giovedì 23 gennaio 2025

NIGHTBLAZE, Nightblaze (2024)

 

Uscito nel 2024, l’omonimo album dei Nightblaze è l’esordio della band formata da Dario Grillo (chitarra, tastiere, già mente dietro il progetto Platens, di cui abbiamo parlato in occasione dell’uscita dell’ottimo Of poetry and silence mastery, e Violet Sun). Con lui in questa nuova avventura troviamo Damiano Libianchi (ex Perfect View) alla voce, Alex Grillo (Platens, Violet Sun, Verdemela) alla batteria e Federica Raschellà (Steel Tyrant, Evil Eyes) al basso. Le coordinate di questo debutto guardano all’AOR più classico, quello degli anni ’80, con qualche trama maggiormente hard rock, un connubio che chiaramente già si conosce, qui declinato con mestiere, professionalità e soprattutto grande cultura, elementi che delineano una scrittura solida e vivace, immortalata in brani senza difetti come Take on me, You’re gone e Sudden blast. Tutto lascia trapelare l’amore per quelle atmosfere ottantiane, dalla scelta dei suoni all’artwork, con l’Atomic Stuff casa promozionale perfetta per trovarsi a proprio agio, come è successo ad altre realtà italiane attuali (Wheels of fire, Room Experience o Night Pleasure Hotel, giusto per citare qualche band da riscoprire in campo AOR). (Luigi Cattaneo)

Tell me (Video)



martedì 21 gennaio 2025

CLAUDIO FASOLI NEXT 4ET, Hasard (2024)

 

Terzo album in poco più di due anni per Claudio Fasoli NEXt 4et, che con Hasard (ancora pubblicato da abeat) conferma lo spirito e la visione di cui sono intrisi i suoi ultimi ottimi lavori. Il sassofonista veneziano non è però autore lineare e anche stavolta trova il modo di proporre trame fantasiose e creative, coadiuvato da Simone Massaron (chitarra, elettronica), Tito Mangialajo Rantzer (contrabbasso) e Stefano Grasso (batteria), bravissimi nello sviluppare con fluidità e intelligenza idee sempre personali. D’altronde avere un punto di vista proprio è caratteristica dell’intera carriera di Fasoli, oltre 50 anni condivisi con musicisti di differente estrazione, ma con il denominatore comune del coraggio. Aspetto che gioca un ruolo chiave pure in Hasard, dove anfratti elettroacustici e pulsioni jazz rock incontrano soluzioni atmosferiche portatrici di spettri inquieti, come la porta socchiusa dell’artwork, una foto di Claudio, che suggerisce, cela, non mostra cosa ci possa essere oltre. Il passato come spinta per nuove contaminazioni, essenziali ed eleganti, un’estetica precisa in cui si muovono silenzi e profonde scosse, un principio di intermittenza gestito all’interno di uno spazio dove ogni cosa ha la propria funzionalità comunicativa. Hasard è l’ennesima dimostrazione di costanza di un Maestro capace sempre di suscitare sentimenti in chi ascolta, oltre che prospettare nuovi capitoli di una ricerca non ancora giunta alla sua conclusione. (Luigi Cattaneo)

Rit (Video)



sabato 18 gennaio 2025

LUCA & THE TAUTOLOGISTS, Suddenly Last Summer The Complete Nitön Lab Session (2024)

 


Curiosa doppia uscita per il progetto Luca & The Tautologists, che, dopo l’esordio Paris Airport ’77 del 2023, pubblica questo Suddenly Last Summer The Complete Nitön Lab Session e Poetry in the Mean-Time (di cui parleremo prossimamente). L’edizione in CD consta di 4 brani e 2 bonus, poco meno di 30 minuti ricchi e corposi, in cui Luca Crippa (voce, chitarra) viene accompagnato da Paolo Roscio (basso) e Deneb Bucella (batteria). È proprio il bassista a suggerire di registrare al Nitön Lab di Varese alcuni brani che sarebbero dovuti finire su un lavoro programmato per il 2025. Da qui nasce l’idea di sviluppare due dischi in differenti studi, con l’ep in questione che si avvale anche delle collaborazioni di Francesca Paduano (voce) e Luca Xelius Martegani (tastiere, elettronica), che ha mixato e masterizzato il prodotto insieme a Enrico Mangione. L’elegante e notturna vena folk di Luca incontra traiettorie alternative, tra Bruce Cockburn e Wilco, aspetti che dipingono brani come Mistery … the greatest, Indian Breeze e At the movies, raffinati ed evocativi. Piccola chicca di una discografia breve ma già molto curata, tre album in poco più di 1 anno e la sensazione di un progetto in decisa crescita. (Luigi Cattaneo)

