giovedì 1 agosto 2019

CONCERTI DEL MESE, Agosto 2019

Giovedì 1
·Summer Rock Festival a Trieste
·La Batteria a Terracina (LT)
·PFM a Gessopalena (CH)

Venerdì 2
·Summer Rock Festival a Trieste
·Of New Trolls a Osio Sotto (BG)

Sabato 3
·Summer Rock Festival a Trieste
·PFM a Jesolo (VE)
·Ossi Duri a Châtillon (AO)
·Real Dream a Savignone (GE)
·Stolinpi Prog a Porto Ceresio (VA)

Domenica 4
·Porretta Prog a Porretta Terme (BO)
·Summer Rock Festival a Trieste
·Prog Night a Savignone (GE)
·Monjoie a Borghetto S. Spirito (SV)
·Möbius Strip ad Alvito (FR)

Lunedì 5
·Porretta Prog a Porretta Terme (BO)

Martedì 6
·Porretta Prog a Porretta Terme (BO)
·PFM a Celle di Bulgheria (SA)

Mercoledì 7
·PROG Italia Orchestra a Francavilla (CH)
·Gianni Nocenzi a Bordighera (IM)
·Old Rock City Orchestra a Bonefro (CB)

Giovedì 8
·Napoli Centrale a Torbole s/ Garda (TN)
·Arturo Stàlteri a Roma

Venerdì 9
·La Batteria a Locorotondo (BA)

Sabato 10
·Napoli Centrale a Pomarico (MT)

Domenica 11
·Magnolia a Subiaco (Roma)
·Napoli Centrale a Serre (SA)

Mercoledì 14
·PFM a Marina di Pisa (PI)

Giovedì 15
·PFM a Melfi (PZ)
·Napoli Centrale a Morcone (BN)


Venerdì 16
·Liquid Shades a Portomaggiore (FE)
·Of New Trolls a Gavignano (Roma)
·Old Rock City Orchestra ad Aquara (SA)

Sabato 17
·PFM ad Anzio (Roma)
·Napoli Centrale a Minturno (LT)
·Sagra del diavolo a Galatone (LE)
·Area Open Project ad Aquara (SA)
·Of New Trolls a Marina di Modica (RG)

Domenica 18
·Liquid Shades a Mesola (FE)
·PFM a Candela (FG)
·Napoli Centrale a S. Agata di Puglia (FG)

Lunedì 19
·PFM a Porto Recanati (MC)

Mercoledì 21
·Napoli Centrale a S. Andrea di Conza (AV)

Sabato 24
·The Winstons a Eboli (SA)
·PFM a San Salvo (CH)

Domenica 25
·Napoli Centrale a S. Angelo d'Ischia (NA)
·Roccaforte a Solero (AL)

Martedì 27
·Supertramp ad Alassio (SV)

Mercoledì 28
·PFM a Castagnole delle Lanze (AT)

Sabato 31
·Napoli Centrale ad Aradeo (LE)
·The Coastliners a Fiumicino (Roma)

domenica 28 luglio 2019

FABIO GREMO, Don't be scared of trying (2018)


Risultati immagini per fabio gremo
Conosciuto soprattutto per la sua attività da bassista con Il Tempio delle Clessidre, i Thought Machine e i Dedalus, oltre che per essere uno dei membri del progetto Ianva (con cui suona però la chitarra), Fabio Gremo ha sviluppato negli anni un particolarissimo percorso solista, dapprima con La mia voce (disco per chitarra classica) e poi con il recente Don’t be scared of trying, di cui si è occupato sia della parte testuale che musicale. Il ligure si è divincolato non solo tra basso e chitarra classica ma ha sperimentato nella veste di cantante, con risultati positivi e tutto sommato sorprendenti vista la novità assoluta rispetto al passato, complice anche la veste sonora dell’album, intriso di cantautorato malinconico, che ben si adatta al timbro di Fabio. Giulio Canepa alla chitarra (anche lui con Il Tempio delle Clessidre) e Marco Fabbri alla batteria (ex The Watch), coadiuvano alla grande le tante idee di Gremo, che ben si presentano già nel brillante inizio di Breeze. Over the rainbow, con il sax di Emanuele Fresia, è davvero delicatissima, un racconto in musica di grande classe, prima della meravigliosa By the fire, traccia raffinata e commovente e di un’altrettanto intensa Dance of hope, arricchita dal piano di Giuseppe Spanò (membro anche lui degli Ianva). Breve ma ricca di pathos Ballad for the good ones,  buonissima Friendship is gold, ancora con Spanò, che ritoviamo ai synth anche nella seguente Hypersailor, unico momento riconducibile al rock. Lullabite vede invece al piano Sandro Amadei e al mellotron Spanò, per un piccolo frangente dai tratti cameristici, mentre Odd boy e la conclusiva title track, addolcita dal violoncello di Antonio Fantinuoli, confermano le grandi doti di scrittura e la sensibilità artistica di Fabio. (Luigi Cattaneo)

Di seguito il link per acquistare e ascoltare l'album https://fabiogremo.bandcamp.com/album/dont-be-scared-of-trying

giovedì 25 luglio 2019

BRIGHT LIGHTS APART, Post Utopia Soundscapes (2019)


Tornano a distanza di tre anni da As everything falls apart i Bright Lights Apart, trio formato da Miles-t (voce, synth, chitarra e basso), Slug (synth) e Dave (chitarra e basso). Il suono del nuovo Post Utopia Soundscapes, pur nel suo essere fortemente elettronico, mostra diverse sfaccettature ed influenze, che vanno dai Prodigy ai The Bloody Beetroots, passando per Nine Inch Nails, Aucan e Suicide Commando. L’elettronica dei veneti ha un’attitudine rock, aggressiva, adattissima per i dancefloor goth europei e sono le parole di Miles-t a spiegare la genesi del nuovo album. Dovevamo cominciare a lavorare e scrivere musica come dei producer … Abbiamo potuto scrivere la nuova musica nella totale libertà artistica! Siamo tutti fan di band come i Prodigy, che pur suonando elettronica, dal vivo hanno un approccio da band. Credo che il disco faccia trasparire bene le anime all’interno della band, è un disco incentrato sull’elettronica ma conserva una dose di sporcizia e attitudine derivante dal punk e questo bilanciamento dei suoni ci fa sentire artisticamente a casa. Ne sono riprova pezzi clamorosi come Metropolitan poem, Uncomfortable intents e l’inno Anthem for urban hooligans, veri capisaldi di un come back davvero di buonissima fattura. (Luigi Cattaneo)

