di recupero delle sonorità e dei canoni estetici passati. Il disco,
infatti, ruota attorno al famoso romanzo di Giuseppe D’Agata, dal quale lo
stesso gruppo prende il nome e dal quale è tratto lo sceneggiato che ha fatto
da apripista alla lunga serie di produzioni, a puntate, dedicate al mistero e
prodotte della RAI (Radiotelevisione Italiana) negli anni settanta.
Musicalmente la band utilizza un approccio in stile jazz-rock-prog-dark-soundtrack che, per quanto molto personale, trae ispirazione dai grandi gruppi del passato (Goblin, Jacula, Il Balletto di Bronzo… solo per citarne alcuni).
Dopo la partecipazione ad alcune raccolte, viene realizzato il secondo full lenght “Der Golem” (BWR - 2001). Questo lavoro, a differenza del suo predecessore, è caratterizzato per lo più dal recupero di sonorità e stilemi di costruzione melodica tipici della tradizione Mitteleuropea che vengono riutilizzati e coniugati ad un approccio squisitamente sperimentale.
A livello lirico, il concept in questione, rivisita il romanzo esoterico “Der Golem” di Gustav Meyrink.
Essendo un progetto da studio che arruola da sempre musicisti coinvolti stabilmente in altri progetti, Il Segno del Comando, resta inattivo fino al 2010 (malgrado non manchino idee e materiale per concretizzare nuovi lavori) anno in cui, per volontà della BWR e di Diego Banchero, riprende la via dello studio con un ulteriore e importante cambiamento di line up (lo stesso Banchero si trova a gestirne da solo la leadership dopo la rinuncia di Mercy ormai deciso a continuare su altre strade artistiche). Il gruppo partecipa nello stesso anno ad un tribute album dedicato alla band Pierrot Lunaire e pubblicato dalla vicentina MP Records iniziando, subito dopo, i lavori di un nuovo LP.
Il concept dell’album trae ispirazione del romanzo “Il Volto Verde” di Gustav Meyrink opera che, come è noto, rappresenta uno dei punti cardine del testamento esoterico dello scrittore stesso.
Il Segno del Comando ha realizzato il primo video "Chidher il Verde" ed e' in procinto di iniziare una serie di date esclusive a partire dal 2015.Dopo l’intro strumentale eseguito da Freddy Delirio dei Death SS alle tastiere, si parte subito forte con La Bottega delle Meraviglie, dark song perfetta per presentare la voce ipnotica di Maethelyiah, incantesimo che prosegue con Chidher il verde in cui c’è anche un bel lavoro di Giorgio Cesare Neri alla chitarra. Splendida Trenodia delle dolci parole, dove oltre a Neri troviamo l’organo di Maurizio Pustianaz ad accompagnare la sempre bravissima Sophya Baccini al canto, mentre Il Rituale fa da apripista per La congrega dello Zee Dyk, un buon pezzo cantato da David Krieg che forse avrebbe giovato di una minor prolissità. In Il Manoscritto ritroviamo Maethelyiah e il disco torna a decollare, merito anche della doppia chitarra solista formata dalla coppia Roberto Lucanato-Davide Bruzzi, ma un duo da urlo è presente anche nella strumentale L’evocazione di Eva, con Claudio Simonetti (organo, moog e mellotron) e Martin Grice (flauto e sax) dei Delirium a rubarsi la scena e gli applausi … Preme meno sull’acceleratore ma convince ugualmente Retrospettiva di un amore, così come risulta estremamente affascinante l’esoterismo di Usibepu. L’apocalisse è un altro ottimo strumentale di matrice gotica, con Gianni Leone sempre pronto a destreggiarsi tra le sue tastiere e l’organo e di buona caratura è anche il finale di Epilogo, degna conclusione per un come back tra i più interessanti degli ultimi anni (Luigi Cattaneo)
Musicalmente la band utilizza un approccio in stile jazz-rock-prog-dark-soundtrack che, per quanto molto personale, trae ispirazione dai grandi gruppi del passato (Goblin, Jacula, Il Balletto di Bronzo… solo per citarne alcuni).
Dopo la partecipazione ad alcune raccolte, viene realizzato il secondo full lenght “Der Golem” (BWR - 2001). Questo lavoro, a differenza del suo predecessore, è caratterizzato per lo più dal recupero di sonorità e stilemi di costruzione melodica tipici della tradizione Mitteleuropea che vengono riutilizzati e coniugati ad un approccio squisitamente sperimentale.
A livello lirico, il concept in questione, rivisita il romanzo esoterico “Der Golem” di Gustav Meyrink.
