domenica 30 settembre 2018

ETERNAL SILENCE, Mastermind Tiranny (2017)


Nati 10 anni fa da un’idea di Marika Vanni (voce) e Alberto Cassina (chitarra e voce), i varesini Eternal Silence (completano la formazione Davide Rigamonti alla chitarra, Alessio Sessa al basso e Davide Massironi alla batteria), dopo Raw poetry e Chasing chimera, tornano con Mastermind Tiranny e la loro consueta dose di sinfonico, gothic e power metal. Le belle aperture melodiche, marchio di fabbrica del quintetto, sono ancora ben presenti e più forti che mai, calibrate in un contesto in cui partiture heavy intrecciano scenari malinconici e notturni, un tourbillon di vibrazioni sospinte da più elementi. Il mood epico permea spesso i brani del lavoro, tra potenti attacchi power e misurate pulsioni progressive, sempre tenendo alto il voltaggio metal della proposta. L’uso della doppia voce rimanda anche ai Temperance ma non dimentica la lezione dell’heavy classico, infarcendolo di chorus appropriati e coinvolgenti, che si manifestano all’interno di un sound diretto pur nelle sue sfaccettature. L’aggressività di fondo è mitigata da un saggio uso di tastiere e orchestrazioni (sviluppate dal Giulio Capone e Cassina, entrambi anche produttori del disco), che talvolta creano un bel clima da soundtrack, tenebroso e misterioso. In alcuni passaggi l’album si avvicina anche ai Nightwish e ai Within Temptation, per via di una certo grandeur in fase di arrangiamento, un atteggiamento che sottolinea un quadro d’insieme magniloquente e dai tratti maestosi, tanto che l’aggiunta di un tastierista effettivo in line up potrebbe forse giovare alla formazione lombarda. Bel ritorno per gli Eternal Silence ed ennesimo gruppo interessante per la florida Sliptrick Records, label lettone sempre attenta nel promuovere gruppi nostrani meritevoli e underground. (Luigi Cattaneo)
Foreign land (Official Video)
 

giovedì 20 settembre 2018

WANDERING VAGRANT, Get Lost (2018)


Cercare di unire il progressive settantiano di King Crimson e Genesis, con quello contemporaneo degli Opeth post Ghost memories e i Porcupine Tree di Steven Wilson, è diventato l’obiettivo di tante band attuali, soprattutto quando debuttano come gli umbri Wandering Vagrant. Date le premesse è ovvio non aspettarsi tecnicismi alla Dream Theather o affini, perché il quintetto (l’ex Desert Rider Alessandro Rizzuto alla voce e alla chitarra, Christian Bastianoni alla chitarra, Francesca Trampolini alle tastiere e alla voce, entrambi già con gli In Tenebra, Michele Carlini al basso e Marco Severi alla batteria) preferisce concentrarsi su una scrittura che abbina dark prog, strutture hard e ponderate melodie folk, sottolineate da atmosfere ricche di un arcano e misterioso fascino. L’ambizione non manca ai ragazzi, sospinta da un esordio davvero positivo, consistente per tutta la sua durata e senza evidenti cadute, un concentrato di visioni noir che trapelano già dal sinistro artwork del disco. I duri anni di lavoro in sede compositiva e una certa capacità di creare suggestivi bozzetti in chiaroscuro rimandano anche al sound di Pain of Salvation e Riverside, nonché a quello dei nostrani Kingcrow, quindi un connubio di riff, tempi dispari, liriche elegie e ispirati componimenti strumentali. Le varie anime dei perugini comprendono i frangenti heavy di Human being as me e Struggle, la scia progressive della lunga The hourglass, il folk decadente di Forgotten, l’ottima suite Get lost, divisa in due parti e la spirale elettronica, soffusa ma decisa di Home, segno che la band ha diverse carte a disposizione e che il futuro può donare loro solo ulteriori sviluppi e soddisfazioni.
Da segnalare, infine, che dopo l’uscita del disco la sezione ritmica ha subito delle modifiche con l’ingresso di Andrea Paolessi al basso e Niccolò Franchi alla batteria. (Luigi Cattaneo)
Per ascoltare e acquistare l'album potete visitare la seguente pagina https://wanderingvagrant.bandcamp.com/album/get-lost  

lunedì 17 settembre 2018

IN-SIDE, Out-Side (2017)


Il progetto In-Side nasce dalla volontà di Saal Richmond (tastiere) di dare vita ad un gruppo che guardasse all’AOR ottantiano ma senza nostalgia, conscio della tradizione ma non per questo ancorato solo ed esclusivamente a quel tipo di suono. La line up si completa con il passare del tempo con l’ingresso di Dave Grandieri (tastiere), Beppe Jago Careddu (voce), Cloud Beneventi (chitarra), Abramo De Cillis (chitarra), PJ Philip (basso) e Marzio Francone (batteria) e trova nell’Andromeda Relix un ottimo alleato per la pubblicazione di questo elegante Out-Side. Il concept, il cui filo conduttore è l’evoluzione attuale che ha portato ad una perdita di valori e alla rarefazione di rapporti sociali, rispetta l’epoca d’oro del genere, ricordando quanto fatto da band che hanno raccolto meno di quanto meritavano come Fortune, Quartz o Alien, soprattutto grazie ad un songwriting capace di brani immediati e di facile presa, una scorrevolezza dovuta anche alle abilità tecniche dei coinvolti e ad arrangiamenti che si sposano perfettamente con quanto proposto. Le melodie tipicamente AOR incontrano momenti ai limiti dell’hard rock, con le due tastiere che enfatizzano i passaggi dal sapore prog, accompagnate dalla verve della coppia di chitarristi, elementi che ritroviamo sin dall’iniziale The signs of time, ideale pezzo d’apertura, drammatico e carico di pathos. Si prosegue con The running man, altro bell’esempio della grazia della band, e Block 4, che si sviluppa in maniera esemplare e risulta essere una delle composizioni più liriche dell’album. I’m not a machine rinsalda il legame con gli anni ’80 di Foreigner e Streets, Break down è maggiormente cadenzata e oscura, mentre la conclusiva Lie to me è la gradevole ballata che chiude questo breve (poco più di trenta minuti) e validissimo esordio. (Luigi Cattaneo)
The running man (Video)
 
