Mercoledì 4
·Damo Suzuki a Milano
Giovedì 5
·Damo Suzuki a Torino
·Il Babau & i Maledetti Cretini a Bergamo
Venerdì 6
·Napoli Centrale a Roma
·Nero Di Marte a Bologna
·Malibran a Belpasso (CT)
·Damo Suzuki a Ravenna
·Spettri a Scandicci (FI)
Sabato 7
·Duke a Pianiga (PD)
·Nero Di Marte + Juggernaut a Roma
·Damo Suzuki a Pisa
·Arturo Stàlteri a Mestre (VE)
·Fungus Family a S. Margherita Ligure (GE)
Domenica 8
·Damo Suzuki a Roma
Mercoledì 11
·Sons Of Apollo a Trezzo sull'Adda (MI)
·Le Orme a Palermo
·Sezione Frenante a Spinea (VE)
Giovedì 12
·Le Orme a Milazzo (ME)
Venerdì 13
·The Watch a Roma
·A Lifelong Journey a Lodi
·Glincolti + Mad Fellaz a Rosà (VI)
·Le Orme a Reggio Calabria
Sabato 14
·Real Dream a Trofarello (TO)
·The Watch a S. Giovanni Persiceto (BO)
·Richard Sinclair alla Casa di Alex di Milano
·Le Orme a Potenza
Domenica 15
·Pendragon al Club Il Giardino di Lugagnano (VR)
·Liberae Phonocratia a Milano
A causa dell'epidemia di Corona virus non si segnalano concerti nelle prossime due settimane
Progressive Rock&Metal ma anche un'ampia panoramica su Jazz, Blues, Folk, Hard&Heavy, Psichedelia, Avanguardia, Alternative, Post Punk, Dark Rock. Un blog sulle sfumature della Musica.
domenica 1 marzo 2020
mercoledì 26 febbraio 2020
FREDDY DELIRIO AND THE PHANTOMS, The cross (2019)
Avevamo lasciato Freddy
Delirio nel 2012, anno dell’uscita di Journey,
album dove le sue tastiere troneggiavano senza eguali, strumento che lo ha reso
celebre per la sua militanza nei decani Death SS (ma non bisogna dimenticare
gli H.A.R.E.M., band di cui è leader e fondatore storico). Il nuovo The cross, uscito per Black Widow sotto
il monicker Freddy Delirio and The Phantoms, è un viaggio gotico in mondi
sconosciuti, dove la paura diviene qualcosa di concreto, lungo sentieri brumosi
e atavici, una colonna sonora dove il dark e l’horror rock incontrano il
progressive, una fusione non lontanissima da quanto fatto proprio nel gruppo di
Steve Sylvester. L’esperienza trentennale di Freddy emerge con classe assoluta,
in quello che rimane un progetto totalmente solista (Delirio suona tutti gli
strumenti, oltre che cantare), seppure non mancano alcuni ospiti lungo il
disco. Difatti già nell’ottima doppietta iniziale, Frozen planets, Guardian
angel, abbiamo Francis Thorn alla chitarra, per due pezzi massicci che
profumano di Death SS. L’orrore si impadronisce di Inside the castle, con tanto di solo di chitarra di Lucky Balsamo,
presente anche nell’angoscia palpabile di in The circle, mentre nella greve In
the fog le sei corde sono ad appannaggio di Vincent Phibes (presente in Mad Messiah di Steve Sylvester, del
lontano 1998). Il leader dei Death SS fa la sua apparizione in The new order (insieme a Balsamo), il
prog metal strumentale è la cornice di Afterlife,
oscura come la successiva In the forest
(dove invece troviamo Thorn). Ci avviciniamo alla conclusione dapprima con la
tenebrosa Liquid neon e poi con la
tetra Cold areas, seppure la vera
oscurità si tocca con The ancient
monastery, suprema fusione tra prog e dark, che omaggia i maestri di un genere
immortale e ancora oggi meravigliosamente inquietante. (Luigi Cattaneo)
In the fog (Video)
martedì 25 febbraio 2020
WINTER DIES IN JUNE, Penelope, Sebastian (2018)
Era
il 2014 quando i Winter dies in June (Filippo Bergonzi al basso, Andrea Ferrari
alla batteria, Alain Marenghi alla voce e ai synth, Luca Ori e Nicola Rossi
alle chitarre) esordivano con The soft
century, disco che metteva sul piatto già delle discrete idee, qui
rafforzate da un concept che narra la storia partendo dalla conclusione. Penelope, Sebastian, uscito nel 2018, è
la storia di un legame tra due individui, dal momento dell’abbandono sino
all’istante prima della conoscenza, una trama dove gli emiliani hanno messo
leggermente da parte la spinta rock delle chitarre e gli arrangiamenti
orchestrali a favore di un’attitudine dream pop e shoegaze. Indie ed elegante synth pop vanno a braccetto, oscillando tra gli
anni ’90 e quanto accaduto nelle decadi successive, con citazioni di Keane,
Coldplay, Black Tail e Death Cab for Cutie, influenze riscontrabili nelle
melodie di Aeroplanes e nella vena
agrodolce di Sands, i due pezzi
iniziali che instradano lungo un percorso sentito e proficuamente narrativo.
Maggiormente folk la vena descrittiva di Sebastian,
a cui fa seguito una Boy decisamente
più vicina al rock britannico, prima della gradevole Nowhere e dell’accattivante carica emotiva di Space. L’altra protagonista è Penelope,
raccontata con derive post, Different
chiude infine l’album, lasciando buone sensazioni all’ascoltatore, conscio di
essere alle prese con una band interessante e che ha ancora tanto da dire.
(Luigi Cattaneo)
Aereoplanes (Video)
martedì 18 febbraio 2020
NEVROREA, Diva (2018)
Uscito quasi due anni
fa per la Red Cat Records, Diva è
l’esordio dei toscani Nevrorea (Cosimo Bitossi alla voce, alle chitarre, alle
tastiere e al basso e Lorenzo Bianchi alla batteria e alle percussioni
elettroniche), nati nel 2016 e fortemente influenzati da Verdena, Nirvana e in
parte minore Radiohead. Soprattutto il gruppo dei fratelli Ferrari sembra il
punto di riferimento maggiore, anche vocalmente, tanto che a volte ho avuto
l’impressione di trovarmi dinnanzi ad un ex tribute band. Nulla di male tra
l’altro, anche perché il disco scorre piacevole, tra umori notturni e
un’attitudine grunge vibrante, che si percepisce già nell’iniziale Prova a perderti, preceduta
dall’introduzione strumentale di Impulsiva.
L’alternative della title track è tra gli episodi più interessanti, Calliope sembra omaggiare proprio la
band bergamasca, mentre Revolver è
oscura e malinconica. La cadenzata Super
ego diviene il ponte per due pezzi fieramente elettrici, Accelera, che ci catapulta nella Seattle
di inizio ’90 e Karmaboy, che invece
ricorda nuovamente i Verdena degli esordi. L’ottima Attenta a dove metti i piedi e la conclusiva Nacht (outro), con i suoi versi ripetuti (Rose in fondo al cuore crescono, il buio mi
confonde), lasciano la sensazione di trovarsi dinnanzi ad un progetto
ancora in divenire, che ha delle basi, sicuramente solide, ma su cui i ragazzi
devono lavorare ulteriormente. (Luigi Cattaneo)
Diva (Video)
lunedì 17 febbraio 2020
feat. Esserelà, Disco Dooro (2019)
Tornano i feat.