Bad morning (Video)



mercoledì 24 luglio 2019

MOVION, Blank (2018)


Risultati immagini per movion
I Movion sono un trio strumentale (Nicolò Tomagnone alla chitarra e ai loop, Antonio Vomera al basso, ai loop, ai synth, alla chitarra e al vocoder, Alessandro Angeleri alla batteria, alla drum machine e alle percussioni) di Torino attivo dal 2012, che dopo l’omonimo del 2015 ha dato alle stampe nel 2018 Blank, disco di contaminazione tra post, elettronica e synthwave. Ylen è l’intro che conduce a Stereo Individuals, molto cinematografica, con qualche richiamo ai Mokadelic, soprattutto per quelle atmosfere suggestive che mutano verso scenari decisamente elettrorock. Any app for soul catarsis è tra i brani migliori, malinconico e di grande impatto emotivo, Goodbye vertebra conferma la dote di saper abbinare melodie immediate con un songwriting attento al particolare, mentre Window water eyes moving è un bel passaggio intenso e vibrante. L’ottimo crescendo di Hurt and Peck segna un altro dei frangenti di punta del disco, prima del finale di A whale in going to mountains, buonissima conclusione di un ritorno maggiormente elettronico rispetto al recente passato e che mi sento di consigliare ai fan di Mogwai e Godspeed You! Black Emperor. (Luigi Cattaneo)

Window water eyes moving (Video)



sabato 20 luglio 2019

TACITA INTESA, Faro (2018)


A distanza di quattro anni dal debutto omonimo del 2014, tornano i Tacita Intesa con il nuovo Faro, autoprodotto nel 2018 grazie al successo del crowfunding su Musicraiser, che ha dato una mano finanziariamente ai toscani. La new entry è Davide Boschi alla batteria, mentre Alessandro Granelli (chitarra e voce), Daniele Stocchi (tastiere), Thomas Crocini (basso) e Filippo Cologno (chitarra) sono parte stabile di un ensemble in crescita, più maturo rispetto all’esordio di qualche anno fa. Le influenze storiche del prog italiano emergono subito nell’iniziale e introduttiva Polena, si confermano in Solaris, episodio tra i più riusciti, e trovano terreno fertile nell’avvincente Terra, sulla scia di giovani e valide band contemporanee come La Bottega del Tempo a Vapore e Fem, con cui dividono background e passione. Cometa è impreziosita dal sassofono di  Leonardo Beltramini, che sta benissimo nel tessuto progressivo del pezzo, mentre Grazie Sears! ed Eureka sono due momenti gradevoli ma più interlocutori rispetto ai restanti. Massacramenti prima e Onda nera dopo sono infatti piuttosto interessanti, così come il crescendo finale di La città che sale, che non fa altro che confermare la percezione di un gruppo che sta lavorando al meglio, migliorato dal punto di vista della scrittura e dell’arrangiamento, probabilmente anche maggiormente consapevole di avere qualità non ancora del tutto espresse e che si possono sviluppare con dedizione e cura del particolare. (Luigi Cattaneo)

Per acquistare e ascoltare l'album: https://tacitaintesa.bandcamp.com/album/faro



domenica 14 luglio 2019

ANCIENT VEIL, Rings of earthly ... Live (2018)


Registrato dal vivo al La Claque - Teatro della Tosse di Genova nel 2017, Rings of earthly … Live è la celebrazione non solo della carriera degli Ancient Veil (iniziata nel 1995) ma anche degli Eris Pluvia, formazione in cui militavano Alessandro Serri (qui impegnato alla voce e alla chitarra) e Edmondo Romano (sax, clarinetto) e che qui viene richiamata sin dal titolo, omaggio allo storico Rings of earthly light del 1991. La formazione è completata con Fabio Serri alla voce e alle tastiere, Massimo Palermo al basso e Marco Fuliano alla batteria e alla chitarra acustica, impegnati in oltre settanta minuti a proporre brani come Ancient Veil o Dance around my slow time, davvero perfetti per comprendere un certo new prog italico. La particolarità di entrambe le band è la vena folk insita nei pezzi, un background che ammalia nelle note di The dance of the elves e Creature of the lake, con l’oboe di Marco Gnecco gradito ospite di una traccia sempre molto evocativa. Night thoughts mantiene intatto il fascino di quell’art rock lontano nel tempo, mostrando una raffinatezza esecutiva e compositiva di grande livello, mentre nella breve  New ritroviamo l’oboe di Gnecco, ponte con la suite Rings of earthly light, corpo centrale dell’album e sintesi delle loro idee musicali, tra parti strumentali, folk progressivo, arrangiamenti eleganti e spunti di grande classe (con la partecipazione di Valeria Caucino alla voce). Pushing together arriva dopo una meraviglia del genere, ma ben si comporta, così come convincente è In the rising mist, con Stefano Marelli e Fabio Zuffanti alle chitarre, coppia presa in prestito dai redivivi Finisterre. Chiusura affidata ad un trittico contemporaneo, I am changing, If I only knew e Bright autumn dawn, tratte dall’ottimo I am changing del 2017, che segnava il ritorno degli Ancient Veil. Produzione Lizard Records e distribuzione Black Widow Records completano il quadro. Consigliatissimo! (Luigi Cattaneo)

giovedì 11 luglio 2019

ANÈMA, Umana Città (2019)


Umana Città (File, MP3) Copertina d'album

Secondo album per gli Anèma, che tornano a due anni di distanza dal debut After the sea, mostrando una crescita interessante che ha reso il progetto più maturo e definito. Ciò si percepisce già dall’iniziale Ombre, con le ritmiche piene di groove della coppia formata da Dario Gianni (basso ma anche tastiere) e Loris Amato (batteria), che incontrano le linee melodiche di Lorenzo Gianni (chitarra) e la voce sicura di Baco Di Silenzio, perfetto nel raccontare con la giusta enfasi le trame dell’intero Umana città. Davvero validissima anche la seguente Blu assoluto, che conferma l’impressione di trovarci dinnanzi ad una band maggiormente consapevole rispetto al recente passato. Apartheid è una delicata ballata dal sapore cantautorale, bissata da un altrettanto intensa Inessenzialità, mentre Controversa torna a parlare il linguaggio del progressive, sempre rimanendo all’interno di una forma canzone curata nell’aspetto melodico. Gradevole Shake it, reply ma meno coinvolgente rispetto ai brani in lingua madre, come il rock di Anomala ipnosi e la suggestiva Inverosimile. Chiusura strumentale con la title track, per quello che è un ritorno che ha il merito di mostrare una band in evoluzione, migliorata soprattutto dal punto di vista del songwriting, cosa assolutamente non da poco e che fa ben sperare per ulteriori dischi di questo livello. (Luigi Cattaneo)