Essendo un progetto da studio che arruola da sempre musicisti coinvolti stabilmente in altri progetti, Il Segno del Comando, resta inattivo fino al 2010 (malgrado non manchino idee e materiale per concretizzare nuovi lavori) anno in cui, per volontà della BWR e di Diego Banchero, riprende la via dello studio con un ulteriore e importante cambiamento di line up (lo stesso Banchero si trova a gestirne da solo la leadership dopo la rinuncia di Mercy ormai deciso a continuare su altre strade artistiche). Il gruppo partecipa nello stesso anno ad un tribute album dedicato alla band Pierrot Lunaire e pubblicato dalla vicentina MP Records iniziando, subito dopo, i lavori di un nuovo LP.
Il concept dell’album trae ispirazione del romanzo “Il Volto Verde” di Gustav Meyrink opera che, come è noto, rappresenta uno dei punti cardine del testamento esoterico dello scrittore stesso.
Il Segno del Comando ha realizzato il primo video "Chidher il Verde" ed e' in procinto di iniziare una serie di date esclusive a partire dal 2015.Dopo l’intro strumentale eseguito da Freddy Delirio dei Death SS alle tastiere, si parte subito forte con La Bottega delle Meraviglie, dark song perfetta per presentare la voce ipnotica di Maethelyiah, incantesimo che prosegue con Chidher il verde in cui c’è anche un bel lavoro di Giorgio Cesare Neri alla chitarra. Splendida Trenodia delle dolci parole, dove oltre a Neri troviamo l’organo di Maurizio Pustianaz ad accompagnare la sempre bravissima Sophya Baccini al canto, mentre Il Rituale fa da apripista per La congrega dello Zee Dyk, un buon pezzo cantato da David Krieg che forse avrebbe giovato di una minor prolissità. In Il Manoscritto ritroviamo Maethelyiah e il disco torna a decollare, merito anche della doppia chitarra solista formata dalla coppia Roberto Lucanato-Davide Bruzzi, ma un duo da urlo è presente anche nella strumentale L’evocazione di Eva, con Claudio Simonetti (organo, moog e mellotron) e Martin Grice (flauto e sax) dei Delirium a rubarsi la scena e gli applausi … Preme meno sull’acceleratore ma convince ugualmente Retrospettiva di un amore, così come risulta estremamente affascinante l’esoterismo di Usibepu. L’apocalisse è un altro ottimo strumentale di matrice gotica, con Gianni Leone sempre pronto a destreggiarsi tra le sue tastiere e l’organo e di buona caratura è anche il finale di Epilogo, degna conclusione per un come back tra i più interessanti degli ultimi anni (Luigi Cattaneo)
Chider il verde (Video)
mercoledì 29 luglio 2015
L'IRA DEL BACCANO, Terra 42 (2014)
Terra
42 è
il ritorno dei L’ira del Baccano a distanza di ben sei anni dal precedente Si non sedes is, ed è un lavoro
nuovamente contraddistinto da suoni cosmici e visioni drogate che hanno la
capacità di affascinare e confondere chi ascolta. Un trip fresco e decisamente
convincente in cui i romani sono cerimonieri e alfieri di uno stoner
psichedelico strumentale e dilatato che sa essere acido e dannatamente
roboante. Colpiscono gli impianti ritmici costruiti dalla coppia formata da
Alessandro Salvi (batteria) e Luca Primo (basso), gli spunti chitarristici di
Alessandro Santori e Malerba (alla slide) e i passaggi disegnati dai synth
(suonati da entrambi), che definiscono un sound ancestrale e propulsivo. Tre
lunghi brani (Phase I, II, III)
complessi ma scorrevoli, ampiamente strutturati ma fluidi, concepiti
all’interno di un quadro che contiene elementi space, doom, progressive e free.