Esserelà, che avevo già avuto modo di apprezzare per il precedente Tuorl, disco che risultava davvero
piacevole e accattivante. La brillantezza di certe escursioni strumentali viene
confermata nel nuovo Disco Dooro e
pezzi come … svegliati è primavehera o Kajitemeco
sono lì a dimostrare l’efficacia della proposta dei bolognesi, che ho
trovato più sicura, complice una scrittura maggiormente rifinita e centrata,
accompagnata da doti tecniche che esaltano le tante idee del terzetto formato
da Lorenzo Muggia (batteria), Renato Minguzzi (chitarre) e Francesco Ciampolini
(pianoforte, tastiere e basso fretless), coadiuvato dagli ottimi interventi di
Lorenzo Musca e Michele Tamburini ai sax e Dario Nipoti alla tromba. Progressive
e jazz rock si inseguono, tra soli e tempi dispari, Frank Zappa, King Crimson,
Dizzy Gillespie e i contemporanei Accordo dei Contrari, con l’interplay tra
Minguzzi e Ciampolini che viene costantemente sostenuto dal motore ritmico di
Muggia. Gli Elio e le Storie Tese vengono citati in Servi della Klepa, mentre Lodovico Svarchi diviene l’eroe del plot
narrativo lungo ben 4 pezzi, cuore centrale di sviluppi estrosi, coinvolgenti e
potenti. Disco Dooro è un lavoro
fluido ed energico, a tratti veramente fantastico nel coniugare aggressività e
melodia, un prodotto che segna un passo avanti deciso nella maturità degli
emiliani. (Luigi Cattaneo)
Full Album (Video)
sabato 15 febbraio 2020
HUMANA PROG, Fiori, Frutti, Farfalle (2014)
Fiori, Frutti, Farfalle è un disco del 2014 uscito sotto il nome
di Humana Prog, progetto di Paolo Farina, che nel 1975 scrisse il testo di Al mancato compleanno di una farfalla dei
Maxophone. La riscoperta di un’audiocassetta registrata nel 1973, che conteneva
ben 16 minuti di musica, è la scintilla per tornare a lavorare su questo
materiale inedito, che nell’elegante LP in mio possesso (di cui ringrazio
proprio Paolo per avermelo fatto recapitare), da poco disponibile, trova la sua
collocazione nella suite che occupa l’intero lato A. La title track difatti, di
ben 20 minuti, vede Farina (impegnato al canto) accompagnato da Lele Battista
(tastiere, basso e synth), Giorgio Mastrocola (chitarra acustica), Silvio
Centamore (batteria e percussioni), Donato Console (flauto), Donato Pugliese
(violino), Mimmo De Carlo (chitarra), Sandro Esposito (congas e percussioni) e
il compianto Sergio Lattuada dei Maxophone (clavicembalo), in quella che è una
suite che risente del periodo storico in cui è stata creata e delle atmosfere di
quel contesto, tra slanci strumentali, sezioni folk e un pathos comune a tante
produzioni dei settanta prog. Il lato B è composto invece da brani maggiormente
accostabili alla forma canzone, composti da Farina tra il 1972 e il 1973, a
partire da Bianco, rosso e verde,
vicina al primissimo Claudio Rocchi nell’incedere. Cerca in te è davvero molto legata a quegli anni, abbellita dal
flauto di Console, che troviamo pure nella meno riuscita Mamma pubblicità e in Nel
prato più verde, frizzante dedica al vivere la socialità come ormai non si
fa più da tempo. Il violino di Vito Di Carlo colora la breve Ti chiedo scusa, mentre il finale è ad
appannaggio di Feyzi Azzurro Brera, che si divide tra violino, viola e
violoncello nella raffinata malinconia di La
ballata degli amici perduti, una fotografia di ricordi lontani ma ancora
ben saldi nella mente dell’autore, che con passione e dedizione ha firmato un
album affascinante e gradevole. Completano il quadro le illustrazioni ad opera
del grande Matteo Guarnaccia e la produzione esecutiva della AMS Records.
(Luigi Cattaneo)
Fiori, Frutti, Farfalle (Video)
giovedì 6 febbraio 2020
FRANCO GIAFFREDA, Gli strani giorni di noinessuno (2019)
Chi segue la scena prog
metal italiana conoscerà senz’altro Franco Giaffreda, fondatore degli Evil
Wings, con cui ha inciso diversi album e un Dvd. Il lecchese dopo l’esordio da
solista Angeli nel vento ha
collaborato con Nic Potter e David Jackson dei Van Der Graaf Generator, Massimo
Priviero e Massimo Concato, oltre che registrare Tra l’assurdo e la ragione con il Biglietto per l’inferno.folk ed
entrare a far parte dei Get’em out, una tribute band dei Genesis. Gli strani giorni di noinessuno è il suo
nuovo disco solista, dove Franco (voce, chitarra, flauto e mellotron) si fa
accompagnare da Walter Rivolta (batteria) e Alessandro Cassani (basso), un
ritorno all’hard progressivo cantato in italiano che trova la propria dimensione
in pezzi potenti e fieramente aggressivi come Anime di latta e Ladri di
sogni, centrali nello sviluppo narrativo del concept. Il dark prog invade
l’ottima Incubo notturno, che mi ha
ricordato anche qualcosa dei Malombra, La
ballata di Nessuno rallenta per descrivere le sensazioni di chi si sente
solo e disilluso, mentre Alba interiore e
Ricominciare ad essere si legano per
ridare speranza al protagonista del racconto. L’heavy abbraccia Corri con i pensieri, il progressive le
strumentali sfumature di In un vortice di
pensieri e Viaggiando lontano,
inframmezzate dalla malinconica Domande.
Il disco va letto come se fosse un’unica suite di 38 minuti, in cui si sviluppa
una storia fatta di quesiti e riflessioni, quelli di un autore ancora
desideroso di narrare e di esprimere le sue passioni dopo più di trent’anni di
carriera. (Luigi Cattaneo)
Corri con i pensieri (Video)
martedì 4 febbraio 2020
WATCHER OF THE TREES, Fireflies in the wood (2017)
Con colpevole ritardo
scopro questo interessante progetto di Dario Marconcini (già con Electric
Shields e Moonshiners), i Watcher of the Trees e l’ottimo Fireflies in the wood del 2017, un album dedicato alle quattro
stagioni e alle emozioni e sensazioni che si percepiscono durante certi
passaggi di tempo, ma anche metafora delle fasi che contraddistinguono una
vita. Vivere a stretto contatto con la natura ha aiutato l’autore, che ha
immaginato un mondo dove i protagonisti sono gli alberi secolari, custodi di
brani curatissimi sia a livello testuale che di arrangiamenti. L’iniziale e
affascinante strumentale Trees of light
at dawn vede Dario destreggiarsi alle tastiere e alla batteria programmata
(nel corso del disco lo troveremo alla voce e alla chitarra ma anche al basso e
all’armonica), accompagnato da una strumentazione decisamente classicheggiante
composta da violoncello, piano acustico, contrabbasso, viola, flauto e violino.
Una partenza evocativa che prosegue con Watcher
of the trees e Trees, che chiude
la sezione dedicata alla primavera, in cui tutto riprende corpo e anima.