giovedì 16 gennaio 2025

IFSOUNDS, MMXX (2023)

 

Ottimo ritorno per gli abruzzesi Ifsounds, band di cui abbiamo già parlato in occasione di Reset e An Gorta Mor, e che ritroviamo in grande forma con l’ultimo MMXX, uscito nel 2023 per Melodic Revolution Records. Si tratta di uno dei lavori più ambiziosi del sestetto formato da Lino Giugliano (tastiere), Dario Lastella (chitarra, basso, synth), Lino Mesina (batteria), Italo Miscione (basso), Runal (voce) e Ilaria Carlucci (voce), autori di una settima prova in studio (ma c’è anche un ep, Unusual roots, del 2011) che risulta essere la punta di diamante, insieme al precedente, di una storia iniziata nei ‘90 (seppure l’esordio a nome If, mantenuto anche per il successivo album, è del 2006). In questi anni la band ha toccato diversi generi, ha sì sempre guardato al progressive ma con uno sguardo per nulla nostalgico, seppure la suite iniziale di questo disco è il vero e proprio fiore all’occhiello dell’album, 24 minuti di magia e pathos, in un crescendo di suggestioni e lirismo davvero riuscito, che rimanda sia ad Apeirophobia del 2010, notevole episodio presente sull’omonimo, sia alla lunga title track di An Gorta Mor. L’impegno nella fase di songwriting e le tante idee profuse in MMXX sono il veicolo del pensiero da cui è nata l’opera, ossia il generale senso di smarrimento dell’uomo nell’epoca attuale, narrato attraverso un lavoro corale che risalta i concetti posti, tra prog, psichedelia e rock, una fusione che trova la propria amalgama all’interno di brani sempre più maturi, complessi e raffinati. (Luigi Cattaneo)

MMXX (Video)



mercoledì 8 gennaio 2025

ANÈDONE, Io o il mondo (2024)

 


Ritorno tutt’altro che scontato per il progetto di Francesco Martinello, Io o il mondo, nuovo album targato Anèdone, è infatti un racconto dove si palesano elementi di innovazione rispetto al percorso sin qui intrapreso. Poesia e intuizioni sonore vanno a braccetto e contraddistinguono un lavoro raffinato e di grande impatto emotivo, un concept in tre parti figlio di ricerca e cura del dettaglio, che fanno di quest’opera proposta compiuta e copiosa di suggestioni. I tanti frangenti strumentali suggeriscono gli umori e le sensazioni con cui si è approcciato Francesco verso le trame esposte, sviluppate grazie ad un saggio uso della materia elettronica, atta a disegnare scenari psichedelici e ambient. Il violoncello di Alice Micol Moro e il sax di Max Tarantino creano la giusta atmosfera nella splendida Un uomo alla finestra (divisa in due sezioni), le liriche di Oscillazioni omaggiano il drammaturgo tedesco Heiner Müller, la lunga Memories in August_A dinner risulta affascinante e misteriosa, mentre Afronauta è ispirata alle vicende di Mandla Maseko, aviatore africano morto nel 2019, poco tempo prima di diventare il primo astronauta di colore ad andare nello spazio. Martinello conferma la capacità di donare al suo cantautorato espressioni differenti e variegate, ora più cupe, ora più sospese, ma sempre fortemente malinconiche e vellutate. (Luigi Cattaneo)

martedì 7 gennaio 2025

SKW, Reversal (sinolo 2024)

Reversal è il nuovo singolo degli SKW, un brano che esplora il tormento di chi si sente imprigionato in un mondo di falsità. È il racconto di un’anima in lotta per superare i propri limiti senza tradire i propri valori, animata dal desiderio di migliorarsi. Il pezzo si pone come un inno alla determinazione, alla speranza, e alla volontà di non abbandonare mai i propri sogni, invitando a combattere per realizzarli.