 
 
 

domenica 16 settembre 2018

STORMWOLF, Howling wrath (2018)

Howling Wrath
Nati nel 2014 grazie a Francesco Natale (chitarra) ed Elena Ventura (voce), con l’intento di proporre del robusto heavy metal, si completano successivamente con l’ingresso in formazione di Francesco Gaetani (basso), Dave Passarelli (chitarra) e Tiziana Cotella (batteria). Dopo il demo Swordwind, in cui emergevano le influenze di Saxon e Warlock, i liguri riescono ad aprire concerti per prestigiosi act come Lacuna Coil e Necrodeath e giungono ora con Howling wrath al debutto, stavolta per la Red Cat Records, sempre attenta nell’individuare band emergenti di spessore. Gli anni ’70 e ’80 vengono ancora presi come punto di riferimento, sigillati dall’uso costante di riff e soli chitarristici, che incontrano una sezione ritmica coesa e senza fronzoli, su cui spicca la prova della brava vocalist. Il sound si riallaccia nuovamente a quello dei Warlock, dei grandi W.A.S.P., omaggia i Lizzy Borden e cita gli Stryper, richiami funzionali allo svolgimento delle varie sezioni e che trovano nell’iniziale The Phoenix, nella strumentale Thasaidon e nell’aggressiva Soulblighter i momenti migliori del disco. L’heavy classico del quartetto guarda indietro, ma produce brani convincenti, segno che il metal tricolore ha ancora delle piccole ma ferree realtà che lottano per uscire dall’underground e la riproposizione di alcune song già presenti nel demo è atto di fede verso composizioni di valore, ancorate al solco della tradizione, rispettose di certi canoni che ancora oggi fanno innamorare di certi suoni. Senza avere la pretesa di inventare nulla di nuovo, gli Stormwolf, per tutta la durata del lavoro risultano vivaci all’interno di un quadro tipico, dove i tòpoi espressivi ricorrenti producono comunque qualcosa di gradevole, un atteggiamento che in questo genere viene spesso visto come dedizione, una tenace costanza dal sapore epico e meritevole di un plauso. (Luigi Cattaneo)
Fear of the past (Video)
 

sabato 15 settembre 2018

CELESTE, Crowdfunding per Il Risveglio del Principe

Progetto di crowfunding per sostenere il nuovo album dei CELESTE di Ciro Perrino, Il risveglio del principe
indiegogo.com
Help CELESTE finish off, release and promote their NEW album. | Check out 'LEGENDARY ITALIAN PROG ROCK BAND CELESTE NEW ALBUM' on Indiegogo.
 
Il leggendario gruppo ligure è in studio per ultimare le registrazioni avviate nel mese di Maggio. L'uscita è stabilita per Ottobre 2018.

ENCHANT, A dream imagined (2018)



Box set celebrativo per gli Enchant, progressive rock/metal band di San Francisco che con questo A dream imagined … ripropone l'intero catalogo con l'aggiunta di due bonus album comprendenti demo, tracce acustiche, brani live e altri strumentali. Validissimo il corposo booklet che ripropone per intero quelli dei dischi originali con l'aggiunta della genesi di ogni album. 
Un cofanetto sontuoso che onora uno dei gruppi meno celebrati dalla critica ma con venticinque anni di esperienza sulle spalle, che ha saputo attraversare gli anni '90 arrivando sino ai giorni nostri con merito e una certa qualità compositiva.
La tiratura limitata, 2000 copie, obbliga a prenotare il lavoro da qualche negoziante di fiducia. 
Il costo di 50 euro circa vale assolutamente l'acquisto.  

Questi nel dettaglio tutti i dischi presenti.