L’aurea folk non manca nemmeno nella parte dedicata all’estate, con Trees are blooming che presenta la
chitarra elettrica di Paolo Mairer, e le seguenti The beech and the birch e Standing
still as stony trees briose e variegate. Le tante idee e la bravura degli
interpreti corredano anche le trame più malinconiche dell’autunno, con The shadows of the trees registrata con
il solo ausilio di Marco Carner alla chitarra, bravissimo anche in The trees with the spoon, mentre Trees in November è l’epitaffio che ci
porta all’inverno dei Watcher of the Trees. La stagione fredda è rappresentata
dalle visioni di The old mantree,
dalla lieve tristezza di I remember the
trees e dalle ultime note di Anthem
to trees, suggestiva conclusione del lavoro. I musicisti presenti sul disco
sono davvero tanti e tutti notevoli, il booklet è davvero ricco e corposo, di
più da un album autoprodotto è difficile aspettarsi. (Luigi Cattaneo)
Anthem to trees (Video)
SFARATTHONS, Appunti di viaggio (2019)
Nati sul finire degli
anni ’70, gli Sfaratthons sono uno dei tanti gruppi che ha esordito solo
decenni dopo, esattamente nel 2016 con La
bestia umana. È di qualche mese fa il nuovo Appunti di viaggio, che vede la band formata da Giovanni Di Nunzio
(voce e chitarra), Cecilio Luciano (batteria), Mario Di Nunzio (basso),
Giovanni Casciato (chitarra) e Luca Di Nunzio (voce, tastiere e chitarra),
impegnata in una rock opera che omaggia la stagione d’oro di Genesis, Le Orme e
Jethro Tull. Di vitale importanza anche l’apporto dato da Geoff Warren al
flauto traverso, Giovanni Ferrari al sax e Alessandro Saponaro alla chitarra.
La title track iniziale è assolutamente il pezzo migliore, un prog strumentale
sinfonico tra Goblin e P.F.M., una suite dove la band abruzzese mette in mostra
doti tecniche non indifferenti. Il mare è protagonista anche nella successiva Vela, dove il progressive del gruppo si
fa immaginifico e suggestivo, con ritmiche fitte e ambientazioni che giocano
tra quiete e tempesta. Cielo nero chiude
l’ideale trittico iniziale, primo brano realmente cantato, si contraddistingue
per un bel testo poetico, melodie pianistiche in odore di Banco del Mutuo
Soccorso e ritmiche dispari. Il viaggio in Notte,
più vicina alla forma canzone, assume una dimensione esistenziale, mentre
drammatica è la sequenza di Yor war, our
war, che trae spunto dalla morte del piccolo migrante Aylan Kurdi. La
corale Trebula di Quadri ingentilisce la delicata Ne journe, n’anne, la Colombia del Presidente Santos ispira With all the strength of my voice,
accostabile a gruppi prog contemporanei come Il Fauno di Marmo e Sigmund Freud.
Il dialetto abruzzese e una spinta al limite dell’hard dipingono Vaje, prima della conclusiva Trust, che si presenta come un finale
movimentato e decisamente elettrico, buona chiusura di un ritorno
complessivamente valido e che lascia trasparire ulteriori margini di
miglioramento, soprattutto se in futuro si riuscirà a mantenere lo stesso
pathos della prima parte per tutto l’album. Nota di merito per la confezione a
forma di libro (anche come grandezza) del lavoro, veramente curata e tutta da
leggere, naturale accompagnamento alla musica della band. (Luigi Cattaneo)
Appunti di viaggio (Video)
sabato 1 febbraio 2020
CONCERTI DEL MESE, Febbraio 2020
Sabato 1
·Banco a Campobasso
·Real Dream a Genova
·Opossum a Castel Mella (BS)
·The Winstons a Montemarciano (AN)
·Claudio Simonetti's Goblin a Roma
·Prometheo a Martina Franca (TA)
Domenica 2
·Banco a Campobasso
·La Villa Strangiato a Roma
Mercoledì 5
·Banco + Il Segno del Comando a Genova
·Explosions In The Sky a Bologna
Giovedì 6
·Explosions In The Sky a Milano
·C. Simonetti's Goblin a Scandicci (FI)
Venerdì 7
·C. Simonetti's Goblin + Quanah Parker a S. Donà (VE)
·The Coastliners a Roma
Sabato 8
·C. Simonetti's Goblin a S.Martino B. (VR)
·Mangala Vallis + Kerygmatic P. a Veruno NO
·A Lifelong Journey a S.Martino Siccom. (PV)
Domenica 9
·Arturo Stàlteri a Viterbo
·Il Bacio Della Medusa a Corciano (PG)
Martedì 11
·Dream Theater a Roma
Mercoledì 12
·Dream Theater a Milano
Giovedì 13
·Mezz Gacano Power Trio a Palermo
Venerdì 14
·La Villa Strangiato a Lugagnano (VR)
·I Viaggi Di Madeleine a Lecce
·Mezz Gacano Power Trio a Reggio Calabria
Sabato 15
·M.A.Y.A. a Lugagnano (VR)
·Picchio Dal Pozzo a Milano
·The Trip a Torino
·La Villa Strangiato a Trofarello (TO)
·Liquid Shades a Ferrara
·Mezz Gacano PT a Marina di Gioiosa Jonica (RC)
Domenica 16
·The Aristocrats al Live di Trezzo s/Adda (MI)
·Vittorio De Scalzi a Lazise (VR)
Lunedì 17
·The Aristocrats a Genova
Martedì 18
·The Aristocrats a Parma
·Chromb! a Torino
Giovedì 20
·PFM a Montecatini Terme (PT)
Venerdì 21
·Mr. Punch a Lugagnano (VR)
·The Aristocrats a Terni
·A Lifelong Journey a Locate Triulzi (MI)
·PFM a Parma
·Aquatarkus + Undertull a Roma
·Spectral Morning a Trofarello (TO)
Sabato 22
·The Aristocrats a Roma
·Needlepoint a Milano
·Claudio Simonetti's Goblin a Genova
·Malibran a Gravina di Catania (CT)
·Le Orme a Conegliano (TV)
·Plenilunio a Strevi (AL)
·La Batteria a San Giuliano Terme (PI)
Domenica 23
·The Aristocrats a S.Giovanni alla Vena (PI)
·Claudio Simonetti Goblin a Ponte a Moriano (LU)
Lunedì 24
·PFM a Brescia
Martedì 25
·PFM a Milano
Mercoledì 26
·Roberto Cacciapaglia a Mantova
·Revelation a Marino (Roma)
Giovedì 27
·PFM a Padova
Venerdì 28
·Malibran a Belpasso (CT)
·PFM a Grosseto
·Le Orme a Seriate (BG)
Sabato 29
·Massimo Giuntoli a Milano
·Riverside a Milano
·Real Dream a Foligno (PG)
·PFM a Roma
·Le Orme a Castel S. Giovanni (PC)
·Banco a Campobasso
·Real Dream a Genova
·Opossum a Castel Mella (BS)
·The Winstons a Montemarciano (AN)
·Claudio Simonetti's Goblin a Roma
·Prometheo a Martina Franca (TA)
Domenica 2
·Banco a Campobasso
·La Villa Strangiato a Roma
Mercoledì 5
·Banco + Il Segno del Comando a Genova
·Explosions In The Sky a Bologna
Giovedì 6
·Explosions In The Sky a Milano
·C. Simonetti's Goblin a Scandicci (FI)
Venerdì 7
·C. Simonetti's Goblin + Quanah Parker a S. Donà (VE)
·The Coastliners a Roma
