mercoledì 25 dicembre 2013

ALTARE THOTEMICO, Sogno Errando (2013)


Dopo l’interessante debut del 2009 mi ero chiesto che fine avesse fatto la band dei fratelli Venturi (Gianni voce, Valerio basso). Finito l’ascolto del nuovo Sogno Errando ho capito come mai son passati ben 4 anni dall’esordio omonimo. Questo ritorno ha un che di sorprendente, nel bene e nel male, ma sicuramente non può lasciare indifferenti. Gli Altare Thotemico sono come un fiume in piena. Passano, colpiscono e fuggono, lasciandosi dietro detriti che attecchiscono. Detriti che si riallacciano al jazz ben più di quanto faceva il precedente disco e che rilasciano tensione ed elettricità ad alto voltaggio. Qui parlare di progressive è forse un po’ riduttivo o comunque fuorviante. Perché la proposta dei bolognesi appare andare a toccare altri mondi sonori e non solo quello del prog. Difatti se l’esordio si legava al periodo migliore del jazz rock settantiano, qui gli Altare sembrano spingersi verso lidi più prepotentemente avanguardistici e sperimentali, lontano da schemi precostruiti, che rendono l’ascolto, è giusto sottolinearlo, tutt’altro che semplice. Il percorso prevede brani piuttosto lunghi e colmi di idee, a volte anche troppo, tanto che viene da pensare che una minor prolissità avrebbe finito per giovare all’intera opera. Un lavoro che vive attraverso la voce strumento di Gianni Venturi, che passa da momenti recitativi e teatrali ad altri più irruenti e spigolosi, declamando versi con decisione e forza interpretativa. Certo gli Area paiono ancora essere il modello musicale e anche vocale a cui rivolgersi ma il buon risultato di Sogno Errando conferma eccome quanto di valido era già emerso dal primo album. Le trame che sviluppano Emiliano Vernizzi al sax, Gabriele Toscani al violino, Leonardo Caligiuri al piano e la sezione ritmica formata da Max Govoni (batteria) e Valerio Venturi mostrano una band coesa e dalle grandi capacità tecniche che vengono liberate per dar forma ad episodi strumentali di notevole livello. Gli inserimenti di Vernizzi e Toscani risultano così determinanti per mutare e ampliare lo spettro sonoro del gruppo, dando maggiori possibilità di muoversi verso quei sentieri free a cui paiono avvicinarsi in più di un occasione i bolognesi. Un album quindi diverso dal predecessore, che ha probabilmente perso un po’ in immediatezza e che appare sregolato, volto a distruggere il concetto di forma canzone, a tratti eccessivo ma libero, sfrenato e provocatorio. (Luigi Cattaneo)

Broken Heart (Video)

 

4 commenti:

  1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  2. Bella recensione, attenta ed esaustiva. A volte la creatività è tanta che tende ad esplodere, quindi è facile essere un pò prolissi! Il prossimo album sarà diverso certamente, come diversi saremo noi! Una precisazione: La band è stata fondata da Gianni venturi, Leonardo caligiuri e Valerio venturi. Grazie!!!

    RispondiElimina
  3. fare peggio è ancora possibile, coraggio!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Secondo me caro anonimo coraggioso, non sei tanto anonimo!

      Elimina