A Blueprint of the World (1993)
Wounded (1996)
Time Lost (1997)
Break (1998)
Juggling 9 or Dropping 10 (2000)
Blink of an Eye (2002)
Tug of War (2003)
The Great Divide (2014)
Bonus Disc 1 (contenente demo)
Bonus disc 2 (contenente demo, tracce acustiche, live e strumentali)


martedì 11 settembre 2018

PAOLO RICCA GROUP, Mumble (2018)

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Il Paolo Ricca Group è la band formata dal pianista e tastierista Paolo Ricca nel 2006 ed ha all’attivo tre album, Batik dello stesso anno, Volcano del 2009 e il nuovo Mumble di fresca pubblicazione. La consolidata formazione (Diego Mascherpa dei Baracca & Burattini al clarinetto, Maurizio Plancher ex Persiana Jones alla batteria e Andrea Manzo al basso) viene qui esaltata dalla partecipazione in alcuni brani del  chitarrista inglese John Etheridge (Soft Machine, Stephane Grappelli, John Williams, Andy Summers), che acuisce ancora di più il legame con la tradizione del jazz rock settantiano, ennesimo esempio di come questo sound faccia ancora breccia nel cuore di chi ha amato ensemble come Esagono e Arti & Mestieri. Gli otto brani non conoscono cadute di stile, sono ottimamente suonati dal quartetto e risultano tutti scorrevoli pur nella loro complessità strutturale, anche grazie agli interventi di Etheridge e di Viviana Presutti, presente con qualche linea vocale. La spontaneità con cui si muovono gli interpreti appare palese sin dalle prime note, segno di una coesione tra i membri che ha definito un sound compatto e composto di passaggi sia corali che solistici, sempre all’insegna di una grande raffinatezza esecutiva e di arrangiamenti curati nei dettagli. La decisione di registrare questo nuovo album come un live in studio ha fatto si che di un’unica session restasse solo una versione per ogni brano.  Questo ha contribuito senz’altro a dare la dimensione giusta e corretta al lavoro. Le parole di Ricca sono esemplificative del modus operandi della band, che ha fatto dell’apporto di Etheridge uno dei passaggi chiave del disco, bravo nell’inserirsi con la grazia che lo contraddistingue nella magnifica title track iniziale, nella frizzante Wake up e nella buonissima Batik. L’album è assolutamente meritevole di attenzione, soprattutto per coloro che amano il jazz rock dal sapore fusion ma con un’anima spiccatamente mediterranea e segna probabilmente il momento più alto della carriera solista di Ricca, maturo e convincente interprete e compositore di un disco fresco e brioso. (Luigi Cattaneo)
 
Mumble (Video)
 

lunedì 10 settembre 2018

PARAFULMINI, Tenere fuori dalla portata dei bambini (2017)

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Sotto la sigla Parafulmini si celano Marco Bigliazzi (batteria) e Stefano Masoni (chitarre e basso), musicisti già con una certa esperienza che amano il crossover, una mistura di influenze che oscillano dal jazz al prog, passando per il post punk e le soundtrack, un concentrato sonoro che oscilla tra gli Area e Zappa, John Zorn e i più contemporanei La Batteria e feat. Esserelà. Tenere fuori dalla portata dei bambini è un viaggio schizzato di venti tracce, in cui il duo si contorna di personaggi che sostengono la follia del progetto, un racconto strumentale che prende vita anche grazie a Patrizio Fariselli (tastiere) degli Area, Luca Cantasano (basso) dei Diaframma, Fabrizio Bondi (chitarra) dei Tossic, Alfonso Capasso (basso) degli Aliante, Filippo Brilli (sax) e Riccardo Zini (sax). I pisani sanno il fatto loro e propongono un lavoro interessantissimo, pieno di esuberanza creativa e talento, forti di una vivacità impulsiva che avanza implacabile per tutta la durata del disco e che finisce per contagiare pure i bravissimi ospiti presenti. La vena estrosa produce una scorribanda di suoni che non perdono un’oncia di spontaneità, un continuo flusso narrativo fatto di parti vigorose e momenti maggiormente jazzati, un melting pot che può disorientare ma contemporaneamente affascinare. Pur nel crogiuolo di situazioni, l’album sa sedurre l’ascoltatore passo dopo passo, entrando inesorabilmente in circolo in modo irruento, proponendo un prog astratto, che si affina più per concetto che per forma, lontano dagli stereotipi del genere, pur avendo di esso appreso idee e nozioni. Esordio maturo di cui è difficile non avere un parere lusinghiero e che conferma la bontà del rooster della Lizard, autentica garanzia di classe e spavalderia. (Luigi Cattaneo)

martedì 4 settembre 2018

IL FEDELISSIMO BRACCO BRANCO, Appunti di Navigazione (2017)


 
Un nome così particolare non può che tracciare già delle coordinate, quelle di un progressive rock settantiano tutto concept, testi articolati e capacità tecniche. Il Fedelissimo Bracco Branco, nati a Motta Di Livenza cinque anni fa, rispettano queste caratteristiche ma ne inseriscono di proprie, come l’utilizzo della fisarmonica e una certa fruibilità del racconto musicale, fatto di splendide orchestrazioni e momenti di grande melodia italiana. Federico Panighel (fisarmonica, tastiere e voce), Stefano Crovato (chitarra), Loris Ceccato (basso) e Guido Morossi (batteria) con Appunti di navigazione sembrano omaggiare la bellezza romantica e senza tempo delle storie legate al mare (a cui contribuisce un attento booklet), un concentrato di spunti che colpisce e ammalia ascolto dopo ascolto. Ovviamente l’utilizzo della fisarmonica enfatizza alcuni passaggi e dona una gradevole aurea folk alla narrazione, ma non sono meno importanti i riff e i soli di Crovato e il dinamismo dell’affiatata sezione ritmica, bravissimi nel sostenere la verve, anche teatrale, di Panighel. Il senso di avventura marina che emana l’album ci introduce in Levate l’ancora, dove troviamo citazioni da Dialogo di Cristoforo Colombo e di Pietro Gutierrez di Giacomo Leopardi, una buonissima partenza che ci porta a La zattera nel fosso, pezzo trascinante e pieno di groove. Nella tana del mostro ispessisce il suono, grazie ad una chitarra hard che descrive la furia nera della tempesta, mentre Scegliendo la rotta mostra un mood più meditativo ma ancora una volta convincente. Sorprende la folk song in odore di De Andrè La ballata dell’arruolamento forzato, confermano la caratura del gruppo i due strumentali I pescatori dei banchi e Spartisci il bottino, oscilla verso l’hard prog Il ponte bagnato di sangue, con un chorus davvero molto epico. Sophie riporta il sound su territori meno irruenti, Lo scontro finale è l’esaltazione della meta, una scoperta che non accontenta e ci trascina all’esemplare finale di L’incrociatore, altra apoteosi strumentale che suggella una grossa rivelazione del nuovo progressive rock italiano. (Luigi Cattaneo)
 