Sabato 8
·C. Simonetti's Goblin a S.Martino B. (VR)
·Mangala Vallis + Kerygmatic P. a Veruno NO
·A Lifelong Journey a S.Martino Siccom. (PV)
Domenica 9
·Arturo Stàlteri a Viterbo
·Il Bacio Della Medusa a Corciano (PG)
Martedì 11
·Dream Theater a Roma
Mercoledì 12
·Dream Theater a Milano
Giovedì 13
·Mezz Gacano Power Trio a Palermo
Venerdì 14
·La Villa Strangiato a Lugagnano (VR)
·I Viaggi Di Madeleine a Lecce
·Mezz Gacano Power Trio a Reggio Calabria
Sabato 15
·M.A.Y.A. a Lugagnano (VR)
·Picchio Dal Pozzo a Milano
·The Trip a Torino
·La Villa Strangiato a Trofarello (TO)
·Liquid Shades a Ferrara
·Mezz Gacano PT a Marina di Gioiosa Jonica (RC)
Domenica 16
·The Aristocrats al Live di Trezzo s/Adda (MI)
·Vittorio De Scalzi a Lazise (VR)
Lunedì 17
·The Aristocrats a Genova
Martedì 18
·The Aristocrats a Parma
·Chromb! a Torino
Giovedì 20
·PFM a Montecatini Terme (PT)
Venerdì 21
·Mr. Punch a Lugagnano (VR)
·The Aristocrats a Terni
·A Lifelong Journey a Locate Triulzi (MI)
·PFM a Parma
·Aquatarkus + Undertull a Roma
·Spectral Morning a Trofarello (TO)
Sabato 22
·The Aristocrats a Roma
·Needlepoint a Milano
·Claudio Simonetti's Goblin a Genova
·Malibran a Gravina di Catania (CT)
·Le Orme a Conegliano (TV)
·Plenilunio a Strevi (AL)
·La Batteria a San Giuliano Terme (PI)
Domenica 23
·The Aristocrats a S.Giovanni alla Vena (PI)
·Claudio Simonetti Goblin a Ponte a Moriano (LU)
Lunedì 24
·PFM a Brescia
Martedì 25
·PFM a Milano
Mercoledì 26
·Roberto Cacciapaglia a Mantova
·Revelation a Marino (Roma)
Giovedì 27
·PFM a Padova
Venerdì 28
·Malibran a Belpasso (CT)
·PFM a Grosseto
·Le Orme a Seriate (BG)
Sabato 29
·Massimo Giuntoli a Milano
·Riverside a Milano
·Real Dream a Foligno (PG)
·PFM a Roma
·Le Orme a Castel S. Giovanni (PC)
martedì 28 gennaio 2020
PERPETUAL FATE, Cordis (2018)
Nati nel 2015, i
Perpetual Fate (Maria Grazia Zancopè alla voce, Gianluca Evangelista e
Massimiliano Pistore alle chitarre, Diego Ponchio al basso e Marco Andreetto
alla batteria) sono un alternative metal band di Padova dalle influenze
progressive e dal taglio moderno, vicino a gruppi nostrani come gli Heretic’s
Dream, con cui condividono un certo impianto strutturale. Aver aperto gli show
di Eternal Idol e Secret Sphere è stato sicuramente un momento importante nella
loro crescita artistica, percorso che ha portato il quintetto a pubblicare
dapprima l’ep Secret e poi il primo
full, Cordis, edito dalla Revalve
Records. L’album è contraddistinto da belle e ispirate melodie, riff distorti e
un’elegante tocco elettronico, elementi che si sviluppano in pezzi come Enslavement o Mark any youth. Il giusto equilibrio tra momenti aggressivi e parti
ricche di pathos viene raggiunto nell’opener Rabbit hole, nell’ottima Cannibal
e in The land, dove trovano risalto Michele
Guaitoli (voce dei Vision of Atlantis e Temperance) e Marco Pastorino
(Temperance, Secret Sphere, Virtual Simmetry, Light & Shade). Nota di
merito per la lunga Eternal destiny,
che mette in luce le influenze prog della band, piccola perla di un lavoro
rifinito ed elegante. (Luigi Cattaneo)
Rabbit hole (Video)
sabato 25 gennaio 2020
GABRIELE GASPAROTTI, Istantanee Vol.1 (2019)
Ci
siamo già occupati di Gabriele Gasparotti in occasione dell’uscita di Extrema Ratio, affascinante album
registrato con Nicola Bogazzi, che aveva permesso tra il 2018 e il 2019 di
presentare certi sperimentali suoni in una trentina di date live, oltre che permettere
al video La nascita di Zelda v.2.0 di
essere proiettato durante la 76a Mostra
Internazionale dell'arte cinematografica di Venezia all'interno della sezione
Il futuro del corto d'autore. Il
nuovo Istantanee vol.1 è a firma del
solo Gasparotti, un lavoro di ricerca dove Gabriele ha utilizzato
sintetizzatori semi-modulari, il giradischi Vestax Controller One, nastro
magnetico, pianoforte preparato e un trio d’archi, per un risultato complessivo
di non facile lettura, tra echi minimali, suoni essenziali e un utilizzo dei
synth analogici che diviene il trademark dell’intero album. È proprio l’autore
a spiegare il processo creativo. I sintetizzatori
analogici che ho utilizzato sono strumenti che vivono quasi di vita propria, il
cui funzionamento è influenzato anche dalla minima variazione della tensione
elettrica e ogni evento sonoro da essi generato per quanto ci si sforzi di
replicarlo è irripetibile, utilizzandoli si accetta di farsi sfuggire dei
dettagli. L’idea di registrare ogni istantanea più volte e su diversi tipi
di nastro ha permesso al musicista di avere timbri differenti, dando così
l’opportunità di scegliere cosa utilizzare, cosa mettere in primo piano e
modificare prospettive in base alle scelte effettuate. Un lavoro di
composizione che diviene conseguenza, scoperta sul campo, ricerca in studio di
particolari nascosti e invisibili e che profuma di soundtrack, per la sua
innata capacità di condurre in un mondo distopico, di narrare senza l’ausilio
di temi e immagini. Il geniale toscano sposta l’asticella ancora più in là,
sfiorando a tratti l’incomunicabilità, con le oniriche partiture che sono
caricate di Kosmische e occultismo misterioso, tangibile nelle crepe di musica
concreta, coraggiosa e difforme. I particolari finiscono quindi per divenire
oggetto di studio, pura avanguardia mistica fatta di suoni oscuri e strutture
celate, che vanno comprese nella loro profonda essenza, e che rimandano, senza
scimmiottarle, alle avanguardie colte del Novecento. Suggestivo e provocatorio,
Istantenee vol.1 è lo specchio di
un’artista che scava nel profondo della creazione, che non si accontenta di
certezze e prova, in maniera autonoma e coraggiosa, a dire qualcosa di
ardimentoso, attraverso un linguaggio ostico ma di grande fascino. (Luigi
Cattaneo)
Di seguito il link per acquistare e ascoltare l'album
giovedì 23 gennaio 2020
EARTHSET, IL COMUNICATO DEL NUOVO L'UOMO MECCANICO
Gli
Earthset, quartetto rock di Bologna, annunciano la pubblicazione di L’uomo
Meccanico, colonna sonora del cine concerto del film muto L’uomo Meccanico (Ita-Fra
1921).