Il videoclip che accompagna Reversal, realizzato in collaborazione con VIVAFX, si tinge di atmosfere horror, amplificando l’intensità e la profondità emotiva del brano, che con le sue sonorità industrial-alternative risulta adatto agli amanti del Reverendo Manson.

Guarda il videoclip di Reversal qui https://www.youtube.com/watch?v=2SIKEXSH8vU&ab_channel=officialskw

Ascolta Reversal qui: Youtube - Spotify - YouTube Music - Apple Music - Deezer - Amazon


Gli SKW sono una delle realtà più longeve e affermate del panorama rock/metal italiano. La band nasce a Milano nel 1989 con il nome Skywalker, per poi adottare l’attuale denominazione nel 1998. La formazione stabile dal 1996 include Marco Laratro (voce), Simone Anaclerio (chitarra), Mirko Voltan (basso) e Giancarlo Piras (batteria). La loro storia è costellata da successi e collaborazioni prestigiose: dal debutto con il demo-tape del 1992 fino alla svolta internazionale con l’album Techno-Logical del 1998, distribuito in tutto il mondo da Adrenaline Records. Il gruppo ha calcato palchi di rilievo, suonando al fianco di artisti del calibro di Soulfly, Amorphis e Jason Newsted dei Metallica. Il sound degli SKW evolve nel tempo, integrando aggressività e melodia, con una costante tensione verso l’innovazione musicale. Ogni album, da Connection (2000) ad Alter Ego (2005) fino a Signs (2014), ha rappresentato un passo avanti nella maturità artistica della band. Nel 2021, dopo anni di tournée internazionali, gli SKW tornano in studio sotto la guida del produttore Frank Andiver. Tra il 2022 e il 2023 pubblicano una serie di singoli di successo, tra cui Mindset, Inside Out con la partecipazione di Alteria, e la cover del classico anni '80 Face to Face, Heart to Heart. Il 2024 segna un momento cruciale per la band con l’uscita dell’album Humans, edito da Sorry Mom/Be Next Music e distribuito da Universal Music. Da questo progetto, che conferma la loro identità potente e versatile, sono stati tratti diversi singoli e videoclip, tra cui il recente Voice Of Fear e l’ultima potente release, Reversal. Con oltre tre decenni di carriera, gli SKW continuano a dimostrare che la loro musica non conosce confini, portando la loro energia e creatività sui palchi di tutto il mondo.

SIGN IN BLOOD, Stoned (singolo 2024)

Stoned,il nuovo brano dei Sign in Blood, esplora con intensità il tema del tradimento e della perdita, dando voce a un narratore intrappolato tra il senso di colpa e il desiderio di redenzione. Il testo riflette una profonda introspezione: l’autore si confronta con il dolore causato a un’altra persona, riconoscendo le proprie colpe e il peso delle proprie azioni.

L’angoscia interiore e la ricerca di significato emergono come temi centrali, dipingendo un percorso di lotta e autoconsapevolezza. Tra rimorso e tormento, il narratore cerca disperatamente il perdono e la liberazione dalla colpa, anelando pace e guarigione.

Con strofe thrash metal e rallentamenti hard'n'heavy nel chorus e nel bridge, Stoned è un viaggio emotivo attraverso il dolore, il rimpianto e il desiderio di rinascita, capace di toccare corde profonde e universali. Una testimonianza potente del conflitto interiore e della speranza di redenzione. 



Ascolta Stoned su Youtube qui https://www.youtube.com/watch?v=6s4TTnZZoTM&list=OLAK5uy_nG2bcdBXLzOK9EvYbSbjE4KI-Ob3-APr8&ab_channel=SignInBlood-Topic

Oppure sulla tua piattaforma preferita qui https://orcd.co/signinblood-stoned

I Sign In Blood, SIB per gli amici, nascono nel 2021 a Roma dalle ceneri dei Nightkill e dalle idee di Marco (chitarra), Cino (basso), Filippo (batteria).