Nella tana del mostro (Video)
 

lunedì 3 settembre 2018

CONCERTI DEL MESE, Settembre 2018

Martedì 4
·Kerygmatic Project & Of New Trolls a Piacenza
·Juri Camisasca a Piazza Armerina (EN)

Mercoledì 5
·In Progress ... One Festival a Sestu (CA)

Giovedì 6
·In Progress ... One Festival a Sestu (CA)
·Napoli Centrale a Ercolano (NA)

Venerdì 7
·In Progress ... One Festival a Sestu (CA)
·2 Days Prog + 1 a Veruno (NO)
·Frank Sinutre a Castelnovo Bariano (RO)
·Festival Progressive a Campobasso
·Malibran a Ficarazzi (CT)

Sabato 8
·In Progress ... One Festival a Sestu (CA)
·2 Days Prog + 1 a Veruno (NO)
·RanestRane a Lugagnano (VR)
·Egoband a S. Giuliano Terme (PI)

Domenica 9
·In Progress ... One Festival a Sestu (CA)
·2 Days Prog + 1 a Veruno (NO)
·Psych-Prog Festival a Savona
·Marble House a Bologna

Martedì 11
·Profusion + Rovescio Della Medaglia a S. Galgano (SI)

Mercoledì 12
·Malibran a Belpasso (CT)

Giovedì 13
·Soft Machine + Paolo Ricca Group alla Casa di Alex (Milano)

Venerdì 14
·Soft Machine a Lugagnano (VR)
·Napoli Centrale a Trani (BT)

Sabato 15
·Napoli Centrale a Ravello (SA)
·Lingalad a Bergamo


Martedì 18
·Voivod a Bologna
·Malibran a Belpasso (CT)

Mercoledì 19
·Voivod a Roma

Giovedì 20
·Nick Mason's Saucerful of Secrets a Milano
·Voivod a Milano

Venerdì 21
·The Trip a Torino
·Marble House a Zero Branco (TV)

Sabato 22
·Napoli Centrale a Vignola (MO)
·Anyway a Trofarello (TO)
·Arturo Stàlteri a Roma

Domenica 23
·Patrizio Fariselli a Carimate (CO)

Mercoledì 26
·Progressivamente Free Festival a Roma

Giovedì 27
·Progressivamente Free Festival a Roma
·The Winstons a Milano

Venerdì 28
·Progressivamente Free Festival a Roma
·The Aristocrats a Isola del Liri (FR)
·Napoli Centrale a Portici (NA)
·Of New Trolls a Pistoia
·Senza Nome a Frascati (Roma)
·Glincolti a Rosà (VI)

Sabato 29
·Progressivamente Free Festival a Roma
·The Aristocrats ad Ancona
·The Coastliners a Ostia Lido (Roma)
·Of New Trolls ad Alseno (PC)

Domenica 30
·Progressivamente Free Festival a Roma
·The Aristocrats a Milano  

domenica 26 agosto 2018

DARIO YASSA, Timeless (2017)

 
Quarto disco per Dario Yassa, pianista milanese che dopo tanto studio, tra conservatorio, borse di studio e seminari (tenuti da artisti come David Liebman, Uri Caine e Airto Moreira), ha trovato la via per esprimersi con continuità e qualità. Le collaborazioni con musicisti del calibro di Tony Arco, Attilio Zanchi (i più attenti lo ricorderanno nei particolari Maad nel lontano 1976), Franco Cerri, gli Artchipel Orchestra e l’Orchestra di Via Padova, hanno portato Yassa a sviluppare un sound che spazia dal classico al jazz ma non disdegna incursioni nel minimalismo e nell’elettronica, come conferma la bontà del nuovo Timeless, prodotto in trio con gli ottimi Cristiano Da Ros (contrabbasso, basso ed elettronica) e Riccardo Tosi (batteria ed elettronica). L’album è un viaggio fluente, pur nella sua complessità, con le ritmiche che seguono le note del leader, bravissimo nel disegnare scenari che si contraddistinguono per melodie oblique e fraseggi classicheggianti, esecuzioni che vengono sospinte dalla voglia di esprimersi senza avere particolari steccati. Da Ros e Tosi sono abili professionisti e l’interplay con il leader appare brillante e sicuro, un susseguirsi di frangenti che rimandano a mostri sacri come Bill Evans, Brad Mehldau, McCoy Tyner e Thelonius Monk ma anche a personaggi del calibro del compianto Luca Flores e dell’ancora poco conosciuto Mirko Signorile, a cui Dario applica una visione global, con innesti a volte vicini al mood della Ecm di Manfred Eicher. L’eleganza di tracce come Madness o 2’ Movimento sono rispettose della tradizione ma pongono un ponte con l’ambient minimal, segno che la musica di Yassa ha ulteriori sviluppi da seguire, un impressione confermata dagli ascolti e che pone questo come back in un’ottica differente rispetto ai lavori precedenti. L’approccio si è tramutato con il passare delle esperienze, sottolineando certe idee con punte elettroniche e improvvisazioni in odore di jazz rock, una maturazione del songwriting che ha reso Timeless un disco in cui pathos e disciplina vanno a braccetto e che sottolinea la crescita artistica dell’autore milanese. (Luigi Cattaneo)