LP contenete la soundtrack sarà rilasciato via Dischi Bervisti e Koe Records il 31 gennaio 2020 e presentato ufficialmente sempre il 31 gennaio a Roma, all’interno della Salle du Cinéma dell’Institut Francaise Centre Saint Louis.
La pubblicazione avviene dopo il successo della lunga tournée del 2019, realizzata in collaborazione con la Cineteca di Bologna e col supporto di Bologna Città della Musica UNESCO, che ha visto i bolognesi impegnati su tutto il territorio nazionale ed all’estero.
Diversi gli appuntamenti significativi in cui il cine concerto è stato presentato, tanto nell’ambiente del circuito musicale quanto in quello cinematografico, e prestigiose le collaborazioni.
Si segnalano la presentazione di L’uomo meccanico all’interno del Pesaro Film Festival; la partecipazione alla rassegna Balletti Meccanici prodotta dal Labirinto della Masone di Franco Maria Ricci; la serata inaugurale del Soundscreen Film Festival di Ravenna, in cui la band ha anche avuto la possibilità di suonare insieme al regista Abel Ferrara; le tappe di Brescia e Pisa, in collaborazione con l’Università di Brescia e l’Università di Pisa; nonché, tra le date all’estero, la serata conclusiva del festival LesRencontresduCinémaItalien, realizzato col finanziamento dell’Istituto Italiano di Cultura di Lione e che in passato ha ospitato le sonorizzazioni realizzate da gruppi italiani quali Massimo Volume, Julie’s Haircut e Giardini di Mirò.
Musicalmente l'album si presenta come una lunga suite senza soluzione di continuità, in cui la band esplora ed approfondisce gli elementi più sperimentali della sua produzione.
Si passa agevolmente dal post rock alla psichedelia, dal noise ad echi classicheggianti docecafonici ed esatonali ispirati dallo studio delle avanguardie storiche dei primi del ‘900.
La sonorizzazione è nata all’interno del Progetto Soundtracks 2018, sotto la direzione artistica di Corrado Nuccini (Giardini di Mirò) e Stefano Boni (Museo del Cinema di Torino).
Nell’ambito del corso gli Earthset hanno avuto come tutor Nicola Manzan (Dischi Bervisti), che la band ritrova oggi alla produzione dell’LP.
La produzione vede inoltre il coinvolgimento della band dog-core bolognese Cani dei Portici: Demetrio Sposato (batteria) con la sua Koe Records e Claudio Adamo (chitarra), produttore tecnico dell’intero lavoro (record-mix-master).
La release sarà accompagnata da un nuovo tour per il 2020.
IL FILM
L'uomo meccanico è un film muto prodotto dalla Milano Films nel 1921. Autore e interprete della pellicola è il francese André Deed (noto in Italia come Cretinetti).
Si tratta del primo film di fantascienza/horror prodotto in Italia ad oggi disponibile (il più antico Il Mostro di Frankenstein del 1914 risulta perduto), seppur in versione mutilata.
La pellicola, infatti, era andata perduta e solo negli anni '90 la Cineteca di Bologna è riuscita a restaurare un lungo frammento proveniente dall'ultima bobina rimasta al mondo, rinvenuta nella Cinemateca Brasileira di San Paolo.
L’uomo meccanico è per questo poco conosciuto, sebbene rappresenti una tappa molto importante del cinema italiano. Si tratta della prima pellicola italiana ed una delle prime al mondo ad affrontare il tema dell'automa ed a mostrare la scena dello scontro tra un mostro meccanico buono ed uno cattivo, anticipando di gran lunga temi sviluppati dalla fantascienza posteriore, nonché un certo immaginario “mecha” giapponese.
LP contenete la soundtrack sarà rilasciato via Dischi Bervisti e Koe Records il 31 gennaio 2020 e presentato ufficialmente sempre il 31 gennaio a Roma, all’interno della Salle du Cinéma dell’Institut Francaise Centre Saint Louis.
La pubblicazione avviene dopo il successo della lunga tournée del 2019, realizzata in collaborazione con la Cineteca di Bologna e col supporto di Bologna Città della Musica UNESCO, che ha visto i bolognesi impegnati su tutto il territorio nazionale ed all’estero.
Diversi gli appuntamenti significativi in cui il cine concerto è stato presentato, tanto nell’ambiente del circuito musicale quanto in quello cinematografico, e prestigiose le collaborazioni.
Si segnalano la presentazione di L’uomo meccanico all’interno del Pesaro Film Festival; la partecipazione alla rassegna Balletti Meccanici prodotta dal Labirinto della Masone di Franco Maria Ricci; la serata inaugurale del Soundscreen Film Festival di Ravenna, in cui la band ha anche avuto la possibilità di suonare insieme al regista Abel Ferrara; le tappe di Brescia e Pisa, in collaborazione con l’Università di Brescia e l’Università di Pisa; nonché, tra le date all’estero, la serata conclusiva del festival LesRencontresduCinémaItalien, realizzato col finanziamento dell’Istituto Italiano di Cultura di Lione e che in passato ha ospitato le sonorizzazioni realizzate da gruppi italiani quali Massimo Volume, Julie’s Haircut e Giardini di Mirò.
Musicalmente l'album si presenta come una lunga suite senza soluzione di continuità, in cui la band esplora ed approfondisce gli elementi più sperimentali della sua produzione.
Si passa agevolmente dal post rock alla psichedelia, dal noise ad echi classicheggianti docecafonici ed esatonali ispirati dallo studio delle avanguardie storiche dei primi del ‘900.
La sonorizzazione è nata all’interno del Progetto Soundtracks 2018, sotto la direzione artistica di Corrado Nuccini (Giardini di Mirò) e Stefano Boni (Museo del Cinema di Torino).
Nell’ambito del corso gli Earthset hanno avuto come tutor Nicola Manzan (Dischi Bervisti), che la band ritrova oggi alla produzione dell’LP.
La produzione vede inoltre il coinvolgimento della band dog-core bolognese Cani dei Portici: Demetrio Sposato (batteria) con la sua Koe Records e Claudio Adamo (chitarra), produttore tecnico dell’intero lavoro (record-mix-master).
La release sarà accompagnata da un nuovo tour per il 2020.
IL FILM
L'uomo meccanico è un film muto prodotto dalla Milano Films nel 1921. Autore e interprete della pellicola è il francese André Deed (noto in Italia come Cretinetti).
Si tratta del primo film di fantascienza/horror prodotto in Italia ad oggi disponibile (il più antico Il Mostro di Frankenstein del 1914 risulta perduto), seppur in versione mutilata.
La pellicola, infatti, era andata perduta e solo negli anni '90 la Cineteca di Bologna è riuscita a restaurare un lungo frammento proveniente dall'ultima bobina rimasta al mondo, rinvenuta nella Cinemateca Brasileira di San Paolo.
L’uomo meccanico è per questo poco conosciuto, sebbene rappresenti una tappa molto importante del cinema italiano. Si tratta della prima pellicola italiana ed una delle prime al mondo ad affrontare il tema dell'automa ed a mostrare la scena dello scontro tra un mostro meccanico buono ed uno cattivo, anticipando di gran lunga temi sviluppati dalla fantascienza posteriore, nonché un certo immaginario “mecha” giapponese.