Durante la pandemia entra Max alla voce e iniziano a scrivere e registrare i primi brani. I SIB iniziano ad avere un’identità delineata e uno stile inconfondibile, il loro heavy metal ha forti influenze thrash con sfumature anni 90.

Dopo anni di assestamento con diversi cambi nella line up, trovano la formazione completa con Frappa alla batteria, Quattro al basso e Alex alla chitarra.

All'inizio del 2023 si chiudono al 16th Cellar Studio per registrare il loro primo EP Feed the Monster che vede la luce a settembre 2023 e ad aprile 2024 firmano per la label Sorry Mom!, con cui escono i singoliThrough the deep Night e Stoned.


domenica 29 dicembre 2024

AIRPORTMAN, Ed è subito autunno (2024)

 


Nuovo lavoro targato Airportman, progetto da sempre artefice di un sound a cavallo tra soundtrack, post, psichedelia e ambient, elementi che in parte ritroviamo anche in questo Ed è subito autunno, un album fortemente malinconico e suggestivo, caratteristiche che spesso hanno caratterizzato i dischi della band. La differenza rispetto ad altre uscite è che ci troviamo fondamentalmente dinnanzi ad un’opera concepita da Giovanni Risso e Marco Lamberti con le loro chitarre, un dialogo tra i musicisti volutamente senza sovraincisioni, talvolta scarno, sintetico, ma estremamente spiccio e diretto. L’approccio maggiormente asciutto rispetto a produzioni del passato non è però un’aggravante, quanto l’ennesima manifestazione di come Airportman concepisca l’arte, senza barriere, senza filtri, senza recinti, una dimensione di assoluta libertà comunicativa, sospinta da un’etichetta, la Lizard Records di Loris Furlan, da sempre in prima linea per il nostrano (e non solo) underground. (Luigi Cattaneo)

lunedì 23 dicembre 2024

ANDREA ZACCHIA, HBPM (2024)

 


Primo lavoro solista per l’ex chitarrista dei Bridgend Andrea Zacchia, qui in trio jazz con Angelo Cultreri all’Hammond e Maurizio De Angelis alla batteria. Curioso il titolo del disco, HBPM, acronimo di High Beat Per Minute ma anche tributo all’Hard Bop e a Pat Martino, influenze che emergono nette lungo l’ascolto dell’album, assolutamente gradevole in tutta la sua durata. Non ci sono tracce della band di cui ha fatto parte per diversi anni Zacchia, quindi nessuna trama post rock o progressiva tra le pagine di HBPM, una scelta netta spiegata con cura da Andrea stesso. L’idea dell’album nasce nel 2023, dopo un anno di intensa attività live del mio Hammond Trio, un progetto dedicato principalmente a Montgomery in occasione del centenario della sua nascita. Con Cultreri e De Angelis abbiamo trascorso molto tempo insieme cercando un sound che fosse energico come quello degli organ trio di Montgomery e Martino e i quattro brani inediti del disco sono frutto di quel lavoro di ricerca. Oltre agli inediti contiene quattro brani standard, che rappresentano altrettanti importanti momenti musicali della mia vita che volevo fissare in questo disco come una fotografia. Si sviluppano così omaggi come The days of wine and roses di Henry Mancini e How insensitive di Jobim, ma anche composizioni originali come The ambush, che si muove agile tra swing e bossanova e Giordano’s Blues, classica ma coinvolgente. Send in the clowns di Stephen Sondheim, tratta dal musical A little night music, qui arrangiata per chitarra, è la piacevole chiusura di un esordio ricco di suggestioni. (Luigi Cattaneo)


mercoledì 18 dicembre 2024

BUTTERFLY, Hit (2024)

 