sabato 25 agosto 2018

NIRNAETH, The Extinction Generation (2015)


Bloccato dal 2015, vede finalmente la luce The extinction generation, disco che riporta a galla il nome dei Nirnaeth, band devota ad un thrash speed metal che non disdegna affatto incursioni nell’heavy classico epicheggiante di Armored Saint, primi Savatage e Iron Maiden degli esordi. Nati nel lontano 1990 a Bergamo, dall’incontro tra Marco Lippe (voce e batteria) e Marco Tombini (chitarra), il loro thrash rimanda alla Bay Area storica, quella di Exodus e Forbidden e nel corso del tempo hanno aperto i concerti per gente del calibro di Cradle of Filth, Strana Officina ed Extrema. Dopo due demo e un lavoro autoprodotto, la band si è riformata nel 2007, arrivando a pubblicare questa nuova opera con una formazione che vede oltre al mastermind Lippe, Danny Nicoli alla chitarra, Luca Algeri al basso ed Elena Lippe dei Feronia (da recuperare il loro nuovo disco) alla voce, presente a dire il vero solo nell’iniziale We forget to think, nella notevole Blind hate, nella divertente cover di Blitzkrieg Bop dei Ramones e nella potente The human bankrupt. The extinction generation è il sunto di una carriera vissuta nell’underground, diviso tra brani storici, rivisitazioni, inediti e bonus tratte da demo e compilation, quasi trent’anni condensati in idee e concetti espressi con certezza e un songwriting affinato e ricco di felici spunti. I Nirnaeth dopo tanti anni ribadiscono come il loro cuore sia rimasto ancorato al periodo storico del genere, con i calibrati riff di Nicoli che incontrano una coppia ritmica aggressiva e precisa, protesa in un sound veloce, capace di autentiche bordate heavy ma anche di attenuare la tensione con passaggi strumentali e momenti melodici. Lo sviluppo delle trame definisce un approccio compositivo che non lascia nulla al caso, struttura furia e complessità e le convoglia in un processo creativo fluente e dinamico. (Luigi Cattaneo)
 
We forget to think (Video)
 

martedì 21 agosto 2018

JOHN MALKOVITCH!, The irresistible new cult of selenium (2017)


Nati solamente due anni fa, i John Malkovitch! (Luca Santi e Leonardo Tommasi alle chitarre, Manuel Negozio al basso e Francesco Tiberi alla batteria) esordiscono con The irresistible new cult of selenium, lavoro strumentale che esalta il concetto di post rock, un genere che oramai si è stabilizzato dentro certi canoni ma, che se suonato con idee, riesce ancora ad essere maestoso e affascinante. Il quartetto riesce nell’impresa, anche se in maniera non del tutto continua, forti di un sound robusto ma che non dimentica la giusta dose di suggestione, un pathos filmico che ha trovato nella produzione di I dischi del Minollo la casa ideale. Riferimenti ai Mogwai e agli Swans, ma anche un’attitudine accostabile al percorso degli Aikira o The singer is dead, con parti rallentate e improvvise accelerazioni, dilatazioni che contraddistinguono pezzi molto lunghi ma con struttura analoga, frutto di un lavoro di scrittura a spirale che oscilla tra impeto e quiete. Tra temi plumbei e risvolti melodici, i quattro movimenti confluiscono uno dentro l’altro, in una sorta di intensa suite giocata su chiaroscuri e contrasti, in cui il quartetto lascia libero fluire al pensiero, cercando di costruire dinamiche aperte pur all’interno di un contesto definito. Il mood è quello della soundtrack, un corrente che trasporta al suo interno echi wave, trame delicate, fluttuanti note psichedeliche e visioni oscure, un crogiuolo di umori che in sede live potrebbe ulteriormente arricchirsi e riservare maggiori sorprese. (Luigi Cattaneo)
 
The irresistible new cult of selenium (Full album Video)
 

venerdì 17 agosto 2018

SENDORMA, Notturno 1. (2018)