Tracklist:
Cap. I – Preludio
Cap. II – Il Fuoco
Cap. III – L’inganno
Cap. IV – La Festa
Cap. V – L’Uomo Meccanico
Cap. VI – La Fuga
Cap. VII – Il Ballo
Cap. VIII – Lo Scontro
Cap. I – Preludio
Cap. II – Il Fuoco
Cap. III – L’inganno
Cap. IV – La Festa
Cap. V – L’Uomo Meccanico
Cap. VI – La Fuga
Cap. VII – Il Ballo
Cap. VIII – Lo Scontro
Credits:
Music by Earthset
Live recorded, mixed and mastered by Claudio Adamo.
Artwork by Simone Tacconelli.
Music by Earthset
Live recorded, mixed and mastered by Claudio Adamo.
Artwork by Simone Tacconelli.
Contatti:
Earthset
Dischi
Bervisti
Koe
Records:
martedì 21 gennaio 2020
BANCO DEL MUTUO SOCCORSO & IL SEGNO DEL COMANDO LIVE AL POLITEAMA GENOVESE
Il Banco del Mutuo Soccorso in concerto a Genova!!!
Mercoledì 5 febbraio 2020
Opening act: Il Segno del Comando
Il Banco del Mutuo Soccorso, in concerto al Teatro Politeama Genovese (via Bacigalupo 2, 16122 Genova) il prossimo 5 febbraio 2020.
Il pubblico avrà modo di ascoltare, per la prima volta dal vivo, i brani che compongono il nuovo lavoro Transiberiana, riflesso di tutta la carriera del Banco e di ciò che la band è al giorno d’oggi, l'altra faccia di una storia che continua e che fa proprio il tempo nuovo.
Il concerto di Genova sarà anche l’occasione per riascoltare le composizioni più famose del Banco, quelle che hanno reso il gruppo uno dei punti di riferimento del rock progressive.
Per aprire il proprio concerto, il Banco ha voluto in qualità di ospite la prog band genovese Il Segno del Comando, un gruppo nato a Genova nel 1995 che negli ultimi anni ha ricevuto molti riscontri per la propria attività. Ha pubblicato sul finire del 2018 l'ultimo suo album in studio (L'incanto dello Zero) e lo scorso 22 novembre 2019 ha presentato la ristampa del suo disco di esordio omonimo del 1996.
Qui il link per l'acquisto online dei biglietti: http://bit.ly/genovaT1
www.politeamagenovese.it
domenica 19 gennaio 2020
I MAIALI, Cvlto (2019)
Di moniker particolari
e, a dire il vero, poco “spendibili” sul mercato (peraltro comunque asfittico),
ne ho visti parecchi negli anni ma I Maiali è tra i più singolari sicuramente. L’entità
post hardcore formata da Francesco Foschini (voce), Matteo Grigioni (basso),
Daniele Ticconi (chitarra) e Angelo Del Rosso (batteria) punta tutto su un
impatto dichiaratamente noisy, un suono greve che trova il giusto supporto di
testi che parlano dell’uomo, del suo animo, dei suoi desideri e del suo rapporto
con il divino, senza giri di parole, senza mezze misure. Cvlto è il loro esordio, la rabbia come elemento predominante e un
nichilismo di fondo che rende il tutto decisamente dark, maligno, tanto che il
lavoro potrebbe piacere anche a chi è solito ascoltare musica più estrema. L’incedere
malsano di Carne, la nera preghiera
di Ave, l’inno sfrenato della title
track, l’ipnotica wave di Danza come
Manson, sono solo alcuni dei momenti di questo bel debutto, accostabile per
attitudine a progetti come Morso, Hate & Merda e The Vasto. (Luigi Cattaneo)
Ave (Video)
NEVICA, Tengo (2019)
Dietro il moniker
Nevica si cela Gianluca Lo Presti, musicista ma anche produttore, tecnico del
suono e arrangiatore, che con questo Tengo
unisce le anime musicali di due suoi progetti, ossia il cantautorato di
Nevica su Quattropuntozero e l’elettrorock di Nevica Noise. Ispirato al romanzo
1Q84 di Haruki Murakami e all’attività
dello psicologo e musicoterapeuta Mauro Scardovelli, l’album vede Lo Presti
diviso tra canto, elettronica, sintetizzatori, piano e basso, coadiuvato
ottimamente da Alessandro Antolini alla batteria, Giuseppe Lo Bue alla
chitarra, Francesco Cellini al violoncello e Manuela Trombini al violino e alla
viola. L’iniziale Il nostro suono è
un bel biglietto da visita, impianto rock su cui si instilla una vena
elettrodark ricca di pathos, per un brano immediato e che presenta alcuni tòpoi
del lavoro. Già la successiva Tina e
Swaraj risulta più complessa e strutturata, poetica e visionaria trama wave
tra le più interessanti dell’album, mentre Outing
parte II è arricchita da un coro di voci bianche guidate dalla maestra
Daniela Peroni. Elettronica e darkwave si inseguono anche in Due lucertole, mantenendo alta la
tensione del racconto, così come l’inquietudine che avvolge la spirale di Aomame nascosta nell’appartamento,
episodio centrale nello sviluppo narrativo di Lo Presti. Il ritmo si alza con
la title track, pur mantenendo le caratteristiche di suono emerse sin qui,
prima di Animadre con la sua cupa
carica elettronica e la conclusiva Ghiliachi,
prezioso finale di un disco articolato e da scoprire senza fretta. (Luigi
Cattaneo)
venerdì 17 gennaio 2020
FIRMO, Rehab (2018)
Uscito verso la fine
del 2018, Rehab è il primo lavoro di
Gianluca Firmo (voce e tastiere), conosciuto soprattutto per il progetto Room
Experience, un disco intriso di AOR, melodick rock e ballate delicate. Con una
formazione composta da Mattia Tedesco alla chitarra (Candies For Breakfast,
Vasco Rossi, Gianluca Grignani), Nicola Iazzi al basso (anche lui Candies For
Breakfast ma pure membro degli Hardline), Daniele Valseriati alla batteria
(Tragodia) e Davide Barbieri ai cori (Room Experience, Wheels of fire,
Raintimes), il risultato finale non poteva che essere brillante, e a questi
vanno aggiunti una serie di importanti ospiti che animano diversi momenti del
disco. A place for judgement day è il
classico brano d’apertura, ottimo per presentare le caratteristiche dell’album,
con la sua carica di facili melodie e un azzeccato chorus, con le chitarre di
Stefano Zeni (Room Experience, Wheels of fire) e Carlo Poddighe a dare il
proprio contributo (ben presenti in più brani del disco). Non che sia da meno
il mid-tempo Heart of stone, così
come è particolarmente raffinata la ballata Shadows
and lights. Più rock e sempre molto immediata Maybe forever, mentre i Bon Jovi di Slippery when wet tracciano la traiettoria di No prisoners. Mario Percudani, chitarrista degli Hungryheart e
degli Hardline, Alessandro Moro al sax e Pier Mazzini, tastierista dei Danger
Zone, impreziosiscono un’altra romantica ballata, Didn’t wanna care. L’elettricità torna in Unbreakable e nell’ottantiana Don’t
dare to call it love, mentre Cowboys
once, Cowboys forever è un inno al proprio modo di intendere la vita e la
musica e vede il ritorno della chitarra di Percudani. Chiudono il lavoro il
coinvolgente singolo Rehab, l’elegante
Until forever comes e la lenta Everything (con Andrea Cinelli al
piano), ultimo sussulto di un esordio che unisce classe e sognanti melodie.