Inessenzialità (Video)



mercoledì 10 luglio 2019

TRIO COLTRI MENDUTO MORELLI, Per ogni dove (2018)



Otto traditional vestiti di tutto punto con le idee del gruppo e due inediti che fanno di Per ogni dove un viaggio che definire ricco di storia è poco. Coltri Menduto Morelli è un trio di ricerca, fortemente legato alla musica tradizionale ma capace di cercare vie per adattarlo al contemporaneo. Gabriele Coltri (cornamuse, flauto a becco, elettronica), Tiziano Menduto (fisarmonica, flauto armonico, voce) e Alberto Morelli (piffero, voce, sanza, bendir, darabuka, kanjra, elettronica) danno vita a trame suggestive, lontane nel tempo ma talvolta imbevute di elettronica minimale, una strada piuttosto interessante che può anche essere maggiormente sviluppata. Sestrina delle ombre è la danza iniziale, con Simone Mauri quarto membro (fisso lo definirei, vista la sua presenza in tutto l’album) con il suo clarinetto basso dal sapore jazz, seguita da Suite di bourrèe, un ballo sfrenato del Limousin, una regione della Francia da cui nasce questa melodia. Suite di polke, come dice il titolo, nasce da un trio di polke (due francesi e una italiana), legate con sapienza tra loro, mentre Sparve lille si tinge di elettronica, all’interno di una polka energica, dettata dal flauto di Menduto. Dans les abris de Paris arriva dagli anni ’40 e presenta la voce di Marie Antonazzo, oltre che la singolare sanza suonata da Morelli, che permette un incontro tra la Francia e l’Africa sub sahariana. L’elettronica fa capolino anche in Branles d’Ossau, che arriva addirittura dal 1926, prima di San Papier Mazurca (inedito scritto da Morelli) e Thalassaki mou, un tradizionale greco. Valzer di Napoleone è tratto dal repertorio di Liso Iussa, un suonatore friulano di organetto diatonico, la variazione di un tema musicale nato nel Rinascimento è Follia in ballo, finale in forma scottish di un viaggio tanto singolare quanto affascinante. (Luigi Cattaneo)

domenica 7 luglio 2019

ANDREA TORELLO, Appunti di viaggio (2018)


Appunti di viaggio è l’esordio solista di Andrea Torello, polistrumentista che conosciamo per il suo lavoro con Qirsh e Nightcloud e che qui si cimenta nella scrittura di composizioni atmosferiche, vicine alla new age, andando a prediligere melodie intense e trame mai troppo sofisticate. Torello si destreggia tra basso, chitarra, batteria e tastiere, facendosi sostenere per buona parte dell’album da Simone Piccolini del Cerchio d’oro, puntuale con i suoi inserti di mellotron, synth e tastiere, oltre che dalle chitarre elettriche di Michele Torello (anch’egli membro degli ottimi Qirsh), presente in Ninna nanna e Te lo dico così e Luciano Giorda, che invece dona il suo contributo nell’apprezzabile singolo L’origine del mondo. È Andrea stesso a raccontare il concept … È un album intimista, riflessivo, che spero mi rappresenti come uomo e autore. Nel comporre ho cercato di non lasciare nulla al caso, di creare un filo rosso che collega tutti i brani. È un disco unitario, da ascoltare nella sua interezza, non una collezione dei pezzi di una carriera. Ho cercato di lavorare personalmente su ogni singolo suono, prima agli strumenti e poi in studio. È stato un lavoro di ricerca e sperimentazione, una lotta che spero si percepisca dalle note, accanto alla speranza che alla fine emerge sempre, anche dal conflitto. Quelli di Andrea sono gli appunti di un viaggio talvolta estremamente rilassante, talvolta con contorni onirici, del sogno, un percorso interiore che narra, analizza, accompagna pensieri e riflessioni, trasporta nell’intimo di un autore sensibile e profondo. (Luigi Cattaneo)

L'origine del mondo (Video)


sabato 6 luglio 2019

RED MASQUERADE, The Seventh Room (2018)


I Red Masquerade nascono a Bologna nel 2012, prendendo spunto dal racconto di Edgar Allan Poe La maschera della morte rossa e da subito iniziano a comporre brani dal taglio prog metal con sprazzi sinfonici. Il quartetto, dopo diversi cambi di line up, è attualmente composto da Marika Mura (voce e orchestrazioni), Danio Missoud (batteria), Gabriele Quaranta (basso) e Lenny Pietrolata (chitarra) e questo The Seventh Room è il loro primo full lenght, album che mantiene le influenze primigenie e si arricchisce di alcune strutture thrash, soprattutto negli efficaci riff di Pietrolata. The portrait è l’inizio oscuro ma decisamente epico del disco, con un riff diabolico che ben si sposa con le orchestrazioni classicheggianti e la voce calibrata di Marika. Casanova è altro esempio del connubio tra potenza e melodia della band, Lord of nothingness è tra i pezzi migliori, molto lirica e di grande presa, mentre Le Masque mostra una certa aggressività, sempre mitigata da sezioni sinfoniche piuttosto valide. Qualità veramente alta per i bolognesi e andando avanti con Da Vinci prima e Lost Days poi, si ha l’impressione di trovarsi dinnanzi ad una band che, dopo aver preso spunto dai nomi sacri del genere, abbia provato a instillare qualcosa di proprio, complice anche l’ammaliante voce della bravissima singer. Le conclusive Shame, My prisons e Edgar’s Madness sono il trittico finale che conferma la bravura della band e la qualità complessiva di un’opera prima davvero interessante. (Luigi Cattaneo)

Le Masque (Official Video)



mercoledì 3 luglio 2019

GUALTY, Transistor (2018)