Notevole lavoro in trio quello dei Butterfly (Bruno Marinucci chitarra, Pierpaolo Ranieri basso, Marco Rovinelli batteria), che fondono in Hit jazz rock, psichedelia e post, un crossover intelligente, tenuto insieme dall’utilizzo lieve ma incisivo dell’elettronica. I sette brani presenti nel disco scorrono via e colpiscono per personalità e idee, ma d’altronde ci troviamo dinnanzi a musicisti esperti e dal grande bagaglio tecnico, capaci di gestire le varie influenze senza perdercisi dentro. La forza che emana questa terza uscita strumentale trova in brani come Artemisio o Petricore lo sbocco naturale su cui si muove con grande naturalezza la band, che ha saputo creare uno spartito sì complesso ma fruibile, strutturato ma non ripiegato su sé stesso, quanto più comunicativo e dal brillante piglio. Balzo in avanti e maturazione definitiva per un progetto davvero interessante e curioso. (Luigi Cattaneo)


martedì 17 dicembre 2024

B.I.T. DUO, Puccini, my love (2024)

 


Arriva al terzo disco il B.I.T. duo (Manuela Pasqui al piano e Danielle Di Majo al sax), che con Puccini, my love, si cimenta nella rilettura di alcuni passaggi che hanno segnato la vita del celebre compositore nativo di Lucca. Oltre agli omaggi celebri, il duo ha scritto anche alcuni brani di proprio pugno, rimarcando la vena jazz del progetto, che sposa, con armonia, arie d’opera di Puccini. O mio Babbino caro, Mi chiamano Mimì o In quelle trine morbide sono momenti altamente suggestivi ed eleganti di un album intriso di melodie indimenticabili, in cui le due interpreti si sono cimentate in maniera coraggiosa e brillante. I temi vengono quindi esposti in modo personale ma sempre tenendo in grande considerazione l’arte del Maestro toscano, con diverse elaborazioni che donano una certa consistenza all’insieme proposto. La prospettiva di poter lavorare su altre immortali pagine dei tanti compositori italiani che hanno segnato l’opera mondiale, potrebbe essere la base da cui partire per sviluppare ulteriori tributi alla nostra tradizione classica. (Luigi Cattaneo)




martedì 10 dicembre 2024

SOUTHLANDS, Still play'n (2024)



Interessante ritorno per i Southlands (Dario Saini voce, Riccardo Caldin basso, Michele Romani batteria, Fabrizio Sgorbini chitarra, Roberto Semini chitarra), una band da sempre guidata dalla passione per il rock, il folk e il country di matrice americana, quello di Bruce Springsteen, Bob Dylan, John Mellencamp e Creedence Clearwater Revival. Dall’esordio sono passati ben 15 anni, e il tempo ha portato la band a costruire questo corollario di Americana che risponde al nome di Still play’n, dove non mancano accurati risvolti bluesy e southern, oltre ad una serie di ospiti di grandissimo livello (tra cui Sara Cantatore alla voce, Marco Rovino alla chitarra, Mario Zara alle tastiere, tra i maggiormente presenti nelle varie tracce). Un album evocativo e accattivante, tipico di certa musica Made in USA, maneggiata con grande esperienza da una band che è tornata con un disco davvero di grande fascino. (Luigi Cattaneo) 

On the border (Video)



venerdì 6 dicembre 2024

DIEGO BANCHERO TRIO, Il comunicato stampa di Gathered Lectures from a Lifetime

Primo album de Il Diego Banchero Trio in uscita il prossimo 18 gennaio 2025. Il titolo sarà: “Gathered Lectures from a Lifetime”. 