L’interplay dei quattro è l’anima di un disco molto riuscito in cui incontriamo
My Sleeping Karma, Nebula, Ozric Tentacles e attitudine settantiana Hawkind
style, un percorso psichedelico di grande impeto che pur non essendo di presa
immediata ha la capacità di colpire sin da subito. Emergono tante piccole
influenze curate in maniera personale e matura, un susseguirsi di accelerazioni
e rallentamenti ottimamente gestiti e per nulla prolissi, pur nella lunghezza
delle tracce proposte (pericolo sempre dietro l’angolo in produzioni del
genere). Le tre fasi di Terra 42 risultano
quasi il frutto di una libera jam psichedelica, potente e abrasiva, un lavoro
d’equipe in cui ognuno riesce ad esprimere tensioni e creatività. Il disco è un
viaggio assolutamente imprescindibile per chi ama certi suoni, merito di trame
di grande valore e una registrazione che permette di assaporare ancor di più
particolari e sfumature. Consiglio di ascoltare o acquistare l’album dalla loro
pagina ufficiale https://liradelbaccanoofficial.bandcamp.com/
o tramite il sito della Subsound Records www.subsoundrecords.it
(Luigi Cattaneo)
lunedì 27 luglio 2015
MOSAICO, Vola (2014)
Vola
è
il primo album dei Mosaico, un sestetto (Enrico Nesi alla voce, Cristian Dima
al basso, Nicola Cambri alle tastiere e alla fisarmonica, Alessandro Capanni
alla batteria, Fabrizio Biscontri alla chitarra e Simone Batignani equamente
diviso tra congas, udu, bongos, jamblocks, cembali e shaker) distribuito da
Lizard Records dalle sonorità molto ricche e sfaccettate. Spiccano parecchio le
doti cantautorali di Nesi, le qualità tecniche di Cambri e il percussionismo
dai tratti etnici di Batignani, bravo nell’appoggiare le determinate ritmiche
della coppia Dima-Capanni, così come sempre misurati e precisi appaiono gli
interventi di Biscontri. La band di Grosseto predilige un approccio di squadra,
una coesione d’intenti che si traduce in brani di media durata (solo uno supera
i sei minuti) vicini alla forma canzone, aspetto molto curato e decisamente
congeniale al gruppo. Attenzione naturale per passaggi inclini ad un certo folk
cantautorale che può ricordare Fabrizio De Andrè, Angelo Branduardi o Francesco
Guccini ma sospinti da un palese amore per P.F.M. e Banco del Mutuo Soccorso da
cui hanno catturato spirito e suoni. Progressive rock settantiano imbevuto di
grandi spunti melodici che possono conquistare anche chi non ascolta abitualmente
questo genere, complici anche dei testi capaci di raccontare e far riflettere. Difficile
non citare l’iniziale title track, la sorprendente Il Bivio o Lenti passi
(in cui appare Lorenza Baudo ai cori), tutte composizioni dinamiche e ben
strutturate. Ogni traccia risulta interessante, soprattutto le scelte timbriche
effettuate e la visione maggiormente pop che hanno del progressive, risvolti
che determinano una personalità già piuttosto spiccata. Vola è un disco fresco, maturo, piacevole e capace di presentarci
una band dalle idee chiare e convincenti (Luigi Cattaneo)
Qui di seguito il link per ascoltare l'intero album
martedì 21 luglio 2015
PETE OXLEY/NICOLAS MEIER, Chasing Tales (2015)
(dipinto creato dall'artista milanese Lorena Trapani con colori acrili su cartone telato (30x40)
Un album di due chitarristi che può impressionare e appassionare anche chi musicista non è. Questa in estrema sintesi Chasing Tales del duo formato da Pete Oxley e Nicolas Meier, un lavoro di coppia in cui il jazz acustico è la base di partenza per tracciare linee sonore in grado di valicare certi steccati. Pubblicato ad inizio 2015 dopo mesi di attività comune, Chasing Tales si presenta come un prodotto solido e abbastanza dinamico, con composizioni ricche di grazia qualunque sia il tipo di chitarra utilizzato (steel, synth, elettrica, acustica, nylon e diverse altre…). Difficile non parlare bene di un operazione di questo tipo, generosa di picchi melodici calibrati e di naturale bellezza armonica, similare per intensità a quanto espresso da grandi maestri come John Mclaughlin, Pat Metheny o Michael Hedges. Un sound attuale che parte dal Regno Unito per toccare vette latine e mediorientali, un percorso in cui lo stile dei due si fonde, dialoga, racconta tracciando traiettorie di grande luminosità, spontanee ma articolate, sfaccettate ed estremamente “calde”. Una resa live che evidenzia ancor di più il misurato interplay creatosi tra i due, un incontro capace di trasportare chi ascolta, uno sguardo contemporaneo sul jazz nato dall’unione tra due chitarristi non solo capaci tecnicamente ma soprattutto forieri di grande gusto melodico. Dopo Travels to the west del 2012 la coppia fornisce un’altra prova di spessore, costruzione in bilico tra impennate virtuose e pura emozionalità, ballate delicate e momenti leggermente più spinti. Chasing Tales è un raffinato e piacevole incontro tra jazz, sprazzi classici, variazioni etniche e tropical che può davvero rappresentare una piccola sorpresa per gli amanti di certe sonorità. (Luigi Cattaneo)
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