Simone Tilli, che da queste pagine abbiamo conosciuto per la sua militanza nei Le Jardin Des Bruits, è il personaggio che si cela dietro il progetto Gualty, partito nel 2011 e giunto ora al terzo disco in studio. Transistor, uscito l’anno scorso per la Red Cat Records, è un album in cui Tilli (voce, tastiere, drum machine e tromba) si è divertito a giocare con l’elettronica, sostenuto dai bravissimi Antonio Inserillo (basso), Michele Senesi (chitarra) e Zani Nello (batteria), andando a pescare a piene mani dal post punk ottantiano di Joy Division e Killing Joke, con il cantato italiano croce e delizia di un lavoro interessante nella sua durata complessiva. Croce perché, se da un lato la lingua utilizzata non risulta sempre scorrevole e fluida rispetto all’aspetto puramente sonoro, è pur vero che la delizia sta tutta nei messaggi lanciati, che risultano chiari sin da subito, poco soggetti ad interpretazioni, diretti, anche crudi nella sostanza. Sguardo vintage e temi attuali, anche scottanti, con l’angoscia del quotidiano e la frenesia del successo individuale che divengono corollario di brani tinti di nero (Zoobank), oscuri (Sostanze aliene, con il suo malefico organo), ossessivi (Villagio globale e Tryvega, entrambe arricchite dal sax di Gianluca Brown). Tilli, dopo Deadburger, Carnera e i già citati Le Jardin des Bruits, piazza un altro bel colpo, confermandosi interprete curioso e versatile. (Luigi Cattaneo)

https://open.spotify.com/album/7pXxGYPS4gFUzwF1aPAsn8 Qui di seguito il link spotify di Transistor



martedì 2 luglio 2019

MACCHINA PNEUMATICA, Riflessi e maschere (2019)


Risultati immagini per macchina pneumatica riflessi e maschere

Nati a Milano nel 2013 come power trio strumentale (Carlo Fiore alle tastiere, Carlo Giustiniani al basso e Michel Nesti alla batteria), ben presto maturano la decisione di inserire Raffaele Gigliotti come cantante (nonché chitarrista), rifinendo un suono fatto di progressive, jazz rock e fusion. Il rock dei milanesi trova nel periodo storico del prog italiano il riferimento maggiore, dapprima come Nudo e poi, con l’arrivo di Enzo Vitagliano come nuovo batterista, come Macchina Pneumatica, con cui firmano l’esordio Riflessi e maschere (edito da Black Widow Records). Goblin, P.F.M., Area, il background del quartetto pare prendere ispirazione da questi nomi storici e basta ascoltare le ottime trame di Gli abitanti del pianeta o Sopravvivo per me per calarsi in un tempo lontano, magico, ampiamente narrativo. Un clima volutamente retrò che sa affascinare (Quadrato), con partiture classiche (Come me), liriche da leggere con attenzione (Avvoltoi) e sprazzi strumentali molto validi (la lunga title track conclusiva). Esordio piacevolissimo e che si inserisce perfettamente nel contesto italiano, vicino ad altre realtà di casa Black Widow come Ingranaggi della Valle e Il Cerchio d’oro. (Luigi Cattaneo)

Sopravvivo per me (Video)



lunedì 1 luglio 2019

THE BLUE MANDALA PROJECT, Notes from the outer soul (2018)


Pietro Vincenti è il mastermind che si cela dietro The Blue Mandala Project, coadiuvato da Mimma Pisto alla voce, Phil Maturano alla batteria e Vincenzo Maurogiovanni al basso. Notes from the outer soul, quasi interamente composto dal tastierista pugliese, è un crogiuolo di jazz e soul, che, pur nella staticità della proposta, suona appassionato e finisce per convincere ascolto dopo ascolto, risultando nel complesso piuttosto gradevole. Tecnica e melodia vanno di pari passo e pur non trovando attimi particolarmente originali (che poi non è obbligatorio averli … ) pezzi come The trip o The human journey sono assolutamente coinvolgenti e possono sicuramente interessare gli amanti del jazz che si imparenta con il soul e il pop. Sia la scrittura che le prove individuali risultano molto classiche ma di spessore, suggerendo che il live possa essere probabilmente la dimensione più adeguata per brani di valore come Cold blue e Summer afternoon. Nota di merito per la suite strumentale finale, The goddesses suite, divisa in tre parti e con momenti quasi prog, segno che Vincenti ha in serbo altre cartucce, magari anche in un futuro immediato. (Luigi Cattaneo)

The trip (Video)



CONCERTI DEL MESE, Luglio 2019

Lunedì 1
·PFM a Trento

Martedì 2
·Of New Trolls a S. Pietro in Amantea (CS)

Mercoledì 3
·Malus Antler a Bassano del Grappa (VI)

Giovedì 4
·Hollowscene a Sesto San Giovanni (MI)

Venerdì 5
·Dream Theater a Villafranca (VR)
·Le Orme a Caraffa di Catanzaro (CZ)
·The Winstons a Bergamo
·Overture a Mores (SS)
·La Storia dei New Trolls a Grado (GO)

Sabato 6
·Haken a Firenze
·King Crimson a Palmanova (UD)
·Area Open Project a Cesenatico (FC)
·Osanna a Calvanico (SA)
·PoiL a Tolmino (Slovenia)
·Opossum a Brescia
·Inter Nos a Latisana (UD)

Domenica 7
·Of New Trolls a San Venanzo (TR)
·Haken a Roma
·Massimo Giuntoli a Milano
·Vittorio De Scalzi a Foggia

Lunedì 8
·King Crimson a Verona
·N. Mason's Saucerful of Secrets a Chieti
·PFM a Ghilarza (OR)
·Avalon Legend a Cherasco (CN)

Mercoledì 10
·King Crimson a Stupinigi (TO)
·PFM + Aerostation a Cremona

Giovedì 11
·God Is An Astronaut a Segrate (MI)

Venerdì 12
·God Is An Astronaut a Roma
·The Winstons a Cuneo
·Frank Sinutre a Pergola (PU)
·N.Mason Saucerful of Secrets a Taormina 

Sabato 13
·God Is An Astronaut a Locorotondo (BA)
·Summer Festival a Blevio (CO)
·Napoli Centrale a Modena
·La Batteria a Roma

Domenica 14
·God Is An Astronaut a Padova
·N. Mason's Saucerful of Secrets: Ravenna
·The Magical Box a Contile (PR)
·Steve Hackett a Genova
·PFM a Biella
·Sunbow Music Festival a Terracina (LT)

Lunedì 15
·Jethro Tull a Cremona
·Napoli Centrale a Piombino (LI)