Il progetto solista di Diego Banchero (musicista noto soprattutto per essere il bassista e compositore della band genovese Il Segno del Comando) giunge finalmente alla prima uscita discografica dopo quasi due anni di regolare attività live. Il disco è stato registrato in presa diretta al Nadir Studio (Genova) nel novembre 2023, ma si è atteso un anno per concludere tutte le fasi di produzione a causa dell’intensa mole di impegni di Diego su altri frangenti artistici. Ora i tempi sono maturi! La track list di quest’opera e caratterizzata da 12 composizioni strumentali. Alcune di esse sono nuovi arrangiamenti di opere già pubblicate nei dischi dei progetti nei quali Diego è stato compositore. Non mancano neppure brani originali scritti appositamente per questo lavoro. Il risultato finale può essere descritto coma una sorta di jazz rock a tinte scure nel quale le sonorità darkeggianti si fondono con influenze derivanti dal funk delle colonne sonore dei film “poliziotteschi” anni ’70. Il titolo di questo lavoro è “Gathered Lectures from a Lifetime” e hanno partecipato Roberto Lucanato alla chitarra e Fernando Cherchi alla batteria (entrambi collaboratori di lunga data di Diego). La produzione è affidata alla Tricephale Independent Production. L’opera verrà stampata in CD nel numero di 200 duecento copie. Per info, preorder o acquisto è possibile scrivere all’indirizzo E-mail diegobanchero@alice.it. 

Il disco verrà presentato nella data di apertura delle Lady Prog Nights che si svolgerà proprio il 18 gennaio 2025 presso L’Angelo Azzurro di Genova.



giovedì 5 dicembre 2024

MARK WINGFIELD, The gathering (2024)

 


Ottimo ritorno per Mark Wingfield, chitarrista che ha trovato nella Moonjune Records l’etichetta ideale per esprimere le sue idee e il suo talento. Registrato insieme a Gary Husband (tastiere, piano e batteria in tre brani), Asaf Sirkis (batteria), Tony Levin e Percy Jones (a dividersi le parti di basso), The gathering è un lavoro che abbina progressive e fusion con grande esperienza, complice anche una delle migliori line up che si possano trovare nei dischi di Wingfield. Le trame strumentali che caratterizzano l’opera hanno diverse sfumature, tutte incentrate su una certa libertà esecutiva, atta a esplorare costruzioni insolite ma brillanti (su tutte The corkscrew tower, The listening trees e The lost room). Le classiche escursioni tra generi degli album di Mark, e più in generale dell’etichetta di Leonardo Pavkovic, trovano in The gathering una visione d’insieme che mostra come ci si possa muovere lungo più binari, risultando credibili e interessanti. (Luigi Cattaneo)


martedì 3 dicembre 2024

Q-BIZM, Corduroy shorts (2020)

 

Bellissima scoperta i Q-Bizm, band che tornava in pista con questo Corduroy shorts nel 2020 (dopo un esordio addirittura del 2004!), e che da allora non ha purtroppo più pubblicato nulla. Le atmosfere evocate da Francesco Corrias (batteria), Etn Hunyady (chitarra), Filippo Gaetani (basso, chitarra, voce), Francesco Longhi (tastiere), Alessandro Riccucci (sax), Stefano Lunardi (violino) e Thomas Murley (voce) rimandano al jazz rock, al funky, al Canterbury sound e al prog settantiano, tra brani ammalianti e trame strumentali ineccepibili. Un lavoro che probabilmente beneficia anche della durata, 35 minuti circa, che rendono l’ascolto ancora più fluido e dinamico, con l’alternanza tra cantato e strumentale che risulta piuttosto azzeccata. Basti ascoltare la funkeggiante 3131, la dinamica Black truck o la coinvolgente Kyodo Shuffle per rendersi conto della qualità dei toscani, bravissimi nel sintetizzare egregiamente e con naturalezza le varie anime dell’eclettico progetto Q-Bizm. (Luigi Cattaneo)

3131 (Video)




domenica 1 dicembre 2024

QUANAH PARKER, Nel castello delle fate (2024)