I Sendorma sono un quartetto torinese formato da Edoardo Pacchiotti (voce, chitarra, hammond e rhodes), Tommaso Ainardi (basso), Simone Guzzino (chitarra, rhodes, basso) e Fabio Fornaro (batteria), a cui va aggiunta la presenza tutt’altro che secondaria di Luca Vicini (impegnato ai synth, al basso, alla chitarra, al banjo, al bouzouki e allo xilofono). Notturno 1., come sottolinea il titolo, è un album dai tratti malinconici, capace di toccare con mano sicura shoegaze, post e rock, un racconto sincero ed emozionale che oscilla tra vibranti ballate e parti aggressive. I nove brani risultano freschi ed immediati, forti di un songwriting che punta molto su impatto e fraseggi vellutati, capace di coniugare la lezione dei Muse con il rock dei Negramaro e dei Marlene Kuntz più lievi, avvicinandosi anche al mood di gruppi emergenti come Malmö e Wi Id. Da analizzare anche i testi, realizzati in collaborazione con il poeta Luca Ragagnin, che ben si sposano con il sound della band, in cui le vibrazioni elettroniche incontrano strumenti come il wurlitzer di Alberto Formichella nella conclusiva melodia di Notturno o il sax di Denis Torchio nell’iniziale suggestione di Alba lenta. Da segnalare anche il flauto traverso di Francesca Perdoncin, che colora con note tenue e delicate tracce di ottimo livello come Distratta, Il potere del silenzio, Interregno e Ogni giorno. I Sendorma, con Notturno 1., firmano un debutto che abbina comunicatività e passione, forma e sostanza, un racconto che risulta convincente per tutta la sua durata e che lascia intravedere interessanti spiragli futuri. (Luigi Cattaneo)
 
Brucia (senfina lumo) (Video)
 

lunedì 13 agosto 2018

UNIVERSOUND, Elefunk (2018)


Disco d’esordio per gli Universound, quintetto funky rock marchigiano formato da Leonardo Carletti (voce e sax), Davide Ballanti (chitarra), Isaak Affan (tastiere), Samuele Brunori (basso) e Alessandro Della Lunga (batteria), che con Elefunk propone un crossover di stili sviluppato con buone qualità tecniche e, come vuole il genere, tanto groove. Poco più di trenta minuti che scorrono veloci, forti di una certa compattezza, e di un tema, quello del viaggio, che funge da collante per i vari brani. Dopo un intro creata dai synth di Affan, la band attacca con l’ottima Ego, uno strumentale di jazz progressivo che rappresenta una buonissima partenza e tra le tracce migliori dell’album. La title track e High funk si spostano sul versante funky, con i fiati a sottolineare il mood complessivo, coinvolgente e trascinante. Signorina invece presenta raffinate note jazzate, che sposano un andatura elegantemente pop, mentre Thin line trips torna ad alzare il ritmo, con suoni che sanno avvincere ed appassionare. Let us take you home è una ballata delicata, che mostra la duttilità di un gruppo che conclude il disco con una bonus track hip hop, Slang, il pezzo meno interessante del lavoro. Opera prima breve ma estremamente piacevole, un primo passo da cui sviluppare un discorso futuro che può portare ad ulteriori sorprese. (Luigi Cattaneo)
 
Elefunk (Video)
 

domenica 12 agosto 2018

THELEMA, Thelema (2018)


I Thelema sono un progetto ligure nato nel 2015 grazie alla passione di Simone Canepa (chitarra e voce) e di Beatrice Fioravanti (voce) ed è da poco uscito il loro album di debutto suonato grazie all’ausilio di una serie di bravi turnisti. La band è artefice di un accattivante rock che presenta parti hard ed inflessioni prog, altalenante nell’incedere ma sufficientemente gradevole per tutta la sua durata, a partire dall’iniziale Season of love, pezzo iniziale senza grandi guizzi e piuttosto leggero. The crow è decisamente più rock, un approccio hard congeniale che matura uno dei momenti migliori dell’album, così come Lethal assault, potente ma con le tastiere pregevoli nell’armonizzare una composizione dall’andatura prog. Eirenomis è una ballata elettrica piuttosto lirica, mentre It’s only rock, come dice il titolo, è diretta, con pochi fronzoli e assolutamente credibile. Claire, agrodolce e con una vena malinconica, anticipa prima My memory of banshee, sorretta da un aggressivo riff heavy, territorio su cui i Thelema si muovono con cognizione e poi la conclusiva The end, piacevole epitaffio per chitarra e voce (quella di Canepa stavolta) che non aggiunge però molto al risultato complessivo. Esordio che viaggia a corrente alternata, mostra buone doti su cui i ragazzi devono ulteriormente lavorare per affinare un prodotto che ha già spunti interessanti ma che non ha ancora raggiunto piena maturità, un peccato veniale comprensibile visto che si tratta pur sempre di un’opera prima totalmente autoprodotta. (Luigi Cattaneo)
 
Lethal assault (Video)
 

SAGRA DEL DIAVOLO EDIZIONE VII



Il 18, 19 e 20 agosto si terrà a Galatone la VII edizione della Sagra del Diavolo, evento tra i migliori del Salento, imperdibile per ogni amante della buona musica.
Ecco il programma completo:

🔥 18 Agosto 🔥
Yawning Man (Official) - Psyche/Stoner Rock (from California)
Ananda Mida - Psyche/Stoner Rock (from Veneto)
Anuseye - Hard-psyche rock (from Bari)
The Clips