Martedì 16
·Nick Mason's Saucerful of Secrets a Roma
·Jethro Tull a Genova
·Steve Hackett a Pordenone
·PFM a Sarzana (SP)
·Area Open Project a Milano

Mercoledì 17
·N. Mason's Saucerful of Secrets a Perugia
·Steve Hackett a Mantova
·PFM a Cortona (AR)
·The Winstons a Prato

Giovedì 18
·King Crimson a Perugia
·N. Mason's Saucerful of Secrets a Brescia
·Massimo Giuntoli a Rovereto (TN)
·Porto Antico Prog Fest a Genova
·Steve Hackett a Firenze

Venerdì 19
·RanestRane a Piove di Sacco (PD)
·Frank Sinutre a Ferrara
·PFM a Cairate (VA)
·Delta a Ternate (VA)
·Liquid Shades a Bosco Mesola (FE)
·Arturo Stàlteri a Montopoli Sabina (RI)

Sabato 20
·PFM a Capodistria (Slovenia)
·La Batteria a Rapolano Terme (SI)
·Napoli Centrale a Verrucchio (RN)
·The Winstons ad Albissola Marina (SV)
·Real Dream a Savignone (GE)
·Arturo Stàlteri a Piombino (LI)
·Limite Acque Sicure a Cento (FE)

Martedì 23
·Dream Theater a Tolmino (Slovenia)
·Perigeo a Firenze

Mercoledì 24
·Lino Capra Vaccina a Siracusa

Venerdì 26
·The Winstons a Montichiari (BS)
·PFM a Venaus (TO)
·Of New Trolls a Pozzilli (IS)
·RanestRane a Piove di Sacco (PD)

Sabato 27
·Napoli Centrale a Marina di Camerota (SA)
·PFM a Giais di Aviano (PN)
·La Batteria a Corigliano d'Otranto (LE)
·Jethro Tull a Villafranca (VR)
·Area Open Project a Seui (SU)
·Marble House a Cento (FE)
·Opra Mediterranea a Serravalle P.se (PT)

Domenica 28
·Steve Hackett a Firenze
·Jethro Tull a Maiano (UD)
·Fabio Zuffanti a Tempio Pausania (SS)
·La Batteria a Calvanico (SA)

Lunedì 29
·PFM a Verona

Martedì 30
·Napoli Centrale a Roma

Mercoledì 31
·Osanna ad Agerola (NA)
·Opra Mediterranea a Firenze

sabato 29 giugno 2019

PNGAZERS, Dove il mio pensiero brucia (2018)


Risultati immagini per pngazers

Nati nel 2016, i PNGazers (Mirko Antoniolli al basso e alla chitarra, Stefano Cantoni alla voce, Orfeo Ciampa alla batteria e alla chitarra acustica, Matteo Lecce al basso e Francesco Martinello alla chitarra) hanno da subito portato avanti con tenacia un discorso in cui si avvertono echi della Pordenone Rock che fu, ballate rock wave e imprint dark, che hanno trovato sfogo nella realizzazione di Dove il mio pensiero brucia, 35 minuti di pura poetica musicale. Alice mette subito sul piatto un sound a cavallo tra il Teatro degli Orrori e i Rossofuoco di Giorgio Canali, un inizio tirato e coinvolgente. Canto d’amore cambia subito registro, si fa più oscura, una ballata wave veramente ben costruita, così come Una parola di cinque lettere, dark song decisa e malinconica, entrambe con elementi riconducibili ai Cure anni ’80, complice anche l’utilizzo del doppio basso, caratteristica curiosa dei PNGaziers. La vena cantautorale si esalta ancora di più in Altre stanze, magnifico esempio della grande capacità di scrittura della band, prima della convincente rivisitazione di Polvere, brano del 1984 di Enrico Ruggeri e di Quello che vedo, altro momento che unisce delicatezza e inquietudine, con reminiscenze dell’ex Underground Life Giancarlo Onorato. Chiude un outro elettronico che non aggiunge molto ad un lavoro bellissimo, sentito, strutturalmente perfetto. (Luigi Cattaneo)

Altre stanze (2018)   


venerdì 28 giugno 2019

STRAY BULLETS, Shut up (2018)


Hard sleaze rock di chiara matrice americana è la connotazione più adatta per definire i veronesi Stray Bullets (Alex Chinaski alla voce, Nick e Steven Evil alle chitarre, Zen alla batteria e Dave Dufford al basso), che con questa prima release ufficiale (vi è una precedente pubblicazione da cui hanno ripreso molti titoli) mostra di avere già le idee piuttosto chiare, complice anche l’appoggio dell’Atomic Stuff, sempre lungimirante per produzioni di questo tipo. Shut up punta, come da tradizione, su impatto e tiro r’n’r, una sana attitudine stradaiola che incontra ottimi spunti melodici e che finisce per citare in più di un’occasione gli immortali Motley Crue. Le due chitarre donano una certa elettricità all’ambiente, sostenute da una robusta sezione ritmica e da un cantato in linea con gli stilemi del genere, basti ascoltare pezzi come Hurts o Get on you. Adrenalinici e goderecci, gli Stray Bullets sano creare brani perfetti per le radio rock (Candy, così come One way emotion), se queste prendessero in considerazione anche i tanti gruppi emergenti e validi della penisola. Debutto compatto, adattissimo per chiunque sia ancora legato al rock ottantiano, quello sfrontato e coinvolgente dei già citati Motley e dei Guns N’ Roses degli esordi. (Luigi Cattaneo)

Album Teaser

 


lunedì 24 giugno 2019

QUANAH PARKER, Live at Festival Rock Progressive 2016-2018 A Big Francesco (2019)