Tornano a distanza di ben 9 anni i Quanah Parker del tastierista Riccardo Scivales (ma in mezzo c’è stato il succulento DVD+CD A Big Francesco: Live at Festival Rock Progressive 2016-2018, uscito nel 2019), tempo che è servito, a sentire la nuova opera da poco pubblicata, a maturare ulteriormente un sound intriso di suggestioni e visioni. Il progressive sinfonico dei veneti, in giro da inizio anni ’80 nella prima storica formazione, trova in questa terza prova in studio, Nel castello delle fate, l’espressione massima sin qui elaborata, complice anche una line up completata da Meghi Moschino (voce, percussioni), Giovanni Pirrotta (chitarra), dall’ex Elisir D’ambrosia Alessandro Simeoni e da Paolo Ongaro (batteria), tra le migliori avute nel corso della carriera (da segnalare come Special Guest in alcune composizioni anche una figlia di Riccardo, Martina Scivales). Il tastierista, da par suo, è stato bravissimo nel costruire un immaginario fiabesco ma anche onirico ed esoterico, un racconto sviluppato testualmente dalla Moschino da seguire passo dopo passo e che ha l’innata capacità di evocare immagini. Nel castello delle fate è un concept album sul Potere Guaritore della Musica, un potere che è tanto più forte quando ti è donato dalle mani di una Donna. Il suo protagonista è un uomo che si è smarrito e giunge in un misterioso castello abitato da bellissime Dame Fatate. Al suo arrivo, esse fuggono e si disperdono su per lo scalone del castello, per poi invitarlo ognuna nella propria stanza e sedurlo con la loro Bellezza e le loro Arti Magiche. Con ammalianti melodie e la forza del loro Amore, lo guariscono infine dai suoi mali fisici e interiori. Il protagonista è ora un uomo nuovo, che esce dal Castello e si ritrova bambino a camminare tra l’erba alta di un meraviglioso prato luminoso, dove sua madre lo attende e lo prende per mano. Chi conosce la band sa cosa aspettarsi, tra aperture sinfoniche, tempi dispari, strutture elaborate come non mai e una scrittura sempre attenta a stare in bilico tra complessità e immediatezza, aspetti che ritroviamo in brani pieni di grazia come Intrada e voci di fateStanze di luci antiche Strega fatata, Fata stregata, che sanno essere soavi, energici e raffinati. Nel castello delle fate è il disco maggiormente compiuto dei Quanah Parker, un lavoro ricco di pathos e pregno di una simbologia mistica non banale, un’affermazione che meriterebbe una maggiore esposizione, magari quella del palco del 2Days Prog + 1 di Veruno 2025 … (Luigi Cattaneo)

Strega fatata, Fata stregata (Video)

https://www.youtube.com/watch?v=arp9YT6yBbc




venerdì 29 novembre 2024

SILENZIO PROFONDO, Terra Madre (2024)

 

Terzo disco per i Silenzio Profondo, band attiva dal 2006 e di cui abbiamo spesso parlato dalle pagine del portale. Anche questo nuovo lavoro conferma il quintetto (Maurizio Serafini voce, Gianluca Molinari chitarra, Manuel Rizzolo chitarra, Tommaso Bianconi basso, Alessandro Davolio batteria) tra i gruppi di punta dell’heavy nostrano, rigorosamente cantato in italiano e con uno sguardo al progressive metal, una costante che probabilmente negli anni è andata ad accentuarsi, passo dopo passo. È facile quindi incontrare soluzioni in odore di Iron Maiden, Saxon e Strana Officina, seppure la strada intrapresa dai mantovani sia sempre più personale e matura, e conferma arriva dall’attuale Terra madre (ancora distribuito dall’eccellente Andromeda Relix), un album pieno di idee, strutturate adeguatamente e rifinite da un songwriting davvero interessante. Ne sono esempio brani come l’aggressiva Terra 51, la progressiva Quarantena o la classicheggiante Tempesta di meteoriti, tra gli episodi maggiormente suggestivi di un ritorno che mette di nuovo in luce il talento espressivo di una solida realtà dell’italico underground. (Luigi Cattaneo)

Uomo sospeso (Official Video)



martedì 19 novembre 2024

RACHEL GOULD & SAL NISTICO, Anthology Quintet 1984 (1984)

 