 - Stoner rock (vincitori del Contest #VAALDIAVOLO)
Max Nocco Vinyl Dj set
🔥 19 Agosto 🔥
Universal Sex Arena - Rock sperimentale (from Veneto)
Serpe In Seno - Rock (from Veneto)
Mannaro (from Calabria)
Foreign Dubbers - Dub/Elettronica (from Lombardia)
Bravata (vincitori del Contest #VAALDIAVOLO)
Ohm Guru Dj set -Three Hands Records (from Bologna)
🔥 20 Agosto 🔥
MUFFX - Psyche/Stoner Rock
GmG & The β Project - Folk (from Veneto)
Linoleum - Indie rock djset (from Milano)
Planimo (vincitori del Contest #VAALDIAVOLO)
The Johnnybones - Rockabilly
Max Nocco Vinyl Dj set
Ohm Guru Dj set -Three Hands Records (from Bologna)
🎭 Spettacolo teatrale "Forse Italia" a cura di ZeroMeccanico

🔥 PER TUTTA LA DURATA DELL’EVENTO 🔥
PITTURA
Leandro Caroli / Luisa Carlà / Enrica Ciurli / Brizzo Favale / Rosalba Favale / Manuela Milena Fumarola / Elena Franchini / Anna Legge / Frank Lucignolo Luceri / Irene Mechante /Giancarlo Nunziato / Massimo Pasca / Emilia Ruggiero

ILLUSTRAZIONE
Eleonora Anna Bove / Francesco Basso / Marco Caputo / Cor4aggioiltopo /Gianluca Costantini / Gianluca Gallo / Angela Grancagnolo / Betti Greco / Marina Ichigo / Lamantice_mag
Maria Marzano / Simone Miri / Stefano Palma / Giorgia Prontera / Valeria Puzzovio / Francesca Andy Trema
Edoardo Massa (Live painting)

FOTOGRAFIA
Alessandro Colazzo / Ivano Gnoni / Martina Laiola / Francesca Maruccia / Mattia Morelli / Lucia Pagliara / Stanislao Rollo Carlo Romano “000” / Giacomo Rosato / Francesco Sambati
Lorella Furleo Semeraro / Yori Stifani / Ilenia Tesoro / Ilenia Urso

ARTISTI ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI BARI SELEZIONATI DAL PROF. DARIO AGRIMI
Lisa Cutrino / Lorenzo Galuppo / Alessia Lastella
/ Stefano Lotito / Paolo Notaristefano / Grazia Palumbo / Raffaele Vitto

AREA READING
Cristina Carlà / Vittoria Favaron / Giulio Federico / Michele Fiore / Dario Goffredo / Luciana Manco / Vittorio Shiro Nacci / Evelina Nico Maria Pacella Massimo Pasca / Mauro Scarpa / Antonio Scialpi
Marta Vigneri Da Silva / “Anime Solitarie: ci sono più bestie nella testa che nella foresta” di Fabio Filograna / “La follia e il suo doppio: reading musicale sui 40 anni della legge Basaglia” di Mimmo Pesare (Musica dal vivo) e Giorgio Consoli (Letture)

PRESENTAZIONI
“Unalgiorno. Ciao, possiamo riconoscerci?” di Benedetta Pati, Libreria con le musiche di Blumosso
“Apologia di un perdente” di Marco Vetrugno, Elliot Edizioni
“Onironauti” di Davide Caputo, L’Espresso (ilmiolibro.it)
“Finchè regge il cuore” di Gianluca Gallo, Rizzoli

INSTALLAZIONI
Fabrizio Fontana - Courtesy ArtandArs Gallery
“Io sono un onironauta” di Grazia Amelia Bellitta
“L’una” di Veronica La Greca
“L’oniroscopio” di Gianle Lametà e Giuseppe Beps Donadei
“Bel Canto” di Ylenia Longo con costumi di scena di Emanuela Magno / “Erebo” di Paolo Ferrante
“Trappola per farfalle” di Luisa Carlà con coreografia di Mattia Politi “SURSUM CORDA” di Gustavo
“Dio abita il bosco di notte #2" di talitha qumi
“La pioggia risponde” di duedittre
“Damnit!” - Ceramic installation di Moni Jiki Righi
"Atlas" di Mariantonietta Clotilde Palasciano
“Incursioni visive in digital painting” di Giuseppe Apollonio con Dj Set di Max Nocco
Dj set Area Expo a cura di Luca Perimetro
Performance e installazioni a cura di ZeroMeccanico
Talmidian “Terre di Confine” dell’ ALA - Associazione Ludica Apulia
DDmakeup Sfx - Make-up artist
Video Mapping e VR (virtual reality) a cura di Giuseppe Beps - Vlemma Studio

⏰ Doors open: H 20:00
🌍 Maps:
https://goo.gl/maps/pnMjtxdvT7u

Tickets:
18 Agosto ➡ € 10
19 Agosto ➡ € 10 (incl. 1 drink)
20 Agosto ➡ € 7

👣 I diavoletti con meno di 12 anni non pagano 👣
🚗 Parcheggio gratuito 🚗

📞 Info e contatti:
sagradeldiavolo@gmail.com
328 721 5339 Luigi - Art Director and Caronte
329 373 7109 Luisa - Evil's Art Gallery
340 977 5229 Paola - Lo Strano Mercatino
389 782 0592 Francesca - La Mensa dei Dannati
328 393 4959 Marika - Social Media Strategist  


Evento organizzato da Sagra del Diavolo, Collettivo SBAM, Illsunrecords Indiemusiclabel con la collaborazione di ZeroMeccanico, Birrificio dei Popoli e con il patrocinio del Comune di Galatone.

lunedì 6 agosto 2018

GLUTENFREE TRIO, Farina del mio sacco (2018)



Il Glutenfree Trio nasce nel 2016 dalla voglia di Davide Di Camillo (basso) di dare libero sfogo alle proprie idee musicali, un’esigenza condivisa da Christian Mascetta (chitarra) e Andrea Giovannoli (batteria), che porta il trio a comporre Farina del mio sacco, album prodotto dall’ottima Dodicilune Records. Ciò che colpisce sin da subito è il grande affiatamento raggiunto da musicisti giovani in così poco tempo, un connubio tra jazz progressivo, fusion e funky, pieno di energia e di quell’immancabile groove che caratterizza le migliori produzioni in questo campo.  Quasi un’ora in cui emerge la fusion intellettuale del Michael Manring di Drastic measures, il tiro degli Uzeb e di Rob Garland e il jazz rock dei contemporanei Esedra ma anche il sound caldo di Jerry Bergonzi e Fulvio Palese, soprattutto negli interventi al sax di Mattia Feliciani, presente in ben metà dell’album, una soluzione che aggiunge ricchezza al substrato già interessante del trio. Non ci sono momenti minori ma brani come And so…, Arabiasaurita, Life e Mickey Mais sono brillanti esempi di una maturità sorprendente, che meriterebbe di essere apprezzata a dovere dai tanti cultori di questo sound ben radicato nel tempo. Farina del mio sacco è un debutto vibrante e raffinato, in cui non vi sono solo doti virtuosistiche ma anche una certa predisposizione per un songwriting coinvolgente e deciso, coordinate di un lavoro elegante e di grande spessore. (Luigi Cattaneo)
 
Arabiasaurita (Video)
 

domenica 5 agosto 2018

ERIO, Inesse (2018)


Secondo disco per Erio, cantautore che contamina elettronica distorta con pulsioni r’n’b e soul, atmosfere notturne che rimandano a personaggi trasversali come Tricky, Lauryn Hill, Björk e Frank Ocean. Inesse si nutre di commistioni, un crossover interessante e che tenta di essere il più personale possibile, già a partire dall’iniziale The biggest of hearts e prosegue con Limerance, pezzi in cui Erio si destreggia su beat ed effetti, senza tralasciare l’utilizzo di strumenti più tradizionali come il violino di Sofia Astarita e la chitarra di Filippo Cosci. Ritroviamo Orb e Autechre nei tre minuti di Becalmed, arricchiti dal singolare banjo di Federico Ciompi, mentre The glorious advance of the self-pitying queen è un ostica performance giocata sull’interplay tra violino e sax (suonato da Fabio Bisbocci). A glowing gash abbonda di elettronica e forse una struttura più snella avrebbe giovato alla traccia, prima di Brief history of se’ and fa’, impreziosita nuovamente dalla presenza lieve ma importante della Astarita, che sottolinea i passaggi di maggior pathos col suono peculiare del violino. Se’, I’m hungry. Those twelve days still linger on è un breve intermezzo che anticipa To the warehouse, buonissimo momento di soul cantautorale in cui compare anche il piano. Mutano le sensazioni in Kill it! Kill it!, anche per la presenza di Ioshi, che cura la parte fortemente elettronica della traccia, che risulta gradevole ma non aggiunge molto a quanto proposta sinora. Ci si avvicina al finale con Attic, altro brano dove emergono le tante anime dell’autore, con la conclusiva nenia etnica di The Church che chiude un album arduo, in cui Erio ha messo dentro tante idee, a volte non del tutto convincenti ma sempre curiose e studiate, una cura per il dettaglio elemento essenziale per fare la differenza e dare un risvolto internazionale ad un prodotto che può piacere più all’estero che nella nostra penisola. (Luigi Cattaneo)
 
The biggest of hearts (Video)
 
 

sabato 4 agosto 2018

AIRPORTMAN, Dust & Storm (2017)

Risultati immagini per dust e storm airportman
Tornano gli Airportman (Giovanni Risso ai synth, Marco Lamberti alla chitarra, Paolo Bergese al vibrafono e all’elettronica), con un quattordicesimo album in cui il gruppo ha scelto la via del concept strumentale, lasciandosi guidare dall’affascinante storia delle tempeste di sabbia e polvere che colpirono negli anni ’30 parte degli Stati Uniti. L’aridità che durò quattro anni, provocando malattie e profondi disagi, viene descritta seguendo una narrazione che è lecito definire filmica, una sceneggiatura immaginaria che trova nel post della band l’ideale linea guida per delineare atmosfere commoventi, emozionanti e inquiete, perfette per descrivere il dolore e la mestizia di avvenimenti così tragici. L’interplay tra il trio crea suggestioni intense e liriche, quaranta minuti che entrano sottopelle dopo alcuni attenti ascolti, un incanto in cui ci si perde immaginando scenari lontani, soundtrack di un viaggio decadente e onirico. Il post rock si tinge qua e là di folk e country, in linea coi paesaggi americani evocati ma non dimentica escursioni nella psichedelia, sempre con un occhio di riguardo per arrangiamenti che esaltano la struttura narrativa dell’opera. Quiete, tempesta e desolazione caratterizzano Dust & Storm, malinconica e sublime esperienza nel profondo di un racconto lontano e suggestivo. (Luigi Cattaneo)