Risultati immagini per quanah parker live festival rock prog
Tra i nomi storici del revival progressivo una citazione d’obbligo la meritano i Quanah Parker, band che Riccardo Scivales porta avanti con orgoglio dagli anni ’80 e che solo ultimamente sta raccogliendo meriti e plausi. Dopo l’omonimo del 2012 e Suite degli animali fantastici del 2015, i veneti, distribuiti ora da Ma.Ra.Cash Records, pubblicano un sontuoso live (cd + dvd) registrato durante le tre edizioni del Festival Rock Progressive (che vanno dal 2016 al 2018), in cui presentano nove brani sia nella versione audio che video. Oltre a Scivales alle tastiere, troviamo Elisabetta Montino (voce), Valentina Papa (coreografia e danza), Giovanni Pirrotta (chitarra), Paolo Ongaro (batteria), Alessandro Simeoni (basso) e Alberto Palù (basso, presente solo nella suite conclusiva). L’apertura è affidata ad un inedito, Intrada – Per le scale, inseguendo le fate! E ci troviamo subito dinnanzi alla quintessenza del rock progressivo, tra cambi di tempo, parti sinfoniche e una raffinatezza tecnica e compositiva di elevato valore. L’omaggio a Francesco Di Giacomo si traduce nella bellezza strumentale di A Big Francesco, con il Banco del Mutuo Soccorso tra i riferimenti maggiori, mentre Death of a deer ha un crescendo tipico di grande impatto, supportato da un ottimo lavoro corale. Ampio spazio viene dato all’esordio, rappresentato dall’eleganza di Asleep, dall’iconica Quanah Parker, dalla sempre coinvolgente Sailor song, dalla delicata After the rain e dal new prog (altra caratteristica dei veneti) di Silly Fairy Tales. Chiusura affidata alla lunga Suite degli animali fantastici, corollario delle influenze della band, tra Yes, Emerson Lake & Palmer e progressive italiano. Peccato per la qualità sonora non all’altezza in questo pezzo finale (nel dvd invece il problema audio non c’è), che inficia leggermente il risultato globale. Nella ristampa, prevista, tutto dovrebbe essere giustamente ripristinato, in modo da avere la stessa resa cd – dvd. Che altro dire? Seguo la band da ancora prima dell’esordio ufficiale (un concerto del 2009 a Preganziol, nel trevisano) e questo live rappresenta la sintesi di un percorso fatto di passione e sacrifici, punto di arrivo ma anche di partenza per nuovi stimoli, sempre all’insegna di un prog vibrante e sincero. (Luigi Cattaneo)

sabato 22 giugno 2019

MARIA ELENA CRISTIANO, Malefici

Malefici

Malefici è il nuovo libro di Maria Elena Cristiano. L'Isla de Las Munecas a Città del Messico è una delle più oscure e terrificanti mete turistiche moderne. Una moltitudine di bambole mutilate, immobili, deformi e ammiccanti osservano, silenziose, chiunque si avventuri sulle sponde della laguna di Xochimilco. Lo spirito di una strega che canta, terrorizza i campesinos che vivono sulle sponde del lago Texcoco. Misteriose e cruente morti, spettri inquieti e antichi Malefici animano le acque limacciose di una delle lagune più belle del mondo. Un gruppo di agguerriti, improbabili e soprannaturali indagatori dell'occulto deciderà, suo malgrado, di sfidare il demone che infesta l'Isola delle bambole.

mercoledì 19 giugno 2019

FEM, Mutazione (2018)



Ci siamo da sempre occupati dei Fem (Forza Elettro Motrice), sin dal già interessante ep Epsilon, seguito poi da Sulla bolla di sapone, che mostrava un gruppo fresco e dinamico. Mutazione è il loro nuovo lavoro e sottolinea anche i cambi in line up, con l’arrivo di Alessandro Graziano (voce e violino) e Pietro Bertoni (tromba, trombone, glockenspiel ed eufonio), che completano la formazione composta da Alberto Citterio (tastiere), Paolo Colombo (chitarra), Marco Buzzi (basso) ed Emanuele Borsati (batteria, marimba, percussioni e chitarra acustica). Queste novità non vanno ad inficiare il percorso di crescita dei brianzoli, che regalano un progressive debitore di Premiata Forneria Marconi e Banco del Mutuo Soccorso ma che si muove con agilità dentro l’attualità, puntando molto sull’essere scorrevoli all’interno di una proposta strutturata e rifinita nei particolari. 

Io mi trasformo è il biglietto da visita dei nuovi Fem e anche di Graziano, vocalist dal timbro particolare e che convince ascolto dopo ascolto. La cura delle cose conferma la tendenza del sestetto di dare molta importanza alla forma canzone, andando a ricreare momenti di grande pathos comunicativo e ciò accade anche in Musica di vento, delicata e suggestiva. Mai tardi mette sul piatto tutta la qualità tecnica del gruppo, con uno strumentale davvero pregevole, che fa il paio con l’ottima title track. Attesa e Il cielo di sé si legano, tra parti soavi, cambi di tempo, note venate di malinconia e momenti di puro progressive. I dieci minuti conclusivi di Se c’è una buona ragione suggellano con enfasi un buonissimo ritorno e confermano la band come un interessante realtà del progressive nostrano contemporaneo. 
https://femprogband.bandcamp.com/album/mutazione è il link suggerito per acquistare l'album. (Luigi Cattaneo)

domenica 16 giugno 2019

CLAUDIO FASOLI N.Y. 4ET, Selfie (2018)

Risultati immagini per fasoli selfie

Inizia col sax solitario di Claudio Fasoli questo Selfie, live registrato a Brooklyn con Matt Mitchell al piano, Matt Brewer al basso e Justin Brown alla batteria ed è un viaggio all’interno di una carriera infinita, partita con il Perigeo nei ’70 e proseguita nell’orbita di un jazz personale e mai banale. L’apporto dei musicisti chiamati in causa risulta fondamentale e basterebbe la partenza di Parsons green per rendere chiaro il concetto, un lungo brano che mette in luce un interplay naturale, vivo, fresco. I tre americani hanno dalla loro tecnica e maturità e la mettono a disposizione nella splendida Kammertrio o nella notturna Far, esempi dell’arte fasoliana che affascina per quel suo modo di scolpire note, di citare maestri diventando egli stesso guida. La brillante verve di Legs non fa altro che confermare ipotesi e suggestioni, bissata dall’altrettanto ottima Squero, eseguita magistralmente dal quartetto. Ma è tutto l’album a divenire punto di arrivo e di partenza per scoprire la musica di Claudio, la sua ricchezza espressiva, il suo colore, turbamento e gioia di un’artista che da decenni regala sorprese e  incanti. (Luigi Cattaneo)

Immagine correlata

venerdì 14 giugno 2019

REVEERS, To find a place (2017)