Reperto storico per Rachel Gould (voce) e Sal Nistico (sax), accompagnati qui da Frank Stagnitta (piano), Victor Kaihatu (contrabbasso) e Clarence Becton (batteria), un disco che arriva ai giorni nostri grazie all’intraprendenza della Caligola Records, eccellenza italiana quando si parla di jazz. La Gould, in giro dai primi ’70, ma ancora oggi tra le più dotate voci in circolazione quando si parla di jazz, con all’attivo collaborazioni con nomi di spicco (tra cui Chet Baker), dimostra in questa registrazione del 1984 (svoltasi alla Bayerischer Rundfunk, emittente radio di Norimberga) lo stato di grazia in cui versava lei, il suo compagno Sal (scomparso prematuramente nel 1991) e i musicisti che la seguivano, tecnicamente ineccepibili e sospinti da una grazia percepibile sin dalle iniziali Empty room e Why do your children cry?. Le note classiche della seguente Dancing on a Dime ci conducono a metà album, dove incontriamo Birthday blues, lungo brano pregno di pathos e sentimento, prima di This Merry-Go-Round e More of me, due composizioni che oscillano tra malinconia, melodie vellutate e aperture solistiche. Chiusura affidata alla strumentale Vain regret, splendido episodio finale di un album consigliatissimo per chi vuole scoprire o riscoprire due figure importanti ma troppo poco citate del jazz. (Luigi Cattaneo)

Full Album



QUARTET DIMINISHED, Deerand (2024)

 

Con lo sguardo sempre proiettato in territori “altri”, fiera di aver dato voce a gruppi che si muovono con orgoglio lungo traiettorie coraggiose, in quella che è una sorta di missione. Stiamo parlando della Moonjune Records di Leonardo Pavkovic, che questa volta ci conduce in Iran, alla scoperta del Quartet Diminished (Ehsan Sadigh chitarra, Mazyar Younesi piano acustico, Soheil Peghambari clarinetto, sax, Rouzbeh Fadavi batteria). Il progetto, nato nel 2013 grazie alla volontà di Sadigh, arriva al quarto capitolo discografico miscelando jazz rock, R.I.O., prog e avanguardia, un viaggio strumentale dove le molteplici possibilità espressive vengono acuite anche dalla presenza di Tony Levin (basso nell’ipnotica Mirrorside e Chapman Stick in Allegro per il Rè, composizione dal mood persiano) e Markus Reuter (Touch guitar, soundscapes), ospiti di lusso di un lavoro molto corposo. La suite iniziale, Deerand, divisa in 4 parti, basterebbe da sola per promuovere il disco, una lunga traccia di 25 minuti che mostra le varie anime di cui è composta la musica della band, mentre l’ultimo brano da citare è Tehran II, probabilmente il più sperimentale del lavoro. Disco affascinante e particolare, evoluzione del sound sin qui creato dal quartetto, che sa essere sia ostico che comunicativo, in un crescendo di soluzioni ispirate e ricercate. (Luigi Cattaneo)

Deerand Pt. II (Video)



sabato 16 novembre 2024

LA TEMPESTA GENTILE, Ltg (2024)

 

Curioso duo nato nel 2021, La Tempesta Gentile propone una propria visione dello shoegaze, muovendosi con audacia tra effettistica, handpan, basso, batteria, riverberi tipici del genere e un suono saturo ma mai caotico. Gli emiliani mostrano professionalità e consapevolezza, guardando ai primi ’90 senza risultare copia pedissequa del periodo storico, anzi, l’idea di sviluppare la struttura portante attraverso il basso di Luca Canei (anche voce della band), sdoppiandolo letteralmente tramite due ampli (di cui uno per chitarra), risulta interessante sin dalle prime note di questo esordio. Tra le pieghe di LTG troviamo quindi nomi di culto come My Bloody Valentine e Slowdive, declinati attraverso le proprie urgenze, fatte di immagini e suggestioni, tratti grevi e malinconici, sezioni dilatate e passaggi umbratili. La voce di Luca, che rimane sottotraccia per tutto il lavoro, è un altro aspetto della ricerca del duo, che si completa con Giovanni Artioli (batteria, handpan), così come risultano importanti le tematiche trattate, con rimandi all’astronomia di certo non così frequenti in un album. Primo passo decisamente brillante per l’ennesima scoperta di casa Overdub Recordings. (Luigi Cattaneo)

Senza nome (Sole) (Video)