(Luigi Cattaneo)
Album Teaser (Video)
giovedì 16 gennaio 2020
ESSENZA, June 26th (2020)
Lo storico power-trio pugliese degli Essenza lancia un nuovo singolo
June 26th, già disponibile su tutte le piattaforme di distribuzione digitale
e come videoclip ufficiale su youtube.
Il
trio, fondato nel 1993 dai fratelli Carlo Rizzello (chitarre e voci) e
Alessandro Rizzello (basso), è dedito ad un metal vigoroso e tecnico, con
influenze nel metal classico, nell’hard rock settantiano ma con forti tinte
thrash e power metal. Paolo Colazzo, batterista, si è stabilizzato in
formazione dal 2003. Agli esordi la band ha pubblicato due album cantati in
italiano, prima di virare all’inglese all’inizio degli anni 2000 con gli album Devil’s Breath (2009, BigMud Records) e Blind gods and revolutions (2014, SG
Records).
Il nuovo brano è ispirato ad un episodio di cronaca. Il 26 giugno 2019,
i corpi senza vita di Oscar e di sua figlia Valeria sono stati ritrovati sulla
riva del Rio Grande, riversi nell’acqua melmosa, dopo essere stati travolti
dalla corrente mentre cercavano di attraversare il confine tra Messico e Stati
Uniti. Nel tentativo di salvarla il padre aveva stretto la figlia a sé, proteggendola nella
sua maglietta. È così che li hanno ritrovati. Il giovane di San Salvador, come
tanti, era alla disperata ricerca di una vita dignitosa per sé e la sua
famiglia.
June 26th racconta la loro storia, immaginando le parole che Oscar
avrebbe voluto rivolgere in futuro alla sua bimba, morta a soli 23 mesi.
June 26th video youtube:
June 26th spotify:
Link utili – essenza
Sito ufficiale: www.essenzamanagement.com
Canaleyoutube: https://www.youtube.com/dancerliar
DIRAXY, Ode to change (2020)

I Diraxy annunciano il loro nuovo singolo
completamente autoprodotto, Ode to Change.
La pubblicazione è prevista per la fine di
Febbraio 2020 sulle principali piattaforme digitali.
Ode to
Change riprende il tema del cambiamento e del coraggio
nel prendere controllo della propria vita, già trattato in passato dalla band con l'album The Great Escape del 2017 (di cui parlammo da queste pagine). Il singolo
ricalca le orme dei dischi precedenti, mantenendo lo stile progressive
rock/metal e tracciando una forte evoluzione nell’arrangiamento.
Links:
Amazon Music - https://www.amazon.com/s?k=Diraxy&i=digital-music
I Diraxy sono una band progressive di Milano. Il 29 febbraio 2016 esce il loro
primo album, un concept autoprodotto dal titolo The Vagrant, ispirato al film Waking
Life (USA, 2001).
Il 6
luglio 2017 esce il loro secondo disco, The
Great Escape, per Fontana Indie Label.
La
musica della band guarda alla recente corrente progressive/rock metal,
ispirandosi a gruppi di riferimento quali Porcupine Tree, Tesseract, Haken e
molti altri.
Contatti
e social:
Facebook
- https://www.facebook.com/Diraxy
Instagram
- https://www.instagram.com/diraxyband
Twitter
- https://twitter.com/diraxy
e-mail:
diraxyband@gmail.com
mercoledì 15 gennaio 2020
TREEHORN, Golden Lapse (2019)
I Treehorn (Davide
Olivero alla batteria, Gianandrea Cravero alla chitarra e Davide Maccagno al
basso e alla voce) si formano nel 2005 in provincia di Cuneo, con l’intento di
suonare in maniera aggressiva, contorta e complessa, un’avversione verso i
tempi pari che diviene il trademark compositivo della band. Il loro è un
crossover di post hardcore e noise, accostabile a Shellac, Fugazi, Jesus Lizard
Today is the Day, ma anche a gruppi nostrani come Dead Elephant e Dogs for
breakfast. L’ep Anime e il full Hearth permettono loro di realizzare
tour europei, prima del nuovo Golden
Lapse, intriso di pezzi duri come macigni e senza orpelli inutili, diretto
e pieno di brani dalla forte carica live. The
recall drug è l’inizio che mette subito l’opera sui binari che la
contraddistingueranno, tra riff malsani, ritmiche dispari e sottili melodie.
L’impatto noisy caratterizza Virgo, not
virgin, disturbanti distorsioni animano The
same reverse, mentre Onlooker
sembra guardare al grunge di fine anni 80, prendendo le mosse dai gruppi più
pesanti che caratterizzavano quel movimento. Il martellamento continua con la
diabolica Hell and his brothers, con
il nuovo tributo grungy di A shining gift
e con la devastante carica di Damn plan.
Modigliani prima e Coward icons poi, tra cambi di tempo,
atmosfere mutevoli e rabbia che diviene pulsione vitale, chiudono un ritorno
che conferma la bontà del progetto Treehorn. (Luigi Cattaneo)
Damn Plan (Video)
domenica 12 gennaio 2020
NOTTURNO CONCERTANTE, Canzoni allo specchio (2012)

Canzoni allo specchio del 2012 è l’ultimo lavoro in studio del Notturno
Concertante, gruppo irpino tra gli artefici più significativi del cosiddetto
new prog anni ’80. I due fondatori storici, Lucio Lazzaruolo alle chitarra e
alle tastiere e Raffaele Villanova alla chitarra, si circondano di musicisti
davvero abili ad inserirsi nello spettro sonoro fatto di progressive rock, folk
e jazz. Canzoni allo specchio è un
album brillante, legato all’aspetto acustico tanto caro alla band, in cui si
fondono strumenti come il sax, il clarinetto, il violino, l’accordion, che
ampliano le possibilità espressive dei Notturno. Il tutto a favore di una forma
canzone melodica che non rinnega l’amore verso il prog e mostra una certa
sensibilità e attenzione per arrangiamenti davvero ben curati. Da subito si
capisce che la direzione presa con Ahmed
l’ambulante è vicina a certo rock dalle increspature etniche, di facile
assimilazione ma per nulla scontato. Young
man gone west è un suggestivo pezzo strumentale, in cui emerge con forza il
lato acustico della band e la capacità di creare raffinati momenti da
soundtrack. In Come il vento invece
si torna a parlare il linguaggio del rock in maniera diretta, preludio ad un
emozionante versione di Le anime belle, che appariva già in The glass tear del 1994, e che qui
assume una nuova e potente dimensione grazie ad un cantante come Giuseppe Relmi
e all’utilizzo accorato del violino di Carmine Meluccio. Dal medesimo disco
viene pescata The price of experience,
che risulta ancora fresca e intensa, mentre nella title track la parte del leone è affidata al sax di
Carmine Marra, che si produce in un bel solo nella seconda parte del brano, che
è anche quella meglio riuscita. La
milonga di Milingo è uno strumentale di ispirazione brasiliana piuttosto
jazzata di gran gusto, a cui fa seguito Lei
vede rosso, una ballata in cui gli inserti strumentali si fanno sopraffini