Risultati immagini per reveers to find a placeUscito un paio di anni fa per Music Force e Toks Records, To find a place è l’esordio dei Reveers, quartetto formato da Elia Amedeo Martina (basso e chitarra acustica), Fabio Tomada (chitarra), Giulio Ghirardini (batteria, vibrafono, basso e voce) e Ismaele Marangone (tastiere e voce). Low to the ground è la partenza atmosferica, chiarificatrice degli umori che contraddistinguono l’album, con fraseggi ora più post ora più psichedelici. Stesso copione per la sognante Fortune teller, che risulta alla lunga essere uno dei pezzi più coinvolgenti emotivamente, caratteristica principale del sound della band. Thesis, antithesis & synthesis è più vivace, strizza l’occhio all’indie rock inglese ma persiste una vena agrodolce, la stessa che ritroviamo in Music for a silent film, che, come suggerisce il titolo, sembra la soundtrack di una pellicola cinematografica. Dopo una prima parte davvero buona, Mosaico apre l’ipotetico lato b e lo fa confermando la capacità del gruppo di sviluppare melodie autunnali cariche di sottile malinconia. L’elettronica infarcisce le trame di Spheres, interessante variazione sul tema sin qui proposto, Waves from the sky è invece un brano che forse poteva essere meglio sviluppato e finisce per non aggiungere nulla a quanto espresso sinora. Blind alley, con il suo tiro maggiormente rock mostra come i friulani sappiano anche muoversi in territori più energici, pur senza toccare le vette espressive catturate nei primi pezzi del lavoro. Pur se leggermente inficiato da un finale meno riuscito, To find a place è un esordio suggestivo e buon punto di partenza per successivi sviluppi. (Luigi Cattaneo)

giovedì 13 giugno 2019

BARO PROG-JETS, Lucillo & Giada / Topic Wurlenio (2019)


Baro è il progetto solista di Alberto Molesini, che i più attenti ricorderanno per la sua militanza con i Marygold, di cui abbiamo parlato non molto tempo fa per l’uscita di One Light Year. Alberto, già sul finire degli anni ’70, riversava il suo amore per il progressive formando i La sintesi, progetto nato sulla scia di King Crimson e Yes, due spiccate influenze del percorso artistico del bassista, che diede vita nel 1980 all’opera rock Lucillo & Giada, un concept che venne poi bissato nel 1983 da Topic Wurlenio. Dopo l’esperienza positiva con i citati Marygold, Molesini inizia a coltivare il sogno di pubblicare i due lavori pensati per La sintesi e inizia un rispettoso recupero di quel materiale, con nuove idee e arrangiamenti e, grazie al contributo dell’Andromeda Relix, Lucillo & Giada e Topic Wurlenio escono in una bella confezione doppia ad inizio 2019. Il prog di Baro è ovviamente influenzato da P.F.M., Le Orme, Banco del Mutuo Soccorso, Osanna e New Trolls, oltre che dal periodo storico in cui si sviluppò, con Lucillo & Giada posto come primo disco di questo doppio album. Si tratta di un unico brano suddiviso in 4 scene (in cui l’autore, impegnato al basso, alle tastiere, alla chitarra e alla voce, viene coadiuvato da Gigi Munari alla batteria, Massimo Basaglia alla chitarra, Paolo Zanella al piano ed Elena Cipriani alla voce), molto immaginifico, vintage (Lamento), influenzato dal pop progressivo di New Trolls e Moody Blues (Se vorrai). Non mancano brani più misteriosi e in odore di Raccomandata Ricevuta Ritorno (L’inganno di Giada) o belle sezioni strumentali (come il break di Nel polo di Eden), che si alternano a lievi ballate (Il codice dell’armonia) e sprazzi tipicamente progressivi (Our fate lies All around the Universe e I 24 anziani). Topic Wurlenio (che vede impegnata la stessa line up con l’aggiunta di Titta Donato e Nicola Rotta alla chitarra) risente giustamente degli anni ’80 ma risulta molto prog, già dall’iniziale Tracce di un’avventura. Tra momenti di forte impatto lirico (la suite Ach the stomach contraction), costruzioni articolate (Dialogo), melodie tra Maxophone e Premiata (Chiare gocce di pioggia), si sviluppa un racconto personale (Attesa), che non disdegna intricati strumentali (la title track) e grandeur sinfoniche (Mosaico d’uomo). Come per i The Badge o i Sigmund Freud, il fascino della riscoperta è alto e chi ama questo tipo di operazioni di recupero non faticherà ad innamorarsi del progetto Baro. (Luigi Cattaneo)

Album Teaser 



venerdì 7 giugno 2019

LA TEORIA DELLE NUVOLE, Versus Serendipità (2018)


Risultati immagini per la teoria delle nuvole versus serendipità
Quando il monicker “tradisce” le attese si possono fare due cose, o offendersi terribilmente o collocarsi sulla linea d’onda che ci si aspetta meno. È il caso dei La Teoria delle Nuvole, perché con un nome del genere ero già pronto a suite settantiane e riferimenti ai mostri sacri del genere. Invece, pur con un background che tradisce amore anche per il prog, i sette (Andrea Bourbon alla voce, Matteo Vallet e Antonio Campiti alle chitarre, Giuseppe Zingale al basso, Roberto Girardi alla batteria, Corrado Ghinelli alle percussioni e Battista De Gattis al sax), sono maggiormente accostabili ai contemporanei Meseglise e Il Volo di Colin, o, per fare un paragone più celebre, alla P.F.M. di Serendipity. L’inizio è affidato a Tetris, ottima per comprendere quale sia la direzione della band, divisa tra rock, pop e cantautorato e non fa eccezione Etera, sguardo sul mondo della prostituzione. Repetita è una gradevole ballata sottolineata da un delicato lavoro di De Gattis, mentre Jeffrey oscilla tra parti brillanti, soul e momenti sussurrati, un crossover particolare ma che finisce per incuriosire. Jezus è un’altra piacevole ballata che mi ha ricordato qualcosa dei Noir Dèsir, prima che la band muti di nuovo pelle con Fat Boy, uno spoken word dark che parla della bomba atomica su Hiroshima del 6 agosto 1945 e brano tra i migliori dell’album. Chiude in bellezza Indole, per un progetto che, può ovviamente crescere ma mostra già di avere in seno idee e passione. (Luigi Cattaneo)

Tetris (Video)



domenica 2 giugno 2019

MARY BRAIN, Light After Dark (2018)



Uscito per la Valery Records, Light after dark, è il nuovo album dei Mary Brain (dopo l’ep Pay for your sins del 2009 e Regression of human existence del 2013), band modenese formata da Matteo Vincenzi alla voce, Andrea La Piccirella alla chitarra, Nicola Palma al basso e Andrea Ferrari alla batteria. L’album evidenzia un background prog di matrice heavy, sempre attento alla forma canzone, un po’ come fatto negli anni da Queensryche o Eldritch, con la band che punta molto su impatto e impianto melodico della proposta. La scelta è quella giusta, perché questo nuovo disco risulta piuttosto interessante, alternando parti più hard ad altre maggiormente soffuse, sempre senza perdere in credibilità e suggestione. Quindi a fianco di episodi decisamente heavy come Sentenced to death e Devastation, troviamo brani che scavano nel profondo, come Letter to heaven. Nota di merito per la lunga title track finale, summa del pensiero del quartetto e splendido epitaffio di un ritorno che ha struttura e forza compositiva. (Luigi Cattaneo)

Sentenced to death (Video)


sabato 1 giugno 2019

PAOLO SIANI FT. NUOVA IDEA, The Leprechaun's Pot of Gold (2019)


Immagine correlata

Terzo disco per Paolo Siani, storico fondatore e batterista della Nuova Idea, di cui ci siamo occupati diverse volte da queste pagine, qui accompagnato dalla solita pletora di ottimi musicisti, caratteristica cardine del suo nuovo percorso iniziato con Castles, wings, stories and dreams nel 2010. La scelta, consueta per lui, della coralità al servizio della canzone, risulta vincente anche stavolta, con Paolo che mostra la volontà di non ricalcare i passi storici di un tempo lontano ma di guardare avanti, senza fossilizzarsi su un progressive d’annata. Standing alone è l’inizio che si tinge di hard prog, in cui troviamo i sempre attuali King Crimson e una formazione studiata alla perfezione e che vede Antony Brosco alla voce, Guido Guglielminetti al basso (turnista straordinario spesso al fianco di Francesco De Gregori), l’ottimo Nik Carraro alla chitarra, Giorgio Usai all’organo Hammond (Il Mito New Trolls e presente nella prima formazione della Nuova Idea) e Giangiusto Mattiucci al piano. Inflate your veins vede invece protagonista Martin Grice dei Delirium al sax e al flauto e il sempre grande Roberto Tiranti dei Labyrinth al basso e alla voce, per quello che è uno dei brani più lirici del lavoro. Più sperimentale la title track e non è da meno la vena elettronica di Statue of wax, interessante commistione utilizzata da Siani negli ultimi due dischi a suo nome. Tiranti sale in cattedra in Lord Brummel, mentre Walking on the limit aggredisce con un dark progressive di grande effetto, in cui si segnalano le belle parti di flauto di Grice, musicista sempre troppo poco citato. In Time to play interviene la Giacomo Puccini band (diretta dal maestro Costanzo Manza) e il sempre affascinante theremin suonato da Ivana Gatti (spesso al lavoro con Gianni Maroccolo e ultimamente con Lo Zoo di Berlino). C’è infine una riproposizione dell’iniziale Standing alone ma cantata da Paul Gordon Manners (ex Cugini di Campagna) e soprattutto la chicca storica, We’re going wrong dei Cream registrata live nel 1971 per la trasmissione radio Per voi giovani, che chiude perfettamente un’altra grande prova di Paolo, artista che sta dimostrando di avere curiosità e trasversalità. (Luigi Cattaneo)

Inflate your veins (Video)



CONCERTI DEL MESE, Giugno 2019

Sabato 1
·Motorpsycho a Genova
·PFM a Schio (VI)
·Ainur a Osasco (TO)
·feat. Esserelà a Bologna
·Frank Sinutre a Parma
·Il Sentiero di Taus a Milano

Domenica 2
·Ainur a Osasco (TO)
·Of New Trolls a Ponte Taro (PR)
·Music for the Oceans a Bassano d/G. (VI)

Lunedì 3
·The Winstons a Bologna

Martedì 4
·PFM a San Benedetto del Tronto (AP)

Venerdì 7
·Juri Camisasca a Leverano (LE)
·Napoli Centrale a Taranto

Sabato 8
·Forgas Band Ph.+Feat. Esserelà a Milano
·Of New Trolls a Schio (VI)
·Jumbo a Pietra Ligure (SV)
·Napoli Centrale ad Alvignano (CE)
·Sezione Frenante a Salzano (VE)
·Phoenix Again a Brescia
·PFM a Santa Teresa di Gallura (SS)

Domenica 9
·Jus Primae Noctis a Genova

Giovedì 13
·Tool + Dream Theater a Firenze

Venerdì 14
·The Winstons a Vittorio Veneto (TV)
·Of New Trolls a Monfalcone (GO)
·Mappe Nootiche a Cernusco s/N (MI)

Sabato 15
·Opossum a Mirandola (MO)
·Campo Magnetico a Feltre (BL)


Domenica 16
·Frank Sinutre ad Arezzo

Lunedì 17
·Phil Collins ad Assago (MI)

Mercoledì 19
·The Cage a Milano

Giovedì 20
·PFM a Macerata
·La Batteria a Brugherio (MI)
·Prometheo + Hora Prima a Bari

Venerdì 21
·Of New Trolls a Monteriggioni (SI)
·Basta! a Pontassieve (FI)
·La Batteria a Cella Monte (AL)
·Malibran a S. Giovanni La Punta (CT)
·Liquid Shades a Contrapò (FE)

Sabato 22

·Artchipel Orchestra a Bollate (MI)
·Il Segno del Comando a Scandicci (FI)
·The Winstons a Roma
·Palva Fest a a S. Martino Buon Alb. (VR)
·Area Open Project a Cella Monte (AL)
·Like a Pianoro (BO)

Domenica 23
·Jethro Tull a Taormina (ME)
·Anathema + Nosound a Roma
·Rinunci a Satana? a Cassano d’Adda (MI)
·Le Orme a Montesano Sulla Marcellana (SA)

Lunedì 24
·Anathema + Nosound a Trezzo s/Adda (MI)

Mercoledì 26
·The Watch a Garda (VR)
·Monkey Diet a Bologna

Giovedì 27
·Kraftwerk a Roma
·Stereokimono a Imola (BO)
·PFM a Padova

Venerdì 28
·Black Water's ProgNights a Boffalora (MI)
·Kraftwerk a Roma
·La Batteria a Roma

Sabato 29
·Black Water's ProgNights a Boffalora (MI)
·Martin Barre a Custoza (VR)
·The Winstons a Cremona
·Sezione Frenante a Marghera (VE)

Domenica 30
·Black Water's ProgNights a Boffalora (MI)
·Real Dream a Grosseto
·PFM a Trento