e vellutati. Un applauso sincero ad una band che è riuscita a non guardare in
maniera nostalgica il passato e a prodotto un lavoro sentito e personale, in
cui i risvolti progressivi vengono amalgamati all’interno delle varie canzoni
con quelli etnici, folk, cantautorali e jazz. (Luigi Cattaneo)
Full Album (Video)
sabato 11 gennaio 2020
RICCARDO ANDREINI & BRAMASOLE, Come polvere (2018)
Non nuovo nell’ambiente
underground, Riccardo Andreini è un cantautore e produttore toscano che vanta
esperienze musicali sia come membro di band (con gli Zonaeden ha inciso due
album), sia come solista (l’omonimo è del 2013). Con i Bramasole (Matteo
Zingoni alla batteria, Lorenzo Favuzza al basso e Fabio Regoli alla chitarra e
ai synth) Riccardo (voce e chitarra) arriva ora al secondo disco, Come polvere, pubblicato nel 2018 dalla
Red Cat Records e intriso di rock, grunge e cantautorato, passioni che da
sempre accompagnano il percorso artistico di Andreini. L’iniziale Scorgendo l’equilibrio è perfetta come
apertura, con il suo appeal radiofonico che si fonde con vibranti spinte rock,
bissata dalla title track, che non disdegna incursioni più marcate nel
cantautorato. Puro e vitale rock in Un
soffio d’aria, mentre Portano vita è
una delicata riflessione sul difficile tema dell’immigrazione. Sogni sporchi torna a battere le strade
del rock made in Italy, Primavera ricorda
il sound della Seattle grunge novantiana, prima della raffinata Sei, una sentita ballata, una dedica
genuina ad un amore perso. Segue un trittico maggiormente carico di
elettricità, Brucia odio, L’offerta e Mi chiedo sempre perché, brani che mostrano l’abilità di Riccardo
nel saper scrivere pezzi ammalianti ma robusti, richiamando band come Alice in
Chains, Nirvana e Puddle of Mudd ma anche le nostrane Litfiba e Negrita. La
chiusura è nuovamente cantautorale, con L’aquilone
che è l’apprezzabile finale di un lavoro brillante ed estremamente
gradevole. (Luigi Cattaneo)
martedì 7 gennaio 2020
SWÖRN, Swörn (2019)
Nati a Torino nel 2017,
gli Swörn sono un trio formato da Michele (chitarra e voce), Mattia (basso e
voce) e Ulisse (batteria e voce), che mette insieme deraglianti sfuriate stoner
con onirici passaggi psichedelici, contrasti sonori che sono il trademark di
questo breve ma convincente esordio. Trenta minuti dove i riff distorti di
matrice desert vengono ammorbiditi da sezioni strumentali suggestive, al limite
dell’ipnotico, caratteristiche tipiche di un genere ormai standardizzato ma che
ancora affascina. Azathoth è l’inizio
del viaggio, tra parti aggressive e un crescendo di oscura psichedelia, mentre San Pedro attacca senza scrupoli, con parti
heavy massicce e grintose. Il clima muta di nuovo con Electric saint, maggiormente visionaria, prima del riuscito hard di
I ask shield e della stoneriana
carica dark di Helluland. La
conclusiva e coinvolgente Tecumseh è
perfetta per chiudere un debutto gradevolissimo, sicuramente un buon punto di partenza
per scenari prossimi. (Luigi Cattaneo)
mercoledì 1 gennaio 2020
DANIELE MAMMARELLA, Past, present and let's hope (2019)
La prima recensione del
nuovo anno è dedicata ad un giovane talento di Pescara, Daniele Mammarella,
chitarrista fingerstyle che vanta nel suo curriculum titoli di studio
significativi, il lavoro di docente presso APM e Music and Art International
Academy e il lavoro di turnista per diverse band, tra cui Iacopo Ligorio &
Le Canzoni Giuste. Past, present and
let’s hope è il suo primo disco, a dire il vero più un ep per la breve
durata (poco più di venti minuti), composto da dieci tracce strumentali piene
di tecnica, groove e tiro, cosa che non guasta mai quando si pubblica un album
per sola chitarra. Tommy Emmanuel e John Renbourn vengono citati a più riprese
tra le note di Destiny o Wild, il blues è omaggiato in Danny’s blues, mentre il Bud Spencer di Altrimenti ci arrabbiamo viene tributato
in Dune buggy/Grau grau (di Guido e
Maurizio De Angelis). In attesa di qualcosa di più sostanzioso è giusto
apprezzare questo primo passo di Daniele, che con intelligenza e passione ha
dato vita ad una manciata di canzoni godibili e fresche. (Luigi Cattaneo)

QUADRI PROGRESSIVI, David Bowie
Iniziamo il nuovo anno con un pò di colore, un omaggio a David Bowie (china su foglio 21x30) da parte di Lorena Trapani, collaboratrice ormai storica della rubrica Quadri Progressivi.
Potete visitare la sua pagina Instagram, dove Lorena mostra le sue creazioni, musicali e non.
CONCERTI DEL MESE, Gennaio 2020
Venerdì 3
·Malibran a Belpasso (CT)
Sabato 4
·Aldo Tagliapietra a Lugagnano (VR)
Domenica 5
·Aldi Dallo Spazio a Ravenna
Venerdì 10
·Sezione Frenante a Salzano (VE)
Sabato 11
·Real Dream a Milano
·Banco a Chiasso (Svizzera)
·Melting Clock a Genova
Venerdì 17
·Lingalad a Pistoia
·J. True Tale a Lugagnano (VR)
·Malibran a Catania
·The Winstons a Roma
·The Dreaming Music Night a Milano
Sabato 18
·The Winstons a Firenze
·Mad Fellaz a Trebaseleghe (PD)
Domenica 19
·Old Rock City Orchestra a Porano (TR)
Venerdì 24
·The Winstons a Bergamo
·Enten Hitti a Cormano (MI)
·Revelation a Roma
Sabato 25
·Mr. Punch a Trofarello (TO)
·Nursery Rhymes a Marghera (VE)
·Dancing Knights a Roma
·The Winstons a Milano
·Vittorio De Scalzi a Pontestura (AL)
·Tacita Intesa + Disequazione a Trieste
·Antilabé a Treviso
Giovedì 30
·The Aristocrats a Nizza (Francia)
Venerdì 31
·Banco a Roma
·Vittorio De Scalzi a Lugagnano (VR)
·The Winstons a Faenza (RA)
·Methodica a Roma
·Malibran a Belpasso (CT)
Sabato 4
·Aldo Tagliapietra a Lugagnano (VR)
Domenica 5
·Aldi Dallo Spazio a Ravenna
Venerdì 10
·Sezione Frenante a Salzano (VE)
Sabato 11
·Real Dream a Milano
·Banco a Chiasso (Svizzera)
·Melting Clock a Genova
Venerdì 17
·Lingalad a Pistoia
·J. True Tale a Lugagnano (VR)
·Malibran a Catania
·The Winstons a Roma
·The Dreaming Music Night a Milano
Sabato 18
·The Winstons a Firenze
·Mad Fellaz a Trebaseleghe (PD)
Domenica 19
·Old Rock City Orchestra a Porano (TR)
Venerdì 24
·The Winstons a Bergamo
·Enten Hitti a Cormano (MI)
·Revelation a Roma
Sabato 25
·Mr. Punch a Trofarello (TO)
·Nursery Rhymes a Marghera (VE)
·Dancing Knights a Roma
·The Winstons a Milano
·Vittorio De Scalzi a Pontestura (AL)
·Tacita Intesa + Disequazione a Trieste
·Antilabé a Treviso
Giovedì 30
·The Aristocrats a Nizza (Francia)
Venerdì 31
·Banco a Roma
·Vittorio De Scalzi a Lugagnano (VR)
·The Winstons a Faenza (RA)
·Methodica a